Ricordo che ai tempi di tangentopoli D'Alema, forse in vena di scherzare e/o per un eccesso di sarcasmo, scrisse su La Stampa "Lo dico e lo ripeto: Amato è un bugiardo e un poveraccio. E' uno che deve fare di tutto per restare sulla poltrona". Sono affermazioni di un certo peso ma, in considerazione dei non sempre signorili giochi di partito e del frega-frega la poltrona, possono apparire un po' montate e, pertanto, non le tenni in considerazione più di tanto.
Ora però, dopo due anni di un governo spregiudicato, capace soltanto di rovistare nelle tasche dei contribuenti e di sperperare denari per accontentare tutti i compagni di merenda e incapace per contro di intervenire contro la dilagante criminalità della quale il ministro competente non si era reso conto (giorni successivi al delitto Reggiani), sentir dire dal rottAmato ministro degli interni che il governo poco ha fatto in materia di rispetto della legalità e dell'ordine pubblico e che l'esecutivo non gli ha concesso i fondi necessari, autorizza a dare contorni un po' meno fumosi alle dichiarazioni rilasciate a suo tempo da D'Alema.
Vorrei chiedere ad Amato per quale motivo ha continuato ad occupare la poltrona di ministro degli interni se nulla poteva fare. E' molto più disonorevole occupare un posto senza far niente che andare a casa per protesta. Oltre ad invitare i VV.FF a non pagare gli affiti per poter rifornire gli automezzi, cosa ha fatto? C'è da pensare che forse ha espletato l'alto compito prendendo solo lo stipendio.
Leonardo Cecca – Italia chiama Italia