"Abbiamo tutti ritenuto che il Pdl non potesse pagare il prezzo troppo alto di mostrarsi un partito diviso", ha aggiunto Berlusconi rispondendo in conferenza stampa a chi chiedeva se la nascita di gruppi finiani non sia un prezzo troppo alta da pagare per la maggioranza.
"I tifosi si distaccano da una squadra se la vedono litigiosa, tanto più se i litigi avvengono in campo aperto. Trentatré su trentasei membri dell'ufficio di presidenza hanno ritenuto che non si potesse più continuare in questa situazione".
"Noi siamo responsabili, il dissenso è di Fini"
"Si è presentato un dissenso da parte di Fini e degli uomini a lui vicini nei confronti del governo, della maggioranza e del presidente del Consiglio. Io non ho mai risposto, anzi ho sempre smentito i virgolettati che mi hanno attribuito. Abbiamo tenuto un comportamento responsabile, visto il momento di crisi che viviamo", sottolinea il premier.
"Governo non è a rischio"
"Riteniamo che non ci sia nessun rischio per il governo. Abbiamo la maggioranza nel Paese e il presidente del Consiglio gode di un consenso di oltre il 63%", ha detto Berlusconi rispondendo a chi gli chiedeva che l'eventuale nascita di gruppi finiani metta a rischio la tenuta dell'esecutivo.
"La presidenza della Camera non e' nella disponibilita' del presidente del Consiglio, io non mi dimetto", afferma Fini.
A votare no al documento sono stati i finiani Andrea Ronchi, Adolfo Urso e Pasquale Viespoli.
Quindi nessuna espulsione, ma una dura censura politica e tre deferimenti ai probiviri (non Fini). Secondo quanto riferiscono alcune fonti, i finiani avrebbero sollecitato 24 ore di tempo prima di arrivare alla rottura.
L'ipotesi dell'espulsione. In questo caso, infatti, Fini potrebbe ricorrere alle vie legali, appellandosi al giudice ordinario, sulla base dell'articolo 700 del Codice di procedura civile. Il presidente della Camera ha rivelato il progetto ad alcuni dei suoi. Il piano al momento resta l'ultima risorsa, ma metterebbe il Pdl nelle mani della magistratura.
L'ex leader di An potrebbe infatti chiedere ai giudici il reintegro immediato degli esponenti sospesi dal partito. «Avrebbe anche buone possibilità di riuscita», ammette una fonte parlamentare del partito. Il ricorso avrebbe conseguenze politiche devastanti. «Un ricorso provocherebbe ulteriori danni di immagine», dice un deputato berlusconiano.
Deputati finiani firmano dimissioni
I deputati finiani hanno firmato una lettera di dimissioni dal gruppo parlamentare del Pdl della Camera. Queste lettere sono ora nelle mani del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che, spiegano alcuni dei firmatari, le userà "a seconda di quello che accadrà".
Per quanto riguarda la possibilità di formare un gruppo di finiani a Palazzo Madama, secondo quanto si apprende, sarebbero pronti ad entrare nelle "file" di Fini anche i senatori Adriana Poli Bortone e Giovanni Pistorio.
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