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Home / Politica / Giustizia, i magistrati protestano. Capezzone: Italiani stufi di toghe politicizzate. L'Idv: Protesta sacrosanta. Bersani: Berlusconi spacca il Paese
Sat, 30 Jan 2010 20:52:00

Giustizia, i magistrati protestano. Capezzone: Italiani stufi di toghe politicizzate. L'Idv: Protesta sacrosanta. Bersani: Berlusconi spacca il Paese


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Inaugurazione dell'anno giudiziario: i giudici escono dalle aule. Unica eccezione l'Abruzzo. Il presidente dell'Anm Luca Palamara: "E' il segno del nostro disagio". Il Ministro Alfano: "la riforma della giustizia è un dovere". GUARDA VIDEO E FOTO

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L'inaugurazione dell'Anno giudiziario è stata all'insegna della protesta in ventisei distretti delle Corti d'Appello, dove i giudici dell'Anm erano sì presenti, ma al momento dei previsti interventi dei rappresentanti del governo, hanno lasciato le aule per denunciare il disagio di fronte alle iniziative giudiziarie dell'esecutivo.

Naturalmente la cronaca dei fatti ha suscitato diverse reazioni da parte della politica.

Da L'Aquila, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha detto: "La riforma della giustizia è un dovere, non una resa", mentre secondo Daniele Capezzone, portavoce del PdL, le proteste dei togati tolgono credibilità alla magistratura stessa: "Sono proprio le proteste, sono proprio le sortite dell'ala più faziosa e politicizzata della corporazione giudiziaria a togliere credibilità alla magistratura. E' questo ciò su cui l'Anm dovrebbe interrogarsi. Poi non ci si sorprenda se tutti i sondaggi affermano che un grande numero di cittadini non ha fiducia in questa magistratura". E ancora: "Le proteste odierne, il loro carattere pretestuoso, il loro connotato di contrapposizione faziosa rispetto ad una prospettiva di riforma della giustizia, confermano - continua Capezzone - quello che i cittadini sapevano già, e cioè che esiste una parte della magistratura che ha scelto un inaccettabile profilo militante. I cittadini sono stufi delle toghe politicizzate: e i fatti di oggi rafforzano un'opinione consolidata tra la gente”.

Ma c'è anche chi pensa che la protesta di magistrati sia "sacrosanta": è il caso dell'Italia dei Valori, naturalmente, il partito di Antonio Di Pietro. Felice Belisario, presidente dei senatori dell'IdV, commenta così: "È impossibile dialogare con chi pensa che i giudici siano mentalmente disturbati. Berlusconi si scusi per gli insulti di questi anni, rinunci ai disegni di legge ad personam e vedrà che i magistrati gli daranno tutti i migliori suggerimenti per una riforma della giustizia che serva a tutti i cittadini e non solo a lui”. Belisario aggiunge: “Il Parlamento è intasato da provvedimenti ad personam che hanno come scopo evitare a Berlusconi di farsi processare e come conseguenza la distruzione dell'intero sistema giudiziario. Per questo la protesta dei magistrati non solo è giusta, ma sascrosanta perché è l'unico modo - conclude Belisario - per denunciare all'opinione pubblica che la magistratura è sotto l'assedio del governo”.

'No al governo ad personam' Giustizia, Idv oggi a sit in accanto a "Popolo viola"

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E se per la senatrice del Pd, Anna Finocchiaro, "il ministro Alfano continua ad annunciare riforme della giustizia che noi non vediamo", per Marco Cappato, della lista Bonino-Pannella, l'Anm dovrebbe manifestare anche contro se stessa: infatti, "nessuno dei protagonisti della rissa quotidiana sulla giustizia - Governo, Corporazione dei giudici, Opposizione ufficiale - ha il coraggio di affrontare le Riforme necessarie per fermare l'impunità: abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale, depenalizzazione dei reati senza vittime, separazione delle carriere, abolizioni degli incarichi extragiudiziali, responsabilità civile dei magistrati. Sono queste le misure che dovrebbero accompagnare una Grande amnistia, che preveda selezione dei reati e risarcimento delle vittime, al posto dell'amnistia selvaggia in atto che privilegia i criminali più potenti e facoltosi". Per questo, "oltre a manifestare contro il Governo, quelli dell'Anm dovrebbero anche manifestare contro se stessi e le pratiche correntizie di Regime che hanno portato avanti in questi decenni”.

Molto duro il leader del Pd, Pierluigi Bersani, che torna ad attaccare direttamente Silvio Berlusconi: "Se Berlusconi è uno statista come dice di essere, dovrebbe affrontare il tema della giustizia a viso aperto e mettere l'Italia al primo posto, non imbarazzare il Parlamento, il Paese e la magistratura e metterci in condizione di ragionare di riforme": dalla festa del tesseramento del Pd, Bersani lancia la sua sfida. "Siamo in un'eterna rappresentazione: i problemi del capo del governo con la giustizia. I cittadini sono stanchi. Se Berlusconi pretende di risolverli con delle leggi per lui - avverte il segretario - noi andremo ancora avanti per 10 anni con un Paese diviso, perché questa soluzione per noi è inaccettabile".

In ogni caso ricorda Bersani "la giustizia non funziona, non va. A cominciare da quella civile e per tacere di quella penale. E' un servizio che non funziona". E il governo che fa? "Invece di discutere di riforme, sta continuando a discutere di salvacondotti, come il processo breve, il legittimo impedimento e il lodo Alfano bis. Queste sono cose - incalza il leader Pd - che scassano il concetto di giustizia".

Al segretario del Pd replica uno dei coordinatori del PdL, il ministro Sandro Bondi: “Anche oggi Bersani, parlando di ‘salvacondotti’, abbassa il confronto politico al livello della propaganda più grossolana, provocatoria e priva di verità. In questo modo, inoltre – aggiunge Bondi - Bersani dimostra di abdicare totalmente alle responsabilità di un autentico leader politico, che si fondano sul coraggio e la lungimiranza delle decisioni. Derubricando la questione della giustizia ad un interesse personale, rivela infine una assoluta mancanza di onestà politica e intellettuale”.

Ucpi: La protesta è stata un vero fallimento "Quella che avrebbe dovuto essere una plateale e corale manifestazione di protesta si è rivelata un vero e proprio fallimento”. È questo il commento dell’Unione Camere Penali Italiane in merito alle iniziative che i magistrati hanno messo in atto durante le cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario nelle Corti di Appello. “Pochi, pochissimi a volte nessun magistrato – dice l’Ucpi - si è alzato quando ha iniziato a parlare il rappresentante del governo e ciò è sintomatico di quale profonda distanza vi sia tra i magistrati ed i vertici dell'Associazione Nazionale Magistrati. In moltissime Corti d'Appello si è avvertito quale grave disagio attraversi la base operosa della magistratura rispetto alle scelte di retroguardia dettate dall'alto da chi, sempre più evidentemente, indirizza l'attività politica dell'Anm verso la conservazione del proprio potere piuttosto che a migliorare la qualità e l'efficienza del servizio giustizia”. “Ancora più evidente – concludono gli avvocati - la spaccatura tra i vertici politici e sindacali dell'Anm, se si pensa a come questi avrebbero comunque partecipato all’inaugurazione in Cassazione ancorati alle proprie poltrone, pretendendo irresponsabilmente che, invece, la base andasse ad un inaccettabile scontro istituzionale”.

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