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Thu, 04 Mar 2010 09:17:00

Regionali: Berlusconi in piazza, ricorsi del Pdl al Tar




La manifestazione oggi si terra' alle 17 a piazza Farnese. Il Pdl ha chiamato alla mobilitazione i propri elettori ed ha annunciato che a manifestare ci sarà anche il Premier. Smedile (Pd), caos nel Pdl, a Roma la lista non esiste

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Dopo una convulsa giornata che ha visto respinti i ricorsi del governatore uscente Roberto Formigoni per la sua lista in Lombardia, del Pdl per la riammissione della propria lista nella provincia di Roma ed accettato quello della lista civica di Renata Polverini candidata del centrodestra nel Lazio, l'attenzione si sposta sulla manifestazione che oggi si terra' alle 17 a piazza Farnese.

Il Pdl ha chiamato alla mobilitazione i propri elettori e ha annunciato che a manifestare ci sara' anche il premier Silvio Berlusconi.

Subito dopo, il presidente del Consiglio andra' all'Hotel Excelsior per una riunione con i parlamentari del Pdl eletti nel Lazio, dove dovrebbe essere presente anche il presidente della Camera Gianfranco Fini. In mattinata, il calendario del premier prevede un incontro con i leader della Lega.

La possibilita' del reintegro della lista di Formigoni e di quella del Pdl nella provincia di Roma e' ora nelle mani dei Tar, i Tribunali amministrativi regionali.

''Li' siamo fiduciosi che le cose andranno diversamente'', ha dichiarato Vincenzo Piso, coordinatore regionale del Pdl nel Lazio. E' stato presentato ricorso pure contro la non accettazione del Listino regionale di Renata Polverini.

Formigoni, in una conferenza stampa, ha intanto chiesto ''che venga fatta una verifica su tutte le liste in Lombardia, perche' non abbiamo nulla da nascondere: chiediamo il riconteggio firma per firma su tutti gli altri listini e liste gia' ritenuti validi''.

L'inedita situazione che si e' venuta a creare alla vigilia delle elezioni regionali di fine marzo preoccupa  persino il presidente Giorgio Napolitano.
Il capo dello Stato, in visita ufficiale a Bruxelles, nel corso di una intervista al ''Corriere della Sera'', ha definito ''un pasticcio'' il respingimento di alcune liste riaffermando che la competenza sulla questione e' della magistratura.

Dopo un incontro tra Berlusconi e i coordinatori del Pdl Ignazio La Russa e Denis Verdini, e' tornata a circolare l'ipotesi che per risolvere la situazione possa intervenire il governo con un decreto legge. Nella stessa riunione, Berlusconi avrebbe manifestato il proprio disappunto per come e' gestito il Pdl in alcune regioni e avrebbe polemizzato anche con Fini per i suoi continui distinguo dal Pdl.

Fanno discutere intanto alcune dichiarazioni di Ignazio La Russa, ministro della Difesa: ''Non vorrei fare la parte dell'eversivo ma lo dico chiaro e tondo: noi attendiamo fiduciosi i verdetti sulle nostre liste, ma non accetteremo mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle regionali. Se ci impediscono di correre siamo pronti a tutto''.

Replica Pierluigi Bersani, segretario del Pd: ''Se presi sul serio, questi vaneggiamenti mi preoccuperebbero, specie se detti dal ministro della Difesa. A La Russa vorrei ricordare che in giro per l'Italia un sacco di altre liste sono state escluse e tutti hanno accettato le regole. Lo facciano anche loro e non sollevino polveroni''.

Commenta Emma Bonino, candidata del centrosinistra nel Lazio: ''Ci battiamo da anni contro regolamenti elettorali burocratici e antistorici ma non mi si chieda ora solidarieta' per sanare violazioni pacchiane di leggi che nessuno, a parte noi, ha combattuto finora''.

A surriscaldare i rapporti tra maggioranza e opposizione ci pensa anche il voto del Senato (144 si', 106 no e 3 astenuti) che ha approvato il disegno di legge sul lavoro che contiene norme sull'arbitrato per risolvere le controversie di lavoro. Secondo sindacati e opposizione, la nuova normativa potrebbe vanificare l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (l'impossibilita' del licenziamento senza giusta causa in aziende con piu' di quindici dipendenti).

Per Anna Finocchiaro, capogruppo del Pdl: ''Con quello che si e' votato in Senato si e' scritta una brutta pagina per i lavoratori italiani. Si e' aperta la strada alla manomissione dell'articolo 18. E' un ulteriore attacco al diritto del lavoro''. Opposta l'opinione di Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro: ''Il diritto sostanziale del lavoro, incluso l'articolo 18 dello Statuto, non e' stato minimamente toccato''. Per il ministro, l'introduzione dell'arbitrato rappresenta semplicemente ''una possibilita' in piu' di risolvere le controversie''. Guglielmo Epifani, segretario della Cgil, annuncia mobilitazione contro la nuova norma: ''E' una controriforma del diritto del lavoro. Questo disegno di legge porta sostanzialmente a una forma di arbitrato obbligatorio che farebbe saltare le forme tradizionali delle tutele contrattuali. Faremo ricorso per verificare se ci sono le condizioni di legittimita' costituzionale''. Critici anche Uil e Cisl.

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