Mon, 05 Jul 2010 14:45:00 L'uomo del fare tradito dai troppi uomini del dire - di Gabriele Polizzi
Altro che Lotteria Italia, lo Stato è una Mamma che non può morire, perchè deve mantenere i disoccupati che scioperano per avere il diritto a non lavorare in una fabbrica sicura, i giornalisti che non scrivono per avere il diritto a scrivere quello che vogliono, i magistrati che chiudono i tribunali per manifestare il diritto a fare solo i processi che vogliono, i politici che aspettano che il premier parli per dire l'opposto, che votano contro e preparano congiure per avere il diritto di sostituirsi a chi non vogliono.
di Gabriele Polizzi
Come la Grecia, l'Italia è un Paese impazzito, che forse deve morire per risorgere.
Perchè la libertà fa male, quando nel suo nome gli uomini compiono tante azioni indegne. Libertà di arrogarsi diritti inesistenti, come quello di calunniare e processare sui giornali con l'alibi del diritto di informare, diventato diritto di sputtanare per strategia politica.
Che cosa sono state le foto a Villa Certosa, la telenovela di Patrizia D'Addario e la storiella idiota dell'ochetta Noemi Letizia, sfruttata come un tormentone per mesi e mesi da fior di giornalisti che si dicono intellettuali? Azioni indegne, compiute da chi avrebbe usato qualunque mezzo per colpire e affondare.
Che cosa si può dire della libertà che invoca Gianfranco Fini tutte le volte che spara sul premier in modo diretto o indiretto, col solo scopo di sfinirlo e di ucciderlo politicamente? Azione indegna, che dovrebbe portarlo all'anatema e all' interdizione da tutti gli incarichi di partito.
Eppure, grazie a tutti gli invidiosi di cui Bocchino è il capostipite e il portabandiera, grazie a un'opposizione che in mancanza di idee e programmi, si alimenta di antiberlusconismo per sopravvivere, Gianfranco Fini può pensare di avere un seguito, di raggiungere il suo obiettivo, di avere il diritto di distruggere quello che l'uomo del fare ha costruito.
Questa è l'Italia della politica, che regala rimborsi elettorali milionari per anni, anche a quei partiti e a quei personaggi di cui nessuno si ricorda più. Altro che Lotteria Italia, lo Stato è una Mamma che non può morire, perchè deve mantenere i disoccupati che scioperano per avere il diritto a non lavorare in una fabbrica sicura, i giornalisti che non scrivono per avere il diritto a scrivere quello che vogliono, i magistrati che chiudono i tribunali per manifestare il diritto a fare solo i processi che vogliono, i politici che aspettano che il premier parli per dire l'opposto, che votano contro e preparano congiure per avere il diritto di sostituirsi a chi non vogliono.
Gianfranco Fini ha il diritto di togliere ai moderati del centrodestra il diritto di veder lavorare l'uomo che hanno scelto come guida del governo? Di contro, hanno il diritto gli elettori di Berlusconi, perchè di Berlusconi era il nome del candidato premier sulla scheda, di giudicarlo alla fine del mandato? No, non è così che la politica italiana vuole muoversi, abituata com'è a non fare, a non cambiare, a non deludere i troppi italiani figli di Mamma.
La stragrande maggioranza dell'elettorato di centrodestra non sopporta più Fini. E non da oggi. La situazione presente si vedeva arrivare, e come. "Fini leader del... Pd?": questo il titolo dell'editorale di Ricky Filosa pubblicato sul nostro giornale e su Affari Italiani circa un anno fa.
A quanto pare, il direttore di ItaliachiamaItalia ci aveva visto giusto. Insomma, per liberarsi di Fini, sembra che si debba mandare a casa chi ha fatto e continua a far bene. Dove è scritto? in quale Costituzione? E' giusto far sentire determinante un uomo che fa i capricci come un bambino antipatico? Non me ne vado dal Pdl, non rinuncio alla Presidenza della Camera, non sto zitto, sono libero di dire quello che voglio.
Ecco cos'è la libertà per gli italiani. Popolo di santi poeti eroi e navigatori? O piuttosto di uomini che non sanno coniugare libertà e responsabilità e credono che i diritti siano la possibilità di fare quel che si vuole? Nessuno può essere libero, se non vive in un'isola deserta. La nostra libertà finisce dove inizia quella dell'altro. La stiamo insegnando nelle scuole questa elementare norma di educazione civica?
Gabriele Polizzi - ItaliachiamaItalia
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