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Home / Politica / Modello Roma – di Roberto Pepe
Tue, 06 May 2008 06:10:00

Modello Roma – di Roberto Pepe


Roberto Pepe, editorialista Italia chiama Italia


"Cosa paghiamo a fare tutto il personale del Comune, della Provincia e della Regione? Pulizia è necessaria"

di Roberto Pepe


L'Istituto per la Ricostruzione Industriale, nato nel '33 sotto il fascismo come un ente temporaneo con l'intento di evitare il fallimento delle principali banche italiane, nel dopoguerra allargò progressivamente i suoi settori di intervento fino ad arrivare a conquistare il settimo posto nella classifica delle maggiori società del mondo per fatturato nel 1993. Si venne così a creare un nuovo ruolo per l'IRI, cioè quello di incentivare la grande industria di base e le infrastrutture necessarie al Paese, non in "supplenza" dei privati ma in una tacita suddivisione dei compiti. Trasformata in S.p.A nel '92, cessò di esistere nel 2002.

Questo accadde in momenti difficili, quando il Paese era allo sbando e necessitava di un piano a lungo termine che impegnasse il Pubblico ed i Grandi Gruppi in uno sforzo comune.

Al di fuori dell'emergenza post-guerra, però, non c'è assolutamente bisogno di creare aziende simil-IRI "partecipate, in house, municipalizate, esteriorizzate", con partecipazione pubblica delle amministrazioni locali, in quanto questo fenomeno, se amplificato, rappresenta, di contro, il danno peggiore che si possa arrecare all'economia a causa della soppresione della "concorrenza" del libero mercato.

Quello che è successo a Roma ed in molte altre città del Nord gestite anche da amministrazioni spurie è da condannare nella maniera più assoluta. Necessita assolutamente: da parte del nuovo governo, la revisione della normativa che permette con sotterfugi applicativi tale abnormità legislativa e da parte del nuovo Sindaco una normalizzazione nei compiti istituzionali del Comune e nelle procedure appaltatrici, magari usando quella famosa legge, molto efficace e sicura ad obiettivo.

In sostanza l'amministrazione locale non rappresenta più un organismo eletto dal popolo che lavora direttamente per il bene della Città e dei cittadini, ma diventa un mega impresario che tende a fare il bene delle imprese di cui esso stesso è proprietario, controllore e controllato, gestendo, inoltre, sub-appalti con ditte fidate a circolo chiuso, amiche, conosciute, abrogando di fatto il principio delle gare d'appalto "vere"... Tutto ciò rappresenta, ovviamente, un enorme bacino di voti e favori.

Tanto per rendere chiaro: a Roma, sono Società per Azioni di proprietà (dal 70 al 100%) del Comune: ACEA (Fabiani), ACEA ATO2 (Besson), ATAC (Vento), ME.TRO. (Bianchi), TRAMBUS (Morese), Centro Agroalimentare (Biscari), EUR (Cuccia), Fiera di Roma (Toppi), Ag. Regionale Turismo (Alatri), AMA (Hermanin), Roma Multiservizi (Grimaldi), Centrale del latte (Pascale), Risorse RpR (Puro), Roma Entrate (Ferri), GEMMA (Labarile), Le Assicurazioni di Roma (Di Tanno); mentre sono Società a responsabilità limitata (pensate un po'): Servizi Azionista Roma (Perversi), Roma Metropolitane (Testa), Zetema Progetto Cultura (Della Portella),...

Ricordiamo, affinchè qualcuno non creda che le personalità coinvolte in queste Società rappresentino piccoli casi di contorno, solo alcuni casi eclatanti del passato 2007:  Fabiano Fabiani, già presidente dell'ACEA (Energia, teleriscaldamento, acqua e fognature) condivide anche il CDA della Rai. Chicco Testa, Pres. di Roma Metropolitane ha 14 incarichi in CDA diversi privati (Rothschild Italia, Telit...). Tommaso di Tanno (Assic. di Roma) è membro dei Garanti di Roma, pur essendo: nella BNL, Vodafone Omnitel, Caltagirone Holding, BAT Italia e membro di redazione del Bollettino Tributario. Fulvio Vento (Pres. Atac e cons. di Zetama cultura) è manager di molte società private. Vincenzo Gagliani Caputo colleziona incarichi nei collegi dei sindaci di Aziende Comunali.

Questi nomi sono solo la punta di un iceberg..., ma quello che appare aberrante è che questi signori lavorino contemporaneamente nel pubblico e nel privato, essendo, in aggiunta (sic) Garanti in organi di controllo.

A questo punto mi domando: cosa paghiamo a fare tutto il personale del Comune, della Provincia e della Regione? Pulizia è necessaria.


Roberto Pepe – Italia chiama Italia


















































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