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Home / Politica / Fini: Talvolta Berlusconi confonde leadership con monarchia assoluta
Tue, 03 Nov 2009 19:49:00

Fini: Talvolta Berlusconi confonde leadership con monarchia assoluta


Il presidente della Camera, Gianfranco Fini


Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi afferma che nessuno lo può ricattare. Mentre Berlusconi insiste sulla riforma della giustizia, il Presidente della Camera Gianfranco Fini si sofferma sulla leadership del capo del governo. GUARDA IL VIDEO



 

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"Nessuno dispone di "armi di ricatto nei miei confronti". Silvio Berlusconi ha risposto implicitamente nel libro di Bruno Vespa "Donne di cuori" a una delle domande che gli sono state poste più frequentemente negli ultimi mesi e che fa parte delle 10 domande di Repubblica. E arriva anche la notizia che il premier ha chiesto il rinvio per la prima udienza del processo sui fondi neri Mediaset che lo vede imputato a Milano. 

Ulteriori anticipazioni dal libro di Bruno Vespa, mentre i legali chiedono il rinvio per il processo sui diritti tv. GUARDA IL VIDEO

Intanto Gianfranco Fini invia una stoccata al premier, sempre attraverso le pagine del nuovo libro di Vespa: "Talvolta accade che Berlusconi confonda la leadership con la monarchia assoluta".

"Talvolta accade che Berlusconi confonda la leadership con la monarchia assoluta". Le frasi di Fini, come lo stesso autore del libro specifica, sono state pronunciate prima dell'incontro chiarificatore di fine ottobre. Ma certo stridono se si ascolta il premier che rilancia sulla giustizia (sono sempre anticipazioni del libro di Vespa): "Si tratta di istituire due ordini, distinti tra loro, per gli avvocati dell'accusa e per i magistrati giudicanti, con due distinti Consigli superiori, ovviamente mantenendo l'indipendenza della magistratura".

Fini parla sì di riforme, ma vola alto: "Il percorso reale delle riforme si è rivelato tortuoso e lento. Ancora oggi il paese si sente in mezzo al guado di una trasformazione a metà, a lungo promessa e mai completamente attuata. Per realizzarla sarebbe necessario in primo luogo un rinnovamento della cultura e del lessico stesso della politica. Il cambiamento delle regole riguarda tutti, non solo una parte, perché la Costituzione segna il perimetro della casa comune degli italiani". Libertà come fondamento irrinunciabile di convivenza. E il decalogo per il futuro fatto appunto di riforme condivise ("una riforma a colpi di maggioranza servirebbe solo a sancire la divisione del Paese"), integrazione degli immigrati, laicità dello Stato, libertà economiche, riforma del welfare.

Da ciò che si legge sulle agenzie, sembra proprio che la questione Berlusconi-Fini non sia affatto risolta. Una cosa è certa: il dopo-Berlusconi è iniziato davvero.



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