Thu, 11 Mar 2010 16:41:00 Internet, Fini: Di fronte all'innovazione che rappresenta il web, politica e istituzioni non possono rimanere silenti
Il presidente della Camera al convegno 'Internet è libertà : perché dobbiamo difendere la rete': 'Non si può correre il rischio che l’Italia resti prigioniera di un ritardo culturale per una questione vecchia, superata, secondo cui il web è solo un nuovo media, l’evoluzione della tv o peggio incrocio fra computer, tv, radio e telefono'. Internet è libertà : per questo 'bisogna spingere per creare un forte movimento che porti ad assegnare a Internet il premio nobel per la pace'.
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Si è aperto oggi il convegno "Internet è libertà: perché dobbiamo difendere la rete", alla Sala della Regina di Palazzo Montecitorio.
Ad aprire il convegno è stato il presidente della Camera, Gianfranco Fini: "Non si può correre il rischio che l’Italia resti prigioniera di un ritardo culturale per una questione vecchia, superata, secondo cui il web è solo un nuovo media, l’evoluzione della tv o peggio incrocio fra computer, tv, radio e telefono". Di fronte a una realtà "innovativa" come il web, "la politica e le istituzioni non possono rimanere silenti", nè devono "usare lo specchietto retrovisore", ma "partecipare al dibattito, approfondire la riflessione, cercare nuovi criteri interpretativi e avere sguardo lungimirante". Fini si è anche detto convinto che il “controllo dell’efficienza della Pubblica amministrazione e delle istituzioni” consentito dalla rete sia in grado di “ridurre il divario esistente fra varie aree del nostro Paese” e “riannodare i fili del rapporto spesso difficile fra cittadini e istituzioni”. Per far questo, però, servono “infrastrutture telematiche all’avanguardia”.
NETWORK MONDIALE L'ex leader di an ha sottolineato: internet è in grado “di far incontrare le persone in qualsiasi parte del mondo creando così un antidoto contro la violenza”, “uno strumento di libertà, conoscenza e un formidabile strumento di pace” che ha creato le fondamenta per una nuova civiltà”. Per queste ragioni “bisogna spingere per creare un forte movimento che porti ad assegnare a Internet il premio nobel per la pace”.
Secondo la terza carica dello Stato, che aveva già sottoscritto nelle scorse settimane un appello in tal senso, il Nobel andrebbe assegnato al web anche in considerazione del ruolo svolto durante le rivolte in Birmiania e di fronte ai “tentativi limitarne l’uso in Cina e Iran”. “Secondo Reporters Sans Frontières - ha aggiunto - la censura è cresciuta nell’ultimo anno del 62 per cento censura e i cyberdissidenti del 156 per cento, soprattutto nei Paesi a scarso o nullo sviluppo democratico”, ha aggiunto Fini.
COMBATTERE GLI ABUSI “Spesso sono gli utenti della rete ad accorgersi degli abusi e a denunciarli telematicamente, a conferma che il web dimostra di possedere certa capacità di autocontrollarsi”. Per ottenere questi risultato serve però “rafforzare la collaborazione transnazionale in materia” perché la presenza di “server all’estero possono far rallentare queste procedure” e si tratta di un tema “su cui nessuno può pensare di essere autosufficiente”. Il presidente della Camera ha anche ricordato la raccomandazione del Parlamento europeo al Consiglio d’Europa (approvata con ben 481 sì a fronte di appena 25 no e 21 astenuti) secondo cui Internet “dà pieno significato alla libertà di espressione” e che “il diritto di intercettare e controllare il traffico su Internet non può essere giustificato dalla lotta al crimine”.
Grande partecipazione al convegno, il quinto di una serie di incontri dedicati al tema della nuove tecnologie promosso dall’associazione Capitale digitale.
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