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Home / Politica / PdL, Il partito sempre più distante da Fini. E se pensassimo a Casini? - di Margherita Genovese
Sun, 04 Jul 2010 11:45:00

PdL, Il partito sempre più distante da Fini. E se pensassimo a Casini? - di Margherita Genovese


Casini-Berlusconi


Gianfranco Fini pare proprio aver fatto il suo tempo all'interno del Popolo della Libertà. Il partito è sempre più distante dal presidente della Camera, "il traditore" del PdL, della patria, degli amici, e persino di se stesso. Forse è arrivato il momento di abbandonarlo e di pensare a riavvicinare l'Udc. Come? Senza abboccare alle finte proposte di emergenza nazionale, abbiamo una sponda più tranquilla da offrire al partito centrista: un tecnico riconducibile a Casini alla guida del Ministero dello Sviluppo Economico. Se partissimo da qui per ricucire?

di Margherita Genovese


 

 

POLITICA: ALTRE NOTIZIE

Col senno di poi, e nell'ottica di una realpolitik che superi l'impasse che stiamo vivendo, ci permettiamo di suggerire al premier una mossa forse audace, ma possibilmente risolutoria, nella babele del momento politico.

Abbiamo bisogno di ritrovare la passione e la fiducia che ci hanno sostenuto in questi due anni stranissimi, con un partito sempre vincente nelle urne ma attaccato dal suo interno in modo scandalosamente pertinace.

Abbiamo bisogno di ritrovare il leader riconosciuto, di liberarci della zavorra, di fare giustizia di tradimenti e congiure che non  appartengono al nostro Dna, e vorremmo non appartenessero al Dna del nostro partito. Ma tant'è: gli uomini tradiscono e uccidono, e, se è tempo di perdonare, siamo disposti a perdonare i peccati veniali, non quelli mortali.

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In poche parole, suggeriamo a Berlusconi di aprire le porte all'Udc di Casini: è vero, dobbiamo turarci il naso come  Montanelli a suo tempo, e cercare di dimenticare le vecchie ruggini, tanto più che l'assenza di Follini e le smargiassate di Fini potrebbero rendere più realistica al bel Pierre la speranza di una successione meditata e meritata.

C'è l'ostacolo dell'alleanza con la Lega, troppo spesso criticata se non derisa da Casini, ma in politica gli avverbi "sempre" e "mai" lasciano il tempo che trovano:  è più facile che Bossi e Casini entrino insieme nella cruna di un ago piuttosto che il ricco epulone Fini entri nel regno dei cieli.

Gianfranco Fini: il "traditore del partito", della patria, degli amici. Il Popolo della Libertà ormai ne è distante,  irreversibilmente. L'ultima rivelatrice dichiarazione di Franceschini che, pur di liberarsi del Cavaliere, si dice pronto a votare emendamenti finiani "a scatola chiusa", è il segno che la misura è colma.

Senza abboccare alle finte proposte di  emergenza nazionale, abbiamo una sponda più tranquilla da offrire all'Udc: un tecnico riconducibile a Casini alla guida del Ministero dello Sviluppo Economico. Partiamo da qui per ricucire.


Margherita Genovese - ItaliachiamaItalia


















































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