Roma - “Ognuno di noi deve accettare di sottoporsi ai processi, non dobbiamo scappare. Chi è condannato deve mettere la firma sotto la voce ‘dimissioni’ e andarsene a casa”. Con queste parole Vincenzo De Luca convince il congresso dell’Italia dei Valori ad appoggiare la sua candidatura alla presidenza della Regione Campania. E così, dopo aver registrato nei giorni scorsi il sostegno schietto e diretto del deputato Franco Barbato, e quello più defilato di Antonio Di Pietro, il sindaco di Salerno ha strappato un’ovazione ai delegati Idv che, alzandosi in piedi, hanno sancito la nuova luna di miele con il Pd. Sciogliendo uno dei nodi più duri nel ricamo delle alleanze per le elezioni regionali.
ItaliachiamaItalia al Congresso dell'Italia dei Valori
“Io sono per l’autonomia della magistratura” aveva spiegato De Luca, intervenendo dal palco del congresso. “Accetto il vostro codice etico perché risponde alle stesse linee che ho seguito lavorando nella mia città. Sono stanco - ha proseguito - di questa etichetta che viene attaccata al Sud Italia, questa etichetta che parla solo di mafia e camorra. Io sono un altro Sud”.
“Quello di Salerno è stato il primo Comune a promuovere la raccolta differenziata e, ad oggi, siamo arrivati a differenziare il 75 per cento della spazzatura, più di Milano. Abbiamo imposto il rispetto delle regole, che valgono per tutti. Da sempre rifiuto la logica del clientelarismo”.
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“Dedico alcune mie parole alla mia parte politica - ha aggiunto De Luca, riferendosi ai mali del centrosinistra -, noi abbiamo perso elettori perché abbiamo smesso di stare nelle strade, abbiamo perso la capacità di parlare alla gente, ci siamo riempiti di cafoni arricchiti, ci siamo chiusi nelle stanze del potere e nella burocrazia”.
“Se vincerò - ha annunciato il sindaco -, il primo atto sarà mandare via tutti i consulenti. Poi basta ai viaggi a spese della Regione. Ogni anno al Columbus Day partono decine di campani in rotta verso l’America, basta con queste usanze. Basta alla sanità nominata politicamente, dove i primari non sanno distinguere una sala operatoria da quella di un bingo, ma stanno lì perché hanno fatto anticamera da qualche politicante. C’è bisogno di trasparenza e semplicità”.
“Non possiamo non combattere insieme questa battaglia - ha concluso De Luca, rivolgendosi al platea del congresso -. Siamo di fronte a un bivio: o creare una grande coalizione o lasciare questa terra in mano ai Casalesi. Io sono tra quelli che non si sono arresi”.
E mentre De Luca l’inquisito esce dalla sala congressi, gli applausi parlano prima delle mozioni ancora da approvare. Barbato lo segue urlando “con De Luca in Campania vinceremo”. Ed è ormai chiaro il quadro delle alleanze elettorali.
Barbara Laurenzi - Italia chiama Italia