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Il caso di Denis Verdini, coordinatore del PdL indagato nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti eolici in Sardegna, continua a fare discutere la poltica.
IL CASO Eolico in Sardegna, Verdini: "Solo fango su di me". Capezzone: "La politica non si faccia umiliare". De Magistris: "L'esecutivo si riunisca direttamente a Regina Coeli"
Oggi, poi, l'ennesimo colpo al partito da parte della magistratura: il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri e il sottosegretario all'economia Nicola Cosentino sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla procura della Repubblica di Roma. L'inchiesta è relativa ad una presunta associazione segreta - P3 - ed è nata dallo stralcio dell'indagine degli appalti sugli impianti eolici da realizzarsi in Sardegna. Dell'Utri e Cosentino sono accusati di associazione a delinquere e violazione della legge Anselmi sulla costituzione delle associazioni segrete.
Il clima politico è davvero caldissimo.
Secondo Aldo Di Biagio, deputato PdL, finiano doc, responsabile del dipartimento Italiani nel mondo del partito, il Popolo della Libertà deve affrontare la "questione morale" prima possibile. "L’auspicio è che il coordinatore possa dimostrare in maniera chiara e concreta la sua completa estraneità ai fatti che stanno emergendo in queste ore, ma è indiscutibile la questione morale che sta coinvolgendo il PdL, una questione che merita di essere affrontata con fermezza e lucidità". Per Di Biagio, "il partito ed i suoi referenti hanno il dovere di fare chiarezza sui reali coinvolgimenti nelle vicende giudiziarie di questi giorni".
Guida del PdL nel Mondo Italiani all'estero e appalti eolici in Sardegna, Di Biagio (PdL): Partito affronti questione morale
E sull'aspetto che riguarda la questione morale, è d'accordo con Di Biagio Alessandro Maran, vicepresidente dei deputati Pd. "La nuova indagine sugli appalti per l’eolico in Sardegna nella quale Cosentino ha ricevuto un avviso di garanzia per associazione segreta, vede coinvolti più politici del Pdl. Sta emergendo una questione morale che coinvolge uomini di governo, locale e nazionale e autorevolissimi rappresentanti del partito di Berlusconi. Il governo ha a questo punto il dovere di chiarire l’intreccio che va da Cosentino a Caliendo, da dell’Utri a Verdini. Lo chiamiamo in aula a rispondere mercoledì".
Anche l'Italia dei Valori si fa sentire. "L’impero sta crollando. Berlusconi e la sua corte di impresentabili sono ormai al tramonto, travolti dagli scandali, dalla corruzione e dal malaffare": è quanto afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, che poi aggiunge: “L'inchiesta sull'eolico in Sardegna sta dimostrando ancora una volta, ove mai ce ne fosse bisogno, che il Pdl non è il Popolo della libertà ma il Partito delle lobby".
"Dopo la lunghissima stagione di criminalizzazione dei migliaia di nomi appartenenti alla cosiddetta loggia massonica P2, risultati poi tutti estranei tranne Licio Gelli, oggi assistiamo a un tentativo di replay con la cosiddetta loggia massonica P3”: lo dichiara Margherita Boniver, deputato del Pdl e presidente del comitato Schengen, che spiega: “Congetture a parte sarebbe utile, quantomeno leggendo i giornali, capire con esattezza di quali reati sarebbero imputati i politici del Pdl finiti nel frullatore”. “A fatti concreti, inchieste e processi concreti: tutto il resto è un tentativo opaco e non ci piace”, conclude Boniver.
Secondo Italo Bocchino, braccio destro di Gianfranco Fini, Berlusconi deve risolvere il caso Verdini come ha risolto il caso Brancher. "Da amico mi auguro che Verdini sappia dimostrare la sua innocenza", ma "dal punto di vista politico c'e' un enorme problema d'opportunità che il premier non puo' far finta di non vedere'. Bocchino invoca le dimissioni anche per Ernesto Sica e Nicola Cosentino. "La cosa davvero preoccupante e' il risvolto di malcostume nel partito".
Replica a Bocchino Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera dei Deputati per il Pdl: "Le dichiarazioni dell'amico Bocchino mi lasciano francamente perplesso. I processi preventivi e un certo giustizialismo dipietrista non hanno mai fatto parte della cultura del Pdl. Verdini è, fino a prova contraria, innocente”. “Spetta ai magistrati, e non certo a Bocchino, condurre le indagini. Lasciamoli lavorare e lasciamo che Verdini possa chiarire e difendersi. Tutto il testo - conclude Lupi - è inutile chiacchiericcio”.
Anche Francesco Pasquali, coordinatore nazionale dei Giovani del Pdl (Giovane Italia), ha due parole da dedicare a Bocchino: "Alcuni esponenti del Pdl, come Italo Bocchino e Fabio Granata, confondono il concetto di legalità e giustizia con quello del giustizialismo. È davvero difficile credere che una parte - per quanto ultra minoritaria - del Pdl stia mettendo all'angolo un quindicennio di battaglie politiche contro l'uso politico della giustizia, in nome di una non troppo nascosta antipolitica, che mette da parte la libertà e la democrazia per solleticare l'istinto di una piccola parte dei cittadini".
Secondo l'On. Guglielmo Picchi, deputato PdL eletto nella ripartizione estera Europa, "l'arcipelago dei Finiani è in realtà una palude dove si impantana l'azione di governo, si blocca il paese e si sovverte la volontà popolare. Bocchino e quelli con lui e come lui dovrebbero capire la gravità della situazione economica e che non è certo il momento di comportarsi da irresponsabili; di mezzo non c'è la tenuta del governo, ma la tenuta economica e sociale del paese".
'Fanno solo danno al Paese' Italiani all'estero, Picchi (PdL): Bocchino e i finiani? Degli irresponsabili
Il presidente dell'Idv, Antonio Di Pietro, annuncia una mozione di sfiducia su Cosentino. "Adesso basta. Cosentino deve fare la stessa fine che ha fatto Brancher. Se ne vada a casa - dichiara il leader Idv - e si metta a disposizione dei magistrati. Non possiamo avere al governo una persona che ha avuto dei provvedimenti cautelari per concorso esterno in associazione camorristica e che addirittura risulterebbe appartenere a un’associazione segreta. Per definizione, chi governa non può essere sospettato di lavorare contro lo Stato, in quanto è a conoscenza di fatti che potrebbero agevolarlo nel mettere a segno il proprio piano criminoso. A questo Paese - continua Di Pietro - non servono i vari Dell’Utri, Cosentino, Verdini che operano contro e non per la democrazia. L’Italia dei Valori, già da domani, presenterà una mozione di sfiducia nei confronti di Cosentino”.
Tempi duri, per il Popolo della Libertà...
Gabriele Polizzi - ItaliachiamaItalia