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Bocchino (PdL): 'Cittadinanza a 5 anni'. Nel partito il confronto continua, ma la linea non cambia
Mon, 28 Sep 2009 19:26:00 Bocchino (PdL): 'Cittadinanza a 5 anni'. Nel partito il confronto continua, ma la linea non cambia
Berlusconi ha confermato che nel partito “si discute, si vota e poi ci si attiene alla linea. Con una eccezione: sulle questioni di coscienza si garantisce la più ampia libertà”. Ma tra esse non rientra la proposta bipartisan sulla cittadinanza.
Un intenso chiacchiericcio è stato innescato dalle parole che Giulio Tremonti - intervenendo alla Festa della Libertà di Milano - ha dedicato a Gianfranco Fini. La cui posizione sull’immigrazione è stata definita da Tremonti “generosa e coraggiosa” nonché meritevole di una discussione pubblica. “Ma - ha aggiunto il ministro dell’Economia - c’è il fattore tempo: a volte la cosa giusta fatta nel tempo sbagliato diventa sbagliata”.
Una puntualizzazione che, almeno nei commenti espressi a caldo sulla nascita di un asse Tremonti-Fini, è stata forse sottovalutata. È indubbio che le riflessioni del presidente della Camera in materia di diritto di cittadinanza - in particolare rispetto all’opportunità di passare dallo “ius sanguinis” allo “ius soli” abbiano dato inizio a un’interessante dialettica nel centrodestra.
Verso il “disagio” di Fini, anche a proposito dell’organizzazione del Pdl, Giuseppe Pisanu manifesta oggi - in un’intervista altrimenti priva di particolari asperità verso i vertici del partito e del governo - forte comprensione. Ma da Milano - a maggior ragione dopo l’intervento fatto ieri da Silvio Berlusconi - è giunta la conferma che le priorità, per l’esecutivo, restano immutate: l’agenda di governo non cambia. E in essa non trovano posto - al di là delle aperture fatte da singoli esponenti del centrodestra - proposte trasversali alle schieramenti politici e “benedette” dal presidente della Camera come quella in materia di cittadinanza, avente come primi firmatari il deputato democrat Andrea Sarubbi e il finiano Fabio Granata.
Quanto alla discussione interna al Pdl, Berlusconi ha confermato che nel partito “si discute, si vota e poi ci si attiene alla linea. Con una eccezione: sulle questioni di coscienza si garantisce la più ampia libertà”. Ma tra esse non rientra la proposta bipartisan sulla cittadinanza.
E se questo è il clima generale che si vive all'interno del partito riguardo al tema, oggi Italo Bocchino, presidente vicario dei deputati del Popolo della libertà e braccio destro dell'ex leader di An, rilancia la proposta di concedere la cittadinanza agli stranieri dopo cinque anni.
“Sono d'accordo che si discuta all'interno del Pdl", dichiara a Affari Italiani. "Sono maturi i tempi per fare una riflessione. Fini non propone il dimezzamento dei tempi - spiega Bocchino -, è semplicistica come lettura, propone che anziché dare la cittadinanza a tutti automaticamente dopo dieci anni (quindi anche il padre e la madre di Sanaa potrebbero diventare italiani), il presidente della Camera dice invece di accorciare i tempi mettendo però un filtro e dando la cittadinanza soltanto a chi ama l'Italia, facendo un esame molto severo di lingua, di conoscenza delle nostre leggi e della Costituzione. Non cerchiamo convergenze con l'opposizione, intanto vogliamo una discussione all'interno del Pdl. Decidiamo una posizione al nostro interno e dopo andiamo in Parlamento e cerchiamo la convergenza di tutti”.
Parlando dell’opposizione durissima del Carroccio, Bocchino spiega, inoltre, che la “Lega dà segnali al suo elettorato. È un partito identitario che in questo momento non si pone questo problema, quando discuteremo in Parlamento se lo porrà sicuramente come noi”. Bocchino conclude ribadendo: “Non siamo alla ricerca di una maggioranza in Aula, siamo alla ricerca di un punto di incontro all'interno della maggioranza”.
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