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Fri, 05 Mar 2010 17:20:00

Fini: Candidature siano al di sopra di ogni sospetto


Il presidente della Camera, Gianfranco Fini


Il presidente della Camera è intervenuto oggi al convegno congiunto delle fondazioni Mezzogiorno Europa e Farefuturo sul tema 'Per la buona politica. Per un nuovo Mezzogiorno'. 'Questione meridionale, nessun alibi per la classe politica locale', è lo slogan dell'ex leader di An.

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Gianfranco Fini è intervenuto oggi al convegno congiunto delle fondazioni "Mezzogiorno Europa" e "Farefuturo" sul tema "Per la buona politica. Per un nuovo Mezzogiorno".

Al convegno delle Fondazioni Mezzogiorno Europa e Farefuturo sono intervenuti, fra gli altri, il vice ministro Adolfo Urso, il responsabile per il Mezzogiorno del Pd Umberto Ranieri e la presidente di Confindustria Campania, Cristiana Coppola.

Il presidente della Camera ha parlato di elezioni e candidature. In particolare, "C'è l'assoluta necessità che le candidature siano, come si diceva un tempo, al di sopra di ogni sospetto come la moglie di Cesare, ed invece si dà vita ad un dibattito sconclusionato, rinfacciandosi tra uno schieramento e l'altro il problema". 

Fini parla anche di legalità: “Non si può dire che la legalità sia una precondizione e poi ridurla alla brevità dei processi, ed alla presenza della polizia e della magistratura sul territorio. “La legalità - è una serie di politiche che presuppongono inevitabilmente la qualità della classe dirigente ha detto la terza carica dello Stato”.

L'invito che lancia dal pulpito interessa in particolare coloro che nel Mezzogiorno fanno politica sul territorio: "Questione meridionale, nessun alibi per la classe politica locale", è lo slogan dell'ex leader di An.

"C'è un mantra - ha detto Fini - quello del Mezzogiorno come questione nazionale ma attenzione, dire che il Mezzogiorno deve diventare questione nazionale, diventa un alibi per le classi politiche locali che hanno l'onore e l'onere di dimostrare che il Mezzogiorno può farcela. Basta con gli alibi - ha proseguito - occorre una piena consapevolezza delle classi politiche meridionali, ovviamente nell'ambito di politiche nazionali".

Bisogna fare presto, secondo il presidente della Camera "perchè il tempo sta per scadere e non credo che gli italiani consentiranno altri 5-10 anni di convegni e di riflessioni sul Mezzogiorno".

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