Inizieranno oggi pomeriggio le consultazioni per la formazione del nuovo Governo. A partire dalle 16, il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, riceverà i presidenti del Senato e della Camera, cui seguiranno i rappresentanti dei gruppi parlamentari, fino al pomeriggio di mercoledì, quando sentirà i presidenti Emeriti della Repubblica.
Nel pomeriggio di venerdì 9 maggio, quindi, è molto probabile che il nuovo esecutivo giuri davanti al Presidente della Repubblica. Napolitano potrebbe infatti conferire l’incarico a Silvio Berlusconi già la sera di mercoledì: allora il leader del PdL avrà altre 48 ore per mettere a punto la sua squadra, presentandosi al Quirinale per sciogliere la riserva. Una volta sciolta, il neopremier e i suoi ministri torneranno al Colle per giurare e avviare finalmente il governo della XVI legislatura.
IL WELFARE. Il nodo principale da sciogliere resta quello sul Welfare, un ministero che Alleanza nazionale vorrebbe per sé e, nello specifico, per Andrea Ronchi, attuale portavoce del partito. A dichiararlo è stato ieri Italo Bocchino: “Non c’è alcuna disponibilità da parte di An a veder compressi i proprio spazi. Tanto più se questo si collega alla nostra vittoria al Comune di Roma”. A rincarare la dose, Ignazio La Russa: “Non appartiene ad An una trattativa con i diktat. A noi appartiene solo il ragionamento. E ragionando si può benissimo capire che il welfare possa trovare in altri uomini di An al posto di Alemanno un ministro idoneo. Non ci sono segreti ormai: il nome in pole position è quello di Ronchi. Però – ha ripetuto – noi non facciamo diktat. Se hanno ipotesi diverse ce le propongano e ne discutiamo”.
Non sembra cedere Silvio Berlusconi: da indiscrezioni pare che il Cavaliere non abbia alcuna intenzione a mollare la presa. Lui al Welfare preferirebbe Maurizio Sacconi, anche se taluni fanno invece il nome di Guido Crosetto, che ha spopolato in Piemonte. D’altra parte ad Alleanza Nazionale andrebbero comunque due ministeri importanti: la Difesa (proprio a La Russa) e le Infrastrutture (ad Altero Matteoli).
Lanciata anche un’ipotesi alternativa: “spacchettare” il ministero. In poche parole, se i candidati per una sola sedia sono troppi, allora se ne può aggiungere un’altra: così il Welfare vero e proprio andrebbe a Sacconi, e la Solidarietà sociale a Ronchi.
LA GIUSTIZIA. C’è poi il problema del Ministero della Giustizia: una querelle tutta interna a Forza Italia, visto che i papabili Guardasigilli sono Elio Vito, Marcello Pera e Angelino Alfano, oltre all’ex ministro dell’Interno, Claudio Scajola. Il primo, nel pomeriggio di ieri, sembra essersi sottratto alla competizione, autocandidandosi per un altro incarico: “Mi piacerebbe continuare ad avere un buon rapporto con il Parlamento – ha detto – chissà che non continui a farlo”. Alcune voci, accreditano invece un Guardasigilli di Alleanza Nazionale e, nella fattispecie, Alfredo Mantovano, uomo molto vicino all’attuale sindaco della capitale.
GLI ALTRI MINISTERI. Dati invece per certi Giulio Tremonti all’Economia, Franco Frattini agli Esteri e, come detto, Ignazio La Russa alla Difesa e Altero Matteoli alle Infrastrutture. Dunque ultime limature e ancora qualche tassello da sistemare, ma “Berlusconi – spiegano dall’entourage di Forza Italia – ha ormai il quadro piuttosto chiaro”.
Valentina Dello Russo - Italia Chiama Italia