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Turismo, Brambilla: Settore tiene, bene la montagna
Sat, 06 Feb 2010 16:44:00 Turismo, Brambilla: Settore tiene, bene la montagna
 Michela Vittoria Brambilla, ministro del Turismo |
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Più di 7,2 milioni di italiani intendono rimanere in Italia (48,3 per cento) e quasi 5 milioni partiranno per l’estero
“Il 2009 si è chiuso con un calo complessivo di presenze di un solo 3,1 per cento, che è davvero poca cosa rispetto a quel che è accaduto, invece, in altri paesi europei dove la flessione non è stata mediamente inferiore al 10-15 per cento”. È quanto ha affermato il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla nel corso del secondo Forum del Turismo invernale in programma a Bormio. Secondo il ministro “l’Italia ha tenuto per la duttilità dimostrata da molte imprese nell’adottare una politica di prezzi in grado di soddisfare al meglio le esigenze dell’utenza in questa difficile congiuntura”. E le cose dovrebbero andare decisamente meglio a giudicare dai dati relativi alla stagione invernale 2010 che “prevede per il mese di febbraio un aumento delle presenze del 3 per cento rispetto allo stesso periodo dei due anni precedenti – ha aggiunto la Brambilla -. Questo è il dato che rileva il nostro rapporto, ed è una conferma della vitalità ma anche delle potenzialità di crescita di questo comparto economico”. I dati parlano di una ripresa dei consumi turistici che arrivano dalle vacanze programmate dagli italiani (in strutture ricettive e seconde case) per i primi mesi del 2010: oltre 5,6 milioni di italiani hanno già deciso di effettuare una vacanza tra gennaio ed aprile, cui si aggiungono 9,3 milioni che probabilmente ne faranno una, portando le intenzioni di vacanza per questo periodo ad oltre 14,9 milioni, in netto aumento rispetto agli stessi mesi del 2009, quando le aspettative sui consumi erano fortemente influenzate dagli effetti e dalla percezione della crisi.
Più di 7,2 milioni di italiani intendono rimanere in Italia (48,3 per cento) e quasi 5 milioni partiranno per l’estero. In montagna le prenotazioni camere nelle strutture ricettive più elevate si registrano in febbraio (prenotate il 37,7 per cento delle camere disponibili, in crescita del +3 per cento rispetto al 2008), mese in cui, infatti, si concentrano anche le vacanze programmate dagli italiani per l’inverno 2010. Le vacanze programmate in montagna sono 1,6 milioni (10,8 per cento delle vacanze previste nel periodo). “La montagna – ha sottolineato il ministro - si conferma quindi un’eccellenza sotto il profilo turistico e registro con piacere che molte località stanno lavorando con l’obiettivo della destagionalizzazione tramite il rafforzamento della promozione dell’identità del territorio e tramite lo sviluppo di prodotti turistici integrati”. Presto sarà anche presentato un disegno di legge per una più moderna regolamentazione delle professionalità della montagna: dal maestro di sci, alla guida alpina, agli accompagnatori che possono indicare i percorsi e i passaggi più belli. “In concreto i motivi che ci spingono a fare questa proposta sono soprattutto due. Uno è di carattere istituzionale. Le Regioni, com’era giusto e com’era nel loro diritto, hanno legiferato ampiamente in materia. Ma proprio perché ciascuna ha preso l’iniziativa per conto suo, ne deriva a livello nazionale un panorama disarmonico”.
La seconda nasce dalla necessità di garantire che quanti esercitano le professioni legate al turismo montano possiedano le particolari competenze necessarie. “E quindi che lo specifico percorso formativo che porterà all’abilitazione risponda a criteri omogenei - ha spiegato il ministro -. L’abilitazione dovrà comportare il rispetto di un codice deontologico, il costante aggiornamento, l’applicazione di tariffe determinate da organi collegiali e la soggezione ad un insieme di norme disciplinari. Partendo dal nostro testo, intendiamo ora raccogliere il parere delle Regioni, come istituzionalmente previsto ma è altrettanto importante per noi raccogliere l’opinione di chi vive nella montagna e della montagna, ascoltare i consigli di chi è quotidianamente a contatto con la realtà di questo lavoro e meglio di chiunque altro può dirci di quale regole ha bisogno. L’imperizia e l’improvvisazione dei dilettanti hanno già provocato troppi morti”, ha concluso il ministro Brambilla.
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