La crisi petrolifera potrebbe essere alle porte, perchè il prezzo del brent sui mercati finanziari sta, pericolosamente, mettendo in difficoltà tutte le economie mondiali dei Paesi industrializzati.
Nel momento in cui stiamo scrivendo, il prezzo del petrolio a New York è ormai ben oltre i 120,00 $ al barile pari a 77,92 euro e, per fortuna, il SUPER EURO sta contenendo, in parte, il costo dei carburanti, ma la crescita esponenziale del prezzo del greggio in questi ultimi 12 mesi ha fatto lievitare i prezzi dei carburanti e, di conseguenza, l’inflazione in maniera quasi incontrollata, nonostante gli inutili tentativi della BCE di provare a frenarla.
La tabella che segue mostra le variazioni dei prezzi della benzina verde e del diesel dal 2001 ad oggi :
Anno Benzina Verde % Diesel % Differenza prezzi Benzina/Diesel %
2001 1,039 0,00% 0,916 0,00% -0,123 0,00%
2002 0,999 -3,85% 0,828 -9,61% -0,171 39,02%
2003 1,083 4,23% 0,909 -0,76% -0,174 41,46%
2004 1,046 0,67% 0,884 -3,49% -0,162 31,71%
2005 1,128 8,57% 1,034 12,88% -0,094 -23,58%
2006 1,231 18,48% 1,133 23,69% -0,098 -20,33%
2007 1,234 18,77% 1,133 23,69% -0,101 -17,89%
2008 1,435 38,11% 1,414 54,37% -0,021 -82,93%
* le rilevazioni sono state effettuate il primo giorno di ogni anno, e nel 2008 le rilevazioni sono di pochi giorni fà(Fonte www.prezzibenzina.it)
Quello che emerge dalla tabella non lascia presagire nulla di buono; il prezzo della benzina verde dal 2001 ad oggi è cresciuto del 38%, mentre quello del diesel del 54%, la differenza prezzo tra i due tipi di carburante è passata dai 0,171 centesimi di euro del 2001 agli 0,021 centesimi di euro di oggi con una riduzione della differenza dell’83% rispetto a 7 anni fa.
Ma cosa è successo in questi ultimi 7 anni? Le immatricolazioni di veicoli diesel sono cresciute in relazione alle nuove tecnologie produttive con motorizzazioni a gasolio sempre più potenti e sempre più contenute nei consumi, mentre le immatricolazioni di vetture a benzina, in percentuale, sono diminuite; quindi le compagnie petrolifere hanno ridotto il GAP, la differenza prezzo che esisteva nel 2001 trai i due tipi di carburante, “quasi eliminandola”, per compensare la perdita di profit ricavata dalla benzina.
Gli incrementi prezzo dei carburanti più significativi sono del 2006, del 2007 e del 2008, cioè durante gli anni in cui era al governo Prodi e la sua squadra di ministri. Certo non si può affermare che sia del Governo Prodi la responsabilità dell'incremento esponenziale del prezzo del petrolio, ma è sua la responsabilità di non aver preso decisioni che avrebbero potuto evitare l’aumento incontrollato dei prezzi dei carburanti, delle materie prime e delle merci.
Le tabelle che seguono indicano approssimativamente quanto l'Erario incassava per ogni litro di carburante fino al 2007 e quanto invece entra oggi nelle sue casse. Fino al 2006 le accise e l'IVA incidevano sui costi del carburante per circa 70-75 centesimi di euro al litro, ma dal 2006 la parte destinata alle Entrate è aumentata significativamente ed il Governo ne ha preso i benefici, senza fare nulla per i consumatori e sopratutto per l'economia. Il 90% delle merci e delle materie prime si sposta su gomma; sarebbe stato pertanto opportuno analizzare meglio questi numeri ed evitare l'incremento dei costi di trasporto e di tutto il resto. Il prezzo dei carburanti è indicativamente composto dal 20% di IVA dal 50% circa di accise e dal 30% circa dal costo industriale di produzione, quanto incassava l’Erario per ogni litro di carburante venduto nel 2001 e quanto incassa oggi:
BENZINA VERDE
Anno IVA ACCISE Totale Imposte Costo industriale
2001 0,208 0,520 0,727 0,312
2002 0,200 0,500 0,699 0,300
2003 0,217 0,542 0,758 0,325
2004 0,209 0,523 0,732 0,314
2005 0,226 0,564 0,790 0,338
2006 0,246 0,616 0,862 0,369
2007 0,247 0,617 0,864 0,370
2008 0,287 0,718 1,005 0,431
DIESEL
Anno IVA ACCISE Totale Imposte Costo industriale
2001 0,183 0,458 0,641 0,275
2002 0,166 0,414 0,580 0,248
2003 0,182 0,455 0,636 0,273
2004 0,177 0,442 0,619 0,265
2005 0,207 0,517 0,724 0,310
2006 0,227 0,567 0,793 0,340
2007 0,227 0,567 0,793 0,340
2008 0,283 0,707 0,990 0,424
E’ pertanto necessaria una defiscalizzazione radicale dei prezzi dei carburanti… non quindi 2 centesimi al litro, come fu approvato nel decreto legge varato dal Consiglio dei Ministri Prodi nei primi mesi del 2008 (decreto ora scaduto e non rinnovato).
Per frenare l’inflazione è necessario agire subito. Gli analisti non prevedono una diminuzione del greggio nei prossimi due anni anzi, alcuni parlano del costo del barile a 150$. Le somme che l’erario sta incassando oggi in più dovrebbero essere restituite al contribuente ed all'economia in generale. Come? Ad esempio, eliminando il bollo auto (tassa di proprietà) sulle vetture.
Le imposte e le accise sui carburanti possono coprire il gettito d’imposta attuale del bollo auto e ci sarebbe anche una distribuzione proporzionale delle imposte in relazione all’uso del veicolo; cioè più usufruisco dei servizi stradali, più pago.
Il bollo auto è un’imposta patrimoniale, colpisce il proprietario del veicolo considerando la proprietà di una vettura come un lusso (è proporzionale ai Kilowatt dell’auto). Francamente, il proprietario di un’auto utilitaria o chi acquista una vettura di classe media lo fa perché ha necessita di spostarsi in autonomia, difficile vederlo come un lusso. Certo diversa cosa è chi si compra una Super Car, ma in questo caso una soluzione si potrebbe, comunque, trovare, come ad esempio far pagare al proprietario una “luxury tax” in fase di acquisto.
Nel frattempo auguriamoci che il nuovo Governo Berlusconi agisca, sin da subito, adottando provvedimenti che tengano conto dell’interesse dei cittadini e delle imprese.
Max Farina - Italia chiama Italia