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Mon, 05 May 2008 07:45:00

La smania dell'insicurezza - di Ermanno Filosa


Ermanno Filosa

"Esiste una precisa relazione, profonda e articolata, una causa-effetto, tra evento elettorale e sentimenti. Ma molti hanno manifestato con i comportamenti di non conoscerla"




L’insicurezza non è una moda. Tutti noi siamo circondati da una frenesia sottile e perversa, forse pericolosa, certamente fondata su fatti di cronaca emotivamente forti e dolorosi. Si sta riaffermando intorno a noi la contrada della paura? Quanto è forte la relazione politica-paura? Le metropoli, le regioni, l’occidente  sono in preda ad un delirio irrazionale oppure la paura-pericolo ha ragioni così profonde che ormai orienta addirittura le nostre scelte politiche? La insicurezza ci confonde, ci eccita o ci consiglia?

La questione è tremendamente seria. Ricordiamo che negli Anni ‘90 il nemico inizia a cambiare, non è piu’ determinato e visibile, ma subdolo, ostinato poco incline alla condiscendenza, non tratta, sempre lavora sott’acqua.  La figura del nemico quindi  muta. Disse  Georgij Arbatov, in Urss «Vi faremo, a voi occidentali, la cosa peggiore che si possa fare a un avversario: vi toglieremo il nemico», meraviglioso veggente! Scomparso il nemico visibile, percepiamo  che siamo circondati da una paura crescente nel nostro privato, ci sentiamo assediati, il pericolo ci viene addosso all’improvviso. Non è una paura globale, ma intima e interna. Eppure non è scoppiato il conflitto nucleare straminacciato durante la guerra fredda. Violentano e uccidono le nostre donnee in pieno giorno, la figlia in ascensore, i nostri parenti assaltati in villa e uccisi, nel bagno del super sodomizzano il nostro figlioletto, il medico-ginecologo narcotizza la nostra ragazza e la violenta insieme alla infermiera, il padre per oltre venti anni violenta la figlia e mette al mondo 6 figli, altro padre violenta 3 figlie, altro padre vende le figlie a maniaci per fare orge,  ci rubano un cellulare e ci uccidono. Che succede?   

La caduta del muro di Berlino alla lunga ci presenta il conto. Sono al confronto utopie vecchie e nuove, conflitti di assestamento, un mondo nuovo non ci appare come ciascuno di noi vorrebbe. Scomparsi i sogni, i  fatti di cronaca nera assumono un valore simbolico di grande spessore: i mezzi di comunicazione di massa ne sono invasi, le scelte governative condizionate, le campagne elettorali influenzate. Il tema della sicurezza diviene uno straordinario valore politico, con tutto il suo carico di paura e tormento, e desiderio di rivincita o di vendetta, comunque si respira una aria di regolamento di conti. Insomma, la questione non è neutra:  e` di destra o di sinistra. Ha un colore politico la causa della paura.

La paura-pericolo sociale non è un fantasma. È la convinzione che la nostra tranquillità è sotto minaccia continua dinanzi a un nemico invisibile ma presente e ingannevole. La preoccuoazione diventa una costante, la paura e la speranza si confondono e ci conducono verso scelte politiche che possono anche punire l’autorità governo-partito che non ha saputo cogliere il grave problema del disagio sociale ed eleborare risposte credibili: sta sovrattutto in questa incapacità della sinistra la causa principale della  sconfitta alle politiche e al comune di Roma.

Le  elezioni del 2008 sono state “ paurizzate”, narcotizzate da un clima di totale insicurezza che non trovava risposta e da un malgoverno che ha tartassato gli italiani senza dare uno spiraglio di paziente speranza. Rutelli, stanco e bruciato cavallo di ritorno,  incapace di dare risposte convincenti sul tema, ha solo balbettato tra incertezze e ipocrite difese dei piu’ deboli;  così la paura diviene il fermento della vicenda elettorale,  la tradizionale proposta politica perde forza, e si afferma l`auspicio che il fatto criminale odioso  possa trovare rimedio e possa essere prevenuto: chi tratta con sincera convinzione e credibilità il tema-risposta alla paura fa propria la scelta di schieramento dell’elettore. La destra ha saputo interpretare questa profonda istanza sociale, ed ha vinto.

Esiste una precisa relazione, profonda e articolata, una causa-effetto, tra evento elettorale e sentimenti.  Ma molti hanno manifestato con i comportamenti di non conoscerla. La smania della insicurezza ha mostrato il volto dello investimento politico. Si è trasformato il sentimento, e nel ballo delle elezioni si indica il problema per mostrare soluzioni; i mezzi di comunicazione di massa tritano i fatti criminosi e li dispensano, e così nasce un incredibile “profitto della paura” : profitti economici per la grande stampa e rotocalchi, profitti elettorali per chi sa gestire la questione come risposta, collocazione politica.

Insomma, mai come nel 2008 le elezioni sono state manipolate dall’onda lunga del risentimento emozionale generato dalla paura. Fa specie che l’intelligenza della sinistra non abbia saputo cogliere il nocciolo della lotta elettorale in corso; vuol dire che aveva proprio perso da tempo la sintonia con la realtà della società in divenire. Per questo starà fuori dal Governo per almeno vent’anni.

Ermanno Filosa - Italia chiama Italia


















































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