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Tue, 26 Jan 2010 14:41:00

Immigrati, Frattini: Bene Sarkozy, serve una politica europea


Il ministro degli Esteri, Franco Frattini


L’Italia “condivide la linea anti-immigrazione” da lui illustrata e “c’è pieno accordo nel volere una politica europea”






Italia e Francia condividono la stessa linea della fermezza sull’immigrazione e sostengono la necessità di mettere a punto una politica comune dell’Ue. Da Strasburgo, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, interviene sulle dichiarazioni del presidente francese Nicolas Sarkozy, sottolineando che l’Italia “condivide la linea anti-immigrazione” da lui illustrata e che “c’è pieno accordo nel volere una politica europea”.
 
“Abbiamo ascoltato le parole di Sarkozy sull'immigrazione – ha aggiunto il titolare della Farnesina -, ha ribadito la linea della fermezza contro i clandestini, è la stessa linea che ha permesso all'Italia di fermare, negli ultimi 18 mesi, un flusso di immigrazione clandestina che arrivava sulle nostre coste e che sembrava senza fine”.

Frattini, giunto stamane a Strasburgo dopo una visita a Washington, dove è stato ricevuto dal segretario di Stato americano, Hillary Clinton, è tornato anche sulla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sul crocifisso nelle scuole, ricordando che l’Italia presenterà un ricorso entro il due febbraio. “Auspichiamo fortemente che il nostro appello sia ammissibile – ha dichiarato il ministro -. Abbiamo ricevuto parole di solidarietà da molti paesi europei che hanno dichiarato la loro disponibilità a intervenire nel processo a favore della tesi italiana. Altri paesi come la Polonia, vedono i loro Parlamenti adottare una risoluzione critica nei confronti della decisione della Corte, in linea con la richiesta dell'Italia di annullare la decisione. Andiamo alla Corte per difendere un sentimento profondissimo diffuso tra la maggioranza degli italiani per difendere un principio fondamentale che tocca l'identità del nostro paese – ha osservato -. Per ora abbiamo perso la nostra battaglia per un riferimento chiaro alle radice cristiane nel Trattato di Lisbona, ma nessuno ci toglierà la nostra identità”.

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