Roma - Ospite della trasmissione Otto e mezzo, su La7, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, parla della guida di An dopo che Gianfranco Fini ha lasciato il suo incarico assumendo la presidenza della Camera. “Io faccio il sindaco di Roma, non posso essere candidato”. Ma il leader “potrebbe essere una nuova persona e tra l’altro, se va avanti il Pdl, sarebbe una figura di transizione, per pochi mesi”. L’importante è che “non si abbiano incarichi con una forte valenza istituzionale”.
Alemanno adesso vola altissimo: detta regole, elebora scenari, pensa addirittura al dopo-Berlusconi. Per la reggenza circola il nome di Ignazio La Russa e Alemanno si limita a dire: “Potrebbe, dovremo fare un’assemblea per decidere chi sarà il reggente del partito”. Poi si riferisce al Pdl. Il leader sarà Silvio Berlusconi “finché avrà incarichi politici come presidente del Consiglio. Il giorno che dovesse fare il capo dello Stato o altre cose, non potrebbe più farlo”.
Alemanno adesso analizza addirittura il futuro assetto del Pdl. Il nuovo primo cittadino della Capitale si sofferma sulla collocazione politica del Popolo della libertà: “È il Partito popolare europeo. Tanto più, che il Ppe non è più un insieme delle democrazie-cristiane europee”. In questo senso, “il Popolo della libertà deve essere un soggetto politico in cui valori di centro e di destra trovino la loro sintesi. Aznar, d’altra parte, in gioventù è stato un falangista e Sarkozy era gaullista”. Prima, però, il partito bisogna farlo: e Alemanno chiede “regole” e “congressi veramente democratici”, altrimenti “se è un’operazione di immagine, di apparenza”, è meglio “fare un discorso di tipo confederale”. Avanza allora la idea non piu’ di uno scioglimento di An o di FI, ma della costituzione di una forza politica “confederata” senza che i partiti di origine perdano la loro natura originaria.
“Se guardiamo solo all'immagine, al gazebo in mezzo alla strada, rischiamo di fare ciò che in parte sta facendo il Pd”. Insomma, “è un obiettivo ambizioso. Lo capiremo prima dell’estate quando il governo sarà formato. Vedremo se i leader e le strutture di partito spingeranno nell'ipotesi della creazione del partito o si cercherà una soluzione intermedia di tipo federale”. Da Alemanno poi la zampata da leone : “Credo che An avrà una rappresentanza pari al suo significato parlamentare e anche al fatto che oggi rappresenta la città di Roma”.
Il movimento Popolo della Libertà, che ha stravinto alle elezioni, potrebbe in futuro anche non esistere come struttura organizzata definitiva, ma come un partito immaginario costituito da altri partiti già esistenti sul territorio. Stupefacente. L’Italia è il Paese dalla grande fantasia, ma anche dalla grande ambizione dei quadri intermedi quando costoro si avvicinano ai piani alti. Che dire? Si pensa addirittura al dopo-Berlusconi quando egli diverrà il Capo dello Stato, dopo Napolitano. Chi vivrà , vedrà.
Gabriele Polizzi - Italia chiama Italia