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Bufera nel Pd, Serracchiani sceglie Franceschini: "E' più simpatico". Bersani? "Uomo d'apparato"
Wed, 01 Jul 2009 20:12:00 Bufera nel Pd, Serracchiani sceglie Franceschini: "E' più simpatico". Bersani? "Uomo d'apparato"
 Deborah Serracchiani |
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L'attuale leader del Pd sarebbe "più simpatico e innovativo", secondo Deborah Serracchiani, deputata Pd in Europa. Bersani? "Uomo d'apparato"
Partito Democratico Senatrici Pd a Franceschini: Un ruolo forte alle donne, per vincere la sfida riformista
Dario Franceschini è “simpatico”. E poi? “È molto più determinato di Veltroni”. Deborah Serracchiani delude tutti quelli che avrebbero voluto vederla battersi per la segreteria del Partito democratico e con queste due motivazioni annuncia il suo sostegno alla campagna elettorale dell’attuale segretario. In un colloquio con “Repubblica”, la giovane new entry democratica a Strasburgo lo spiega senza tanti giri di parole: “Sosterrò Dario, è più simpatico”. Mentre Bersani? “Rappresenta l’apparato”. E D’Alema? “Da una parte c’è il progetto del Pd, dall’altra c’è lui”.
Deborah certamente non è confusa, e dice chiaro ciò che pensa. Le sue parole, prevedibilmente, finiscono per provocare una sfilza di reazioni. Decisamente non positive.
LE REAZIONI “Cerchiamo di rispettarci di più” tuona inviperita Barbara Pollastrini. “Se questo è il criterio peccato siano morti Totò e Tina Pica, erano molto simpatici e sarebbero stati un ticket straordinario” ironizza Nicola Zingaretti. Un segretario simpatico? “Scegliamo Benigni”, aggiunge Daniele Marantelli. “Nel mondo di Debora - scherza Enzo Carra - il leader è biondo, bello, di gentile aspetto. E la colonna sonora è di Casadei: ‘Tu sei la mia Simpatia’. Queste sono solo alcune delle reazioni che arrivano da altri importanti esponenti del Partito Democratico.
Velina Rossa vs Serracchiani: Troppe mele e troppa grappa “Ma con quale coraggio i militanti del Pd dovrebbero seguire Franceschini sulla base dei consigli della Serracchiani?”. A porsi la domanda è la “Velina Rossa”, la nota politica di simpatie dalemiane di Pasquale Laurito. Lo spunto? L’intervista rilasciata dalla giovane neo eurodeputata friulana a “Repubblica”, in cui annuncia il sostegno a Franceschini nella corsa alla segreteria del Partito democratico, ammettendo che a convincerla è la “simpatia” dell’attuale leader. E con la quale critica D’Alema e Bersani, etichettandoli come uomini di apparato. “Ma la Serracchiani - attacca la Velina Rossa - si è mai chiesta perché è diventata deputata europea? Se ricopre questo incarico lo deve proprio a quell’apparato che oggi disprezza. Come fa a dire che D’Alema sarebbe vecchio quando lei per prima si è avvalsa dell’apparato per arrivare a Strasburgo? Ma sa quello che dice? Si accontenti - scrive Laurito - dello stipendio a vita assicuratele proprio da quel vecchio apparato di partito. Chi non ha peccati scagli la prima pietra, una frase sempre di moda, specie in politica. E i falliti di questo momento non possono invocare altre strategie dopo quelle che hanno regalato al Pd solo umiliazioni e sconfitte”. La “Velina Rossa”, infine, ironizza: “Abbiamo l’impressione che questa signora o signorina abbia avuto un’indigestione provocata dalle troppe mele insieme a troppa grappa friulana”.
Valentini: Intervista Serracchiani intelligente e lucida “Ho trovato l’intervista di Debora Serracchiani intelligente e lucida, fatta da una giovane dirigente oggi eurodeputata su temi all’ordine del giorno non solo nel dibattito interno al Pd, ma anche tra gli elettori. Forse si può dire che abbia usato un linguaggio crudo, ma ciò è apprezzabile, infatti spesso questo corrisponde a una difesa della normalità della propria vita della propria quotidianità che anch’io ho sempre cercato di praticare. Un linguaggio quindi in cui mi riconosco, nonostante io non abbia più l’età della Serracchiani, perché reale e corrispondente a quello dei cittadini”. Lo dichiara Daniela Valentini, assessore all’agricoltura della Regione Lazio. “Leggendo man mano i lanci di agenzia che si sono susseguiti nella giornata mi sono quindi molto stupita sia per la derisione che per l’inquietudine che questa intervista evidentemente ha suscitato. Credo che il congresso debba essere una discussione aperta e franca nel reciproco rispetto, così come anche sollecitano i due candidati segretari. Non ho letto nell’intervista una scelta di schierarsi solo sulla simpatia – conclude la Valentini – allora siamo alle solite o è iniziata l’aggressione congressuale in malo modo, oppure le donne se sono intelligenti si temono e si cerca schernirle”.
Il Pd va verso il congresso. Ne parleremo ancora.
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