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Home / Politica / I fischi a Berlusconi? Ininfluenti. Lo dicono politologi e sondaggisti
Wed, 01 Jul 2009 19:47:00

I fischi a Berlusconi? Ininfluenti. Lo dicono politologi e sondaggisti


Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi


"Non ci sarà nessuno spostamento sostanziale di voti, è solo l’immagine del premier a essere interessata. E per qualcuno, ma non per tutti, potrebbe al massimo sbiadirsi un po'"





LA LETTERA Mazzella scrive a Berlusconi: Caro Silvio, ti inviterò ancora

Esperti di comunicazione, sondaggisti e politologi non danno molto peso alle contestazioni subite dal presidente del Consiglio nelle sue ultime uscite pubbliche da gruppetti di fischiatori che lo stanno ossessivamente pedinando. E avvertono: non ci sarà nessuno spostamento sostanziale di voti, è solo l’immagine del premier a essere interessata. E per qualcuno, ma non per tutti, potrebbe al massimo sbiadirsi un po'.

“Dal punto di vista elettorale - spiega al VELINO Alessandro Amadori, direttore di Coesis research - non cambia assolutamente nulla. I fischi sono totalmente ininfluenti. Così come hanno dimostrato di esserlo i fatti di cronaca cavalcati prima del voto, ad esempio il ‘Noemi-gate’: è scoppiato in piena campagna elettorale per le amministrative e poi il centrodestra ha registrato un successo clamoroso”. Oggi, aggiunge Amadori, il consenso “non è solo emotivo, ma valutativo. Nel senso che le persone votano non solo per chi provano apprezzamento, ma per chi credono possa garantire loro di aver fatto un buon investimento. Tra l'altro, il centrodestra non è più solo Berlusconi, ma una solida alleanza tra Pdl e Lega: il rischio di emorragie di voti non c'è”. Solo la figura del premier "può uscire lievemente offuscata”, ma nulla più. Anche perché, prosegue Amadori, “dall’altra parte, sul versante del centrosinistra, c’è un’offerta talmente debole che non possono pensare di guadagnare da queste situazioni”.

Concorda Maurizio Pessato, direttore di Swg: “Le proteste dell’opinione pubblica non spostano consensi. Piuttosto il problema di Berlusconi è un altro: lui tende a costruire un’immagine di sé e dell’Italia in cui tutti sono con lui. Se poi viene fuori che c’è contrarietà nelle piazze, e non in Parlamento dove non importa a nessuno, vuol dire che il racconto non è più veritiero e il discorso non tiene più. È un problema di immagine, insomma, e non di spostamento di voti”. E il centrosinistra, può avvantaggiarsi di questa situazione? “Almeno nell’immediato - risponde Pessato al VELINO - no. Se poi inizia a cavalcare queste forme di contestazione e a convincere attraverso i media e i mezzi di informazione a fare altrettanto qualcosa potrebbe pensare di guadagnare”. Una tesi che lascia perplesso Nicola Piepoli, che ironizza: “La sinistra? Se si attacca alle contestazioni si attacca al tram! Non può pensare di convincere così gli elettori ma deve presentare proposte concrete e serie”. Piepoli non crede nemmeno che l’immagine di Berlusconi esca danneggiata dai fischi in piazza: “Si poteva ipotizzare un calo della fiducia, ma secondo le nostre rilevazioni il gradimento del premier è salito di tre punti in due settimane. Che non sono pochi”. Insomma, in poche parole, “le aspettative dell’opposizione possono aspettare...”.

Edoardo Novelli, politologo e docente universitario, aggiunge: “Non è una novità questa degli ‘agguati mediatici’, lo stesso centrodestra si è reso protagonista di alcune organizzazioni simili quando governava Romano Prodi. Quando succedono adesso, però, suscitano clamore, a maggior ragione nei confronti di un premier che sbandiera un consenso enorme e dà numeri di sondaggi roboanti. Berlusconi - rileva Novelli - rischia. L’opposizione, anche le contestazioni di piazza, sono fisiologiche, ma se un premier dice che la gente è plebiscitariamente con lui, fanno più effetto e più notizia”. Quanto al centrosinistra: può pensare di avvantaggiarsi dopo questi episodi? “Se confida in queste forme di contestazione non farà molta strada...”. Anche per Renato Mannheimer, presidente dell’istituto Ispo, il centrosinistra non si avvantaggerà di questa situazione: “Credo - dice Mannheimer al VELINO - che servano l’azione e le proposte concrete”.


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