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Thu, 29 Jul 2010 11:05:00

Pdl: Bocchino e Granata espulsi? Fini: il super pentito?




Fini, Berlusconi ed io dobbiamo onorare impegno con gli italiani. A lui dico: ''resettare tutto, senza risentimenti''. L'offerta di tregua di Fini è arrivata troppo tardi? Pare fuori tempo massimo per il Premier che convoca un vertice notturno a Palazzo Grazioli.

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Oggi alle 17 e' prevista la riunione dei capigruppo della Camera che deve calendarizzare i lavori dell'Aula per la prossima settimana. Da parte del Pdl c'e' meno insistenza per un voto sul ddl intercettazioni prima della pausa estiva, dopo che Silvio Berlusconi ha affermato che la proposta di legge ''e' stata massacrata e io sono tentato addirittura di ritirarla''.

Il presidente del Consiglio ha precisato il suo giudizio parlando alla Conferenza degli ambasciatori che era in corso alla Farnesina: ''Questa legge migliorera' qualche cosa, ma non rida' al cittadino l'inviolabilita' delle comunicazioni che e' in Costituzione. Stiamo a lavorare delle notti, abbiamo mandato fuori un bel cavallo e viene fuori un ippopotamo''.

Le parole del premier hanno riaperto per l'ennesima volta la diaspora con i finiani, che si ritengono invece soddisfatti per le correzioni apportate al testo nel confronto che si e' svolto nella Commissione giustizia della Camera.

Ma i riflettori sono puntati soprattutto sulla riunione dell'Ufficio di presidenza del Pdl fissata per oggi alle 20. In questa sede dovrebbe essere discusso un documento di censura nei confronti di Gianfranco Fini e dei finiani.

Gianfranco Fini un partito ce l'ha già: è il Pd
Non si illuda però la sinistra, con cui, ora, condivide la gran parte di opinioni. Vogliamo dare ai compagni un suggerimento leale: Fini vi utilizzerà a proprio comodo e piacimento, fino a quando gli servirete per piantare in asso il Cavaliere
Potrebbe esserci addirittura l'espulsione dei deputati Italo Bocchino e Fabio Granata (l'ipotesi alternativa sarebbe deferirli ai probiviri del partito).

L'offerta di tregua di Fini e' arrivata troppo tardi, fuori tempo massimo per il premier che convoca un vertice notturno a Palazzo Grazioli. Nella riunione di oltre quattro ore, Berlusconi e gli altri partecipanti hanno ribadito la posizione gia' assunta al mattino, poi messa nero su bianco in un duro documento di censura politica nei confronti del cofondatore del Pdl considerato ormai lontano dalla linea del partito. Il documento verra' discusso oggi alle 20 da un ufficio di presidenza.

Mentre Berlusconi precisava che ''se ci sara' una divaricazione, i numeri sono abbondanti e non c'e' alcuna possibilita' di cambiamenti di governo o di maggioranza'', Fini concedeva una intervista a Giuliano Ferrara, direttore de ''il Foglio'', il cui contenuto e' stato subito diffuso per cercare di raffreddare i toni della contrapposizione all'interno del Pdl.

''Resettare tutto senza risentimenti'' e' l'appello del presidente della Camera, che aggiunge: ''Con Berlusconi non abbiamo il dovere di essere e nemmeno di sembrare amici, ma dobbiamo onorare un impegno politico ed elettorale con gli italiani. Per questo, ci tocca il compito, anche in nome di una storia comune non banale, di deporre i pregiudizi''. 

Riferendosi alla sua permanenza nel Pdl, Fini ha concluso: ''Qui sto e qui resto''. Le dichiarazioni di Fini sono state valutate in un vertice del Pdl che si e' tenuto ieri sera a Palazzo Grazioli, residenza del premier.

L'appello del presidente della Camera sarebbe caduto nel vuoto. Bocchino e Granata hanno nel frattempo criticato la conferenza stampa di Denis Verdini, nella quale il coordinatore del Pdl si era autodifeso rispetto alle inchieste della magistratura di cui e' oggetto, continuando a chiederne le dimissioni dall'incarico di partito.

Berlusconi, lo ha ripetuto anche nella riunione di vertice del Pdl, e' convinto della necessita' di una svolta nella vita del partito perche' ''la gente e' stanca di questo teatrino''. Incassata la fiducia della Camera sulla manovra economica, sarebbe questo per lui il momento piu' favorevole per la resa dei conti con i finiani.

L'eventuale espulsione di Bocchino e Granata avrebbe degli effetti imprevedibili sulla maggioranza. I finiani potrebbero a quel punto formare un proprio gruppo parlamentare autonomo e separarsi a loro volta dal Pdl. Rispetto a questa eventualita', Berlusconi e' convinto - come ha precisato ieri - che i numeri delle adesioni al nuovo gruppo parlamentare non sarebbero tali da impensierire la maggioranza e determinare una crisi di governo.

In effetti, e' difficile prevedere quante adesioni potrebbero essere raccolte dai finiani alla Camera e al Senato nel momento della verita', dal momento che non hanno mai avuto occasione di contarsi. Bocchino, qualche giorno fa, si era detto pero' certo che il numero dei finiani in caso di rottura del Pdl sarebbe tale da mettere in crisi la maggioranza.

A dare la sensazione che si e' alla vigilia di un passaggio importanza nella vita della maggioranza e del Pdl sono anche le dichiarazioni fatte da Umberto Bossi nel Transatlantico di Montecitorio: il leader leghista si e' detto convinto che la frattura tra i due leader non intralcera' l'azione del governo.

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