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Regionali: Berlusconi, esclusione PdL Lazio sopruso violento
Wed, 10 Mar 2010 11:01:00 Regionali: Berlusconi, esclusione PdL Lazio sopruso violento
Pdl: Berlusconi e Governo in calo di fiducia, secondo un sondaggio (quanto credibile?) di Repubblica. Ci si aspetta che i legali del Pdl presentino nella giornata di oggi il ricorso contro l'ordinanza del Tar che lunedì ha confermato l'esclusione delle liste del Pdl per scadenza dei termini.
Italia chiama Italia
Cresce ulteriormente la tensione politica dopo che ieri sera l'Ufficio elettorale circoscrizionale di Roma non ha ammesso la lista del Pdl a Roma, confermando quanto aveva deciso il giorno prima il Tar del Lazio.
Questa mattina verra' presentato dal Pdl un nuovo ricorso al Consiglio di Stato. Per valutare la situazione c'e' stato in serata un vertice a Palazzo Grazioli tra il Premier Silvio Berlusconi, i coordinatori del partito Ignazio La Russa, Denis Verdini, Sandro Bondi, la capolista del centrodestra nel Lazio Renata Polverini e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Alla fine, la decisione di promuovere una manifestazione del Pdl a Roma, probabilmente il 20 marzo, contro quello che Berlusconi ha definito ''un sopruso violento e inaccettabile''.
Il Consiglio di Stato ha predisposto tutte le misure necessarie per poter essere in grado di svolgere sabato prossimo l'udienza relativa al ricorso del Pdl per l'ammissione della lista per la provincia di Roma alla competizione regionale del 28 e 29 marzo. Lo rendono noto fonti giudiziarie precisando che sarà il collegio della quinta sezione ad occuparsi della vicenda. Ci si aspetta che i legali del Pdl presentino nella giornata di oggi il ricorso contro l'ordinanza del Tar che lunedì ha confermato l'esclusione delle liste del Pdl per scadenza dei termini.
Il Presidente del Consiglio ha convocato per oggi alle 12,00 una conferenza stampa. Il premier ha intanto registrato un video messaggio che e' stato diffuso on line sul sito dei Promotori della liberta, l'organizzazione coordinata da Michela Vittoria Brambilla, ministro del Turismo: ''Le elezioni del 28 e 29 marzo ci vedono contrapposti a una sinistra che, invece di misurarsi democraticamente con il voto, scende in piazza seminando menzogne, invidia e odio''. Da qui un appello finale: ''Non abbiate timore, sfidate a viso aperto l'arroganza della sinistra: impegnatevi, datevi da fare, scendete in campo, sensibilizzate le forze sane del paese e convincete tutti a schierarsi dalla parte del buongoverno, dalla parte della democrazia, dalla parte della liberta'''.
Alla manifestazione del Pdl parteciperebbero tutti i tredici candidati del centrodestra alle elezioni regionali per siglare un ''patto per l'Italia'' in coerenza con le politiche del governo. I vertici del Pdl stavano gia' lavorando all'idea di una iniziativa di questo tipo per concludere la propria campagna elettorale.
Ora la manifestazione assume le caratteristiche di una protesta contro l'esclusione della propria lista a Roma. Risolto il caso della lista del governatore Roberto Formigoni in Lombardia, l'esclusione del Pdl a Roma resta finora un problema irrisolvibile nonostante il decreto legge del governo interpretativo della legge elettorale.
Le ipotesi in campo sono solo due: o il Pdl accetta che le elezioni nel Lazio si svolgano senza la propria lista o si decide di rinviare il voto del 28 e 29 marzo (la risposta al ricorso al Consiglio di Stato potrebbe arrivare dopo questa data). Sulla seconda eventualità c'è la complicazione che la decisione dovrebbe essere presa dal presidente della Regione Lazio in carica Esterino Montino, Pd, che ha sostituito il dimissionario Piero Marrazzo, in quanto è in vigore una legge elettorale su scala regionale. Ieri Montino ha polemizzato su questa prerogativa con Roberto Maroni, ministro degli Interni.
Gli unici favorevoli al rinvio della scadenza elettorale - ma in tutte le regioni e non solo nel Lazio - sono per ora i radicali che ieri si sono riuniti in assemblea con Emma Bonino e Marco Pannella. Alla fine, e' stata confermata la proposta di rinviare di un mese le elezioni regionali ''in modo da ripristinare la legalita' di un processo politico gia' ampiamente compromesso''.
Pierluigi Bersani, segretario del Pd, che e' intervenuto all'assemblea dei radicali, ha espresso pero' il suo disaccordo: ''Allo stato attuale un rinvio generale delle elezioni consegnerebbe all'opinione pubblica il tema del rinvio delle regionali a causa del Lazio. Capisco gli scenari giuridici che ma andiamo al sodo, lasciamo stare i cavilli: andiamo a votare subito e andiamoci tranquilli''. La pensa cosi' pure Antonio Di Pietro, presidente dell'Idv: ''Come volevasi dimostrare, hanno emanato un decreto dannoso per la credibilita' delle istituzioni e inutile. Infatti, dove era possibile le liste sono state riammesse senza bisogno di alcun decreto, invece, dove non era possibile, nulla poteva e puo' cambiare il corso degli eventi''.
''Da una parte proseguira' la battaglia legale di fronte al Consiglio di Stato, ma anzitutto svilupperemo una serie di iniziative politiche per smascherare questa sinistra ladra di voti, riaccendendo i riflettori sul fallimento delle loro giunte regionali, a partire da Lazio, Campania, Calabria e Puglia''. Cosi', in una intervista al 'Sole 24 Ore', Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, spiega la strategia dei prossimi giorni del centrodestra. Alla domanda se questo voto diventi ora un referensun sul governo, Cicchitto ha risposto: ''Queste sono elezioni amministrative ed e' bene che l'attenzione si concentri sui problemi dei cittadini, i quali potrebbero essere rimasti condizionati dal contenzioso sulle liste. Non c'e' alcun referendum sul governo, che gode di un ampio consenso al contrario della sinistra che, anche attraverso l'ostruzionismo parlamentare, conferma la sua natura illiberale''.
La tensione tra centrodestra e centrosinistra si riflette sui lavori parlamentari. Pd e Idv hanno iniziato a praticare l'ostruzionismo alla Camera e al Senato. Oggi a Palazzo Madama c'e' il voto di fiducia chiesto dal governo sul disegno di legge riguardante il legittimo impedimento.
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