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Il Pd verso il congresso: solo litigi e nessuna idea - di Leonardo Cecca
Thu, 02 Jul 2009 10:00:00 Il Pd verso il congresso: solo litigi e nessuna idea - di Leonardo Cecca
 Bersani - Franceschini |
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"Sarebbe meglio se nel Pd approfittassero dell'attuale momento di seria crisi interna per mettere da parte il giochetto delle poltrone, fare un esame di coscienza e dar vita ad un partito e/o ad una coalizione degna di stare all'opposizione oggi e forse anche al Governo domani"
di Leonardo Cecca
Siamo veramente un paese strano, oseri dire originale, perché spesso le decisioni non seguono uno sviluppo logico, ma vengono adattate all'ideologia.
Quando in un partito qualcosa non va, non si cerca di scoprirne le cause per porre in atto i giusti rimedi e modificare eventualmente anche l'apparato dirigenziale, ma prevale la mania di cambiare solo il nome al partito e lasciare invariato - o quasi - tutto il resto, con le conseguenze che è facile immaginare: tracolli a catena. Il PD è nato dalle travagliate tappe che hanno fatto seguito alla cancellazione (solo però sulla carta) della Dc e del PCI ed ha incorporato tutti i difetti di entrambi gli schieramenti, compresi i dirigenti e, soprattutto, non ha lasciato fuori dalla porta l'assurda supponenza di essere il solo legittimato a governare il Paese.
Purtroppo però le cose si sono messe maluccio e le ultime elezioni fanno presagire un intervento del wwf per salvaguardarne la specie.
Eppure cattocomunisti e compari ne hanno tentate di tutte per demolire la coalizione governativa: hanno tentato di sfiduciarla, dimostrando però di non sapere fare i conti, hanno tentato, anche con l'appoggio maldestro e deplorevole della stampa amica, di intrufolarsi nelle questioni familiari dando soltanto triste spettacolo e, forse anche, perdendo qualche consenso.
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Possibile che un partito che si definisce democratico si debba ridurre a dire fesserie del genere? Per democrazia cosa intendono? Che debbano per forza governare loro in quanto gli unici in possesso del "verbo"? Purtroppo hanno fatto già vedere di che pasta sono fatti: con una "maggioranza" risicata che si reggeva sull'apporto di badanti ed infermieri, costituita da un'accozzaglia di gente unita solo dall'antiberlusconismo e che forte di uno scarto di 25 mila voti (ammesso che i conteggi fossero esatti) si erano accaparrati tutto e avevano legiferato, se tale termine si può usare, in modo indecente.
Ora sono a farsi la guerra interna per la nuova guida del partito, ma senza avanzare un minimo di programma, senza evidenziare i seri problemi da risolvere ed i probabili rimedi.
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Parlano, ed in senso astratto, unicamente di rinnovamento e di miglioramento; solo Bersani ha avuto due uscite degne di essere menzionate: "facciamoci vedere dagli italiani che parliamo dei loro problemi" e "voglio un partito da combattimento". Sulla prima affermazione nulla da eccepire, è una cosa fondamentale; alla seconda non riesco a dare una connotazione precisa. Mi richiama alla mente i Fasci di Combattimento istituiti da Mussolini il 23/03/1919; non è che Bersani ha intenzione di costituire bande da mandare a contestare, come ha già fatto in circostanze poco consone la sinistra a Viareggio e come probabilmente farà in occasione del G8, il Presidente del Consiglio?
Sarebbe meglio se nel Pd approfittassero dell'attuale momento di seria crisi interna per mettere da parte il giochetto delle poltrone, fare un esame di coscienza e dar vita ad un partito e/o ad una coalizione degna di stare all'opposizione oggi e forse anche al Governo domani. Sarebbe auspicabile ma purtroppo, temo, non realizzabile.
Leonardo Cecca - Italia chiama Italia
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