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Home / Politica / La Libia non è nuova a minacce e rivendicazioni – di Leonardo Cecca
Tue, 06 May 2008 07:25:00

La Libia non è nuova a minacce e rivendicazioni – di Leonardo Cecca




"Siamo succubi di coloro che ci dettano regole e ci svuotano le tasche anche per il "controllo" degli sbarchi clandestini"

di Leonardo Cecca



Nella storia della Repubblica Italiana ci mancava che qualche cammelliere tronfio per il petrolio ed il  gas ci desse consigli circa la formazione del governo.

Purtroppo la Libia non è nuova a minacce ed a ridicole rivendicazioni. Non apparirebbero strane richieste di risarcimento per le conquiste romane. Purtoppo certe assurde rivendicazioni con il loro strascico di minacce sono solo il frutto della nostra politica internazionale e delle nostre scelte energetiche.

La nostra politica internazionale da qualche decennio è pressoché nulla ed insignificante e, quando ha dato qualche segnale, si è contraddistinta per la ridicola passeggiata del nostro ministro degli esteri a braccetto con gli Hezbollah e per la vergognosa trattativa che portò alla liberazione di cinque terroristi tagliagole.

Le nostre scelte energetiche sono state ancora più disastrose: gente illuminata aveva convinto gli italiani che era più saggio disfarsi delle centrali nucleari e più conveniente comprare energia elettrica dai francesi e dagli svizzeri che la producevano con centrali nucleari a ridosso dei nostri confini. Se non è ottusità è soltanto una scelta demenziale.

Morale della favola, siamo succubi di coloro che ci dettano regole e ci svuotano le tasche anche per il "controllo" degli sbarchi clandestini. Dire che siamo ridotti maluccio è essere ottimisti. Speriamo che il nuovo Presidente incaricato tiri diritto sia in base alle promesse elettorali sia agli accordi con Lega ed AN ed intraprenda una politica estera ed energetica degna di un paese che pomposamente siede al G8.

Leonardo Cecca – Italia chiama Italia


















































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