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Roma - “Sono testimone oculare della correttezza di Di Pietro e mi ribolle il sangue quando vedo delle campagne orchestrate dai poteri forti per screditare Mani Pulite, l’on. Di Pietro e l’opposizione che come Italia dei Valori facciamo”. A ribadire l’onestà dell’ex pm di Mani Pulite, è il sen. Elio Lannutti a colloquio con Italia Chiama Italia.
Tema centrale delle prime giornate di riunione del Congresso nazionale dell’Idv, infatti, sono le questioni legate alle foto dell’on. Di Pietro che lo ritraggono in compagnia dell'ex funzionario del Sisde, Bruno Contrada, in una cena del 1992, e all'articolo del «Corriere della Sera» su un viaggio negli Stati Uniti agli inizi del 2000 con l’ex amico Mario Di Domenico, ora suo principale detrattore.
“La campagna del Corriere è vergognosa”, ha detto il presidente di ADUSBEF a margine della seconda giornata di lavori congressuali in merito all’articolo pubblicato dal quotidiano di Via Solferino, “soprattutto perchè nessuno si è preoccupato e non si è posto di verificare la fonte”. Un’operazione questa che per il senatore cofondatore dell’Idv serve per “riabilitare quei personaggi che sono stati condannati in via definitiva”.
Il presidente Di Pietro, con amarezza, il giorno precedente aveva annunciato di voler querelare il Corriere, ma in conferenza stampa aveva anche precisato l’intento di voler “prima capire chi ci sta dietro”. “Pensate davvero – ha detto l’ex pm del pool di Milano - che questa storia me la faccio passare? Finito il congresso e finite le regionali mi metto a fare quello che so meglio fare: capire chi c'è dietro 'sto altarino”. Posizione condivisa anche dal sen. Lannutti, che sostiene la necessità di “vedere quali sono i mandanti di questa campagna”. E a De Bartoli chiede di “interrogarsi a fondo” sulla vicenda, perché “o ne è manovratore o vittima”.
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Nella conferenza stampa di apertura del Congresso il presidente Di Pietro si è soffermato a lungo sulla “questione” con il «Corriere della Sera» ed anche lei, sen. Lannutti, ha preso la parola in quanto co-fondatore dell’Italia dei Valori.
Sono testimone oculare della correttezza di Di Pietro e mi ribolle il sangue quando vedo delle campagne orchestrate dai poteri forti per screditare Mani Pulite, l’on. Di Pietro e l’opposizione che come Italia dei Valori facciamo, per riabilitare quei personaggi che sono stati condannati in via definitiva. Noi comunque continuiamo a fare la nostra parte: sono riuscito a far passare un emendamento per la riduzione degli stipendi di quei manager che noi abbiamo definito banckster, gangester travestiti da banchieri che hanno creato questa crisi.
E della vicenda legata al viaggio di Di Pietro e dell’assegno per sostenere l’Idv di cui Di Domenico ha parlato al Corriere?
La campagna del Corriere è vergognosa, soprattutto perchè nessuno si è preoccupato e non si è posto di verificare la fonte.
Secondo lei il Di Pietro dovrebbe querelare il Corriere? In conferenza stampa ha detto che ci sta ancora pensando e che lo farebbe a malincuore…
Dobbiamo vedere quali sono i mandanti di questa campagna. Io lo so già, si tratta ora di verificare, che è quell’oligarchia finanziaria che si vede in pericolo e si sente minacciata dal lavoro dell’Idv.
Quindi dietro c’è una “cospirazione” finanziaria o politica?
Un direttore come De Bortoli che si presta a questa campagna, che sta facendo una campagna di fango verso l’on. Di Pietro, si deve interrogare a fondo: o ne è manovratore o vittima. In entrambi i casi è grave.
E del viaggio negli Stati Uniti citato da Di Domenico?
Nel 2000 abbiamo organizzato, e anche io ne ho fatto parte, la visita di Di Pietro negli Stati Uniti. E’ stato un viaggio per fare la campagna ad Al Gore e non per raccogliere fondi come questo signore vuole farci credere.
Francesca Toscano - Italia chiama Italia
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