|
 |
la tua e-mail per ricevere le notizie più importanti
|
|
|
Home /
Politica /
Così Prodi dice no al Pd: Grazie, già dato...
Tue, 26 Jan 2010 11:41:00 Così Prodi dice no al Pd: Grazie, già dato...
 Romano Prodi |
|
| |
|
|
|
Anche per Prodi le dimissioni "confermano la differenza di stile di Delbono: ha compiuto un atto di responsabilità verso la città "
Lui lo aveva lanciato ed aiutato ad essere eletto; lui, circa sei mesi dopo, lo ha convinto a dare le dimissioni. Il professore, Romano Prodi, lo ha consigliato con il cuore in mano: "Flavio, devi capire, così non regge più: la tua posizione si è fatta insostenibile, non la puoi giocare da solo questa partita, c'è una città da tutelare, te lo dico con enorme dolore, ma è così...". Prodi è quindi riuscito laddove i vertici del Pd avevano fallito: Flavio Delbono, sindaco di Bologna e "creatura" prodiana, si è dimesso. E oggi l'ex presidente del Consiglio si confida con Massimo Giannini, su la Repubblica, difendendo il suo pupillo: "Prima di tutto, analizziamo la dimensione del problema. Di cosa si sta parlando? Non si distrugge la vita di un uomo, come è accaduto in questi giorni, per una storia come quella, per una manciata di euro... Certo, doveva essere più accorto", ammette il professore. "Ma in questi giorni - aggiunge - nessuno si è limitato a dire questo: gli hanno dato del delinquente, invece. Hanno parlato di limite etico travolto. Eppure altrove, per altri amministratori locali di centrodestra che ne hanno combinate di tutti i colori, nessuno ha gridato allo scandalo, e si è mai sognato di chiedere le dimissioni. Allora queste cose le vogliamo dire sì o no?". E stamattina, intervenendo a "La Telefonata", la trasmissione di Maurizio Belpietro su Canale5, la presidente del Pd, Rosy Bindi, commenta: "Sono vicende che feriscono, però vorrei ringraziare il sindaco Delbono per la scelta di grande responsabilità che ha compiuto. Sono fatti che feriscono, fanno male, ma la nostra classe dirigente ha dimostrato grande senso di responsabilità".
Anche per Prodi le dimissioni "confermano la differenza di stile di Delbono: ha compiuto un atto di responsabilità verso la città. Ora sarà più libero di dimostrare la sua innocenza, della quale sono non sicuro, ma sicurissimo. Non era obbligato a dimettersi, ma l'ha fatto. Ha messo il bene comune sopra a tutto, prima delle convenienze personali. Chi altri l'avrebbe fatto? La Moratti, forse?". Sulla fase che sta vivendo il Pd l'ex premier racconta un aneddoto emblematico. "Ma chi comanda, nel Pd?", gli chiede la gente sulle piste da sci. "Ormai sono fuori, e quando si è fuori si è fuori...", è la sua risposta. Chi succederà a Delbono a Palazzo Accursio? Il nome che circola, riflette il giornalista di Repubblica, è proprio quello di Romano Prodi, che però smentisce subito: "Ma non ci pensi neanche un momento... Gliel'ho già detto: in politica o si sta dentro, o si sta fuori. E io dentro ci sono già stato anche troppo". Prodi proprio non ci sta a fare il "salvatore della patria" per la terza volta: "Eh no - conclude - salvatore della patria no! Va bene una volta, va bene due volte, ma tre volte proprio non si può. Grazie tante, ma abbiamo già dato...".
La vicenda Delbono colpisce Bologna, "la sacra sindone della diversità antropologica" della sinistra, dove "la sinistra ha sempre fondato la sua arte di amministrare", osserva su il Giornale Vittorio Macioce, che nel suo editoriale si rivolge al popolo della sinistra e ai suoi capi: "Non siete una razza diversa. Non siete angeli. Non c'è aristocrazia morale. Non siete migliori degli altri. Non siete diversi. Non siete puro spirito, lontani dai piaceri della carne o dei soldi o del potere. Siete maledettamente uomini, solo un po' più ipocriti... La vecchia storia della superiorità antropologica della sinistra - conclude Macioce - è una leggenda da quattro soldi. E' una storia che il buon Enrico Berlinguer aveva cominciato a raccontare quando capì che la favola del paradiso comunista era lastricata di morte". Detto questo, "non c'è una sinistra da mandare al rogo. Qui bisogna solo tornare con i piedi per terra, un po' di sacrosanta umiltà".
Italia chiama Italia

|
|
|
 |