Ci meravigliavamo, in un articolo pubblicato su queste stesse pagine, che nessuno dei politici internazionali, ne’ di governo e ne’, soprattutto, d’opposizione, si fosse lamentato della caotica gestione degli aiuti arrivati ad Haiti ed avesse prospettato un nuovo modo di concepire gli “aiuti umanitari” a livello internazionale ONU, a seguito di una Catastrofe Naturale.
Ispirati dall’operato di Bertolaso nell’ultimo terremoto dell’Aquila, proponemmo a Berlusconi che l’Italia avanzasse all’ONU una proposta di creare una task-force internazionale organizzata esattamente come la Protezione civile italiana messa in piedi e finalizzata dal nostro grande Direttore Bertolaso. Anzi invocammo Berlusconi di presentare Bertolaso proprio come un eventuale Coordinatore di un Ente ONU per quella funzione da ridisegnare ed impiantare sotto l’egida delle Nazioni Unite.
Dopo il terremoto Aiuti italiani, Berlusconi manda Bertolaso ad Haiti
LA PROPOSTA Berlusconi proponga Bertolaso come direttore della Protezione civile ONU - di Roberto Pepe
Al di là delle esasperazioni sessantottine anti-capitaliste, antimperialiste, antimilitariste profferte, durante l'intervista a Bertolaso, dalla Annunziata, che ha ancora la taratura mentale della pacifista-hippy figlia dei fiori con la chitarra al collo, anti-americana, anti-vietnam - atteggiamento da cui ci dissociamo pienamente -, vogliamo sottolineare comunque che, limitando alla mera valutazione della Struttura internazionale dell'ONU (e non statunitense), sono state evidenziate le più sensate risultanze del sopralluogo effettuato dallo stesso Bertolaso sul caso Haiti.
TERREMOTO AD HAITI: TUTTE LE NEWS
"Ci sono enormi organizzazioni coinvolte e moltissimo da fare - ha dichiarato Bertolado -, ma la situazione è “patetica” e tutto si sarebbe potuto gestire molto meglio. Manca una capacità di coordinamento, utile per non disperdere gli aiuti che sono stati inviati. È stato fatto uno sforzo impressionante, encomiabile, ma non c’è una leadership". Il nostro Capo della Protezione civile non vede solo il disastro in sé, ma pensa alla vera sistemazione della gente colpita dal dramma considerando che "si dà un po’ da mangiare, bere e il problema per loro è risolto, ma è una contraddizione se non si pongono le basi per la vita futura".
Purtroppo ammette amaramente che si sia creata una vetrina mondiale del buonismo trasformatasi in pubblicità mediatica televisiva: "Troppo spesso una volta arrivati sul luogo di un disastro, si pensa subito a mettere un grande manifesto con lo stemma della propria organizzazione, a fare bella figura davanti alle telecamere, piuttosto che mettersi a lavorare per portare soccorso a chi ha bisogno".
Anche se Roberto Dormino, uno dei capi logistica delle Nazioni Unite, non è d’accordo sulla definizione “patetica” (un po' forte, ma detta dal cuore), riferita all’organizzazione internazionale d’aiuti dal Responsabile italiano, ma condivide l’idea di un vertice dell'Onu che stabilisca il modo di gestire questo tipo di emergenze nel mondo.
Italiachiamaitalia.com rinnova l’invito pressante al presidente Silvio Berlusconi, affinché si faccia promotore della messa in cantiere di una International Civil Defense gestita presso l’ONU.
Ne saremmo fieri tutti noi italiani, che potremmo, sfruttando l’esperienza del dolore derivante dalle catastrofi nostrane, portare aiuto e fornire know-how al mondo intero.
Roberto Pepe - Italia chiama Italia