A L' Aquila squadre di volonterosi armati di badili e cariole ogni domenica si danno da fare per sgomberare il centro della città dalle macerie, in quanto secondo loro e chi li guida il Governo mira solo a fatti di facciata. L'opera di costoro merita il plauso generale, ma viene da chiedersi come mai non abbiano detto nulla in merito prima; guarda caso il problema viene sollevato ora, in periodo di campagna elettorale.
Dai media, intendiamoci quelli filogovernativi e, pertanto, divulgatori solo di menzogne, mi sembra di aver capito che:
- subito dopo il sisma il Governo aveva stanziato ben 50 milioni per lo sgombero delle macerie ed il Comune dell'Aquila, nella fretta ed anche un po' sbadatamente, aveva affidato i lavori ad una società, guarda caso, costituitasi appena due giorni prima. Il papocchio poi saltò per essere stato denunciato da Il Giornale.
- la maggior parte dei Comuni non ha ancora individuato i siti ove raccogliere le macerie. Che abbiano in mente di spedirle in Germania come ha fatto la Campania con la spazzatura?
Ultima chicca: si viene a sapere dal Ministro Giovanardi che già dall'aprile scorso il governo aveva stanziato 12 milioni, soldi cash, da spendere subito e in modo utile per anziani e famiglie in difficoltà. Ai primi di questo mese, dopo quasi un anno il sindaco dell'Aquila comunica al Ministro che della cifra assegnatagli ha deciso di spendere solo tre milioni e cento mila euro per ampliare e sistemare una residenza per anziani. Tutto questo tempo per individuare esigenze che coprono solo un quarto dei fondi assegnati. Chi ci capisce è bravo.
Da quanto succintamente esposto, emerge, forse a torto, che alcune amministrazioni sono ben leste a richiedere fondi, magari senza nemmeno un barlume di calcolo preventivo; e così poi succede che, quando devono spendere e sanno che c'è qualcuno che controlla, non riescono nemmeno a soddisfare le esigenze primarie. A volte di fronte a certe cose viene da pensar male.
Leonardo Cecca - ItaliachiamaItalia