Roma - "Io credo che i cittadini vogliano sapere da noi che cosa vogliamo fare sulla sanità e sul lavoro, non sul decreto legge”. Taglia corto sulle polemiche politiche nate all’indomani della seconda bocciatura della lista del PDL nel Lazio, Francesco Storace, leader de La Destra.
Probabilmente l’ex presidente della Regione Lazio, che concorre alla tornata elettorale con una lista a sostegno della Polverini, vuole mantenere un profilo basso e non speculare sul caos che dalla mancata consegna delle liste pidielline entro i termini, si è abbattuto nel partito del premier. Comunque Storace non rinuncia all’idea di “vincere nel Lazio”, anche se ammette che accanto al “PDL sarebbe stato più facile”.
All’indomani dell’ennesima bocciatura della lista del PDL, come vede la situazione nel Lazio?
Intanto è positivo che Berlusconi sia sceso in campo. Questo dimostra generosità e voglia di vincere.
Il Premier in conferenza stampa ha dato la propria versione di quello è successo in Tribunale il giorno della scadenza delle consegna: ha detto che “non vi è stata alcuna responsabilità riconducibile ai nostri dirigenti e funzionari”, che gli “è stato impedito" di depositare le liste. Lei che è idea si è fatto dell’accaduto?
Io mica faccio il magistrato. È una domanda impropria. A me interessa fare la campagna elettorale.
Ma lei un’idea se la sarà fatta? Si è parlato di “pasticciaccio politico", altri han parlato di "pasticciaccio organizzativo"...
C’è stato anche il tentativo di impedimento di entrata nell’Aula dove si dovevano consegnare le liste. Le colpe stanno da una parte e dall’altra, bisogna cercarle.
Parlando del dl salva-liste sta creando un grande danno in termini di immagine: a due settimane dal voto non è ininfluente. Lei cosa pensa di questo provvedimento?
Io sono tre anni che non sto in Parlamento nè al Governo, quindi se mi fa domande sulle cose degli altri è difficile dare una risposta.
Questo è noto, ma volevamo sapere lei cosa ne pensa di questo decreto?
Io non lo devo votare, il decreto non è stato efficace nella Regione Lazio e punto. Io credo che i cittadini vogliano sapere da noi che cosa vogliamo fare sulla sanità e sul lavoro, non sul decreto legge.
Lei ha scritto sul suo blog che “l’obiettivo di vincere le Regionali del Lazio - anche senza la lista del Pdl - potrà essere raggiunto”. In che modo?
"Certo, con il Pdl sarebbe stato più facile, senza non è detto che sia impossibile".
Storace spiega a ItaliachiamaItalia che sta "pensando solo a far vincere la Polverini; poi se arrivano i voti a La Destra sono contento, ma non è quella la finalità della mia azione politica".
Ma secondo lei non sarebbe il caso di rinviare le elezioni?
No.
Per quale motivo?
Perché dovrebbe esserci un motivo: la legge è molto chiara. Se viene riammessa una lista esclusa, questa ha il diritto di chiedere lo spostamento delle elezioni, altrimenti come si fa rinviarle? Del resto anche Berlusconi ha detto che nessuno ha pensato al rinvio.
E sarebbe gestibile un consiglio regionale eletto in questo modo?
Il parlamento europeo è gestibile anche senza la nostra presenza: ci hanno fatto una legge con lo sbarramento per impedirci di entrare.
Francesca Toscano - ItaliachiamaItalia
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