Non c'è nessun teroretto, e per l'Italia saranno tempi difficili, di rinunce e sacrifici. Questo il succo del messaggio di Giulio Tremonti, ministro dell'Economia. "Posso escludere che abbiamo un 'tesoretto'". Lo ha detto Tremonti, durante la trasmissione "In mezz'ora": intervistato da Lucia Annunziata - in onda domani su Raitre - interviene sull'ipotesi di un extragettito che possa servire da copertura per i provvedimenti che il primo Consiglio dei ministri esaminerà per mantenere gli impegni presi in campagna elettorale.
"L'andamento delle entrate - rileva il titolare del dicastero di via XX Settembre - non è buono. Basta guardare all'andamento dell'Iva sugli scambi interni che è negativo perché l'economia va male. Perciò il 'tesoretto' è zero". Il ministro osserva che "sui conti pubblici c'è un controllo assoluto, ci sono molti occhi sopra". Quindi "chiederemo agli istituti nazionali e internazionali una valutazione aggiornata".
Insomma, la situazione economica del Paese non è delle migliori. "Ci sarà una situazione non facile - spiega - e non tanto per colpa del governo Prodi, anche se Prodi ha fatto l'errore di non capire come andava il mondo, dal caro vita all'andamento dei prezzi del petrolio. E' stato imprudente: quando la stagione era buona ha fatto la cicala e non la formica...".
Sacrifici da fare, quindi, ma il ministro esclude che a farli saranno "i poveri". Viceversa si annunciano misure più severe ''per banche e petrolieri. Le prime - precisa Tremonti - dovranno cominciare a pagare più tasse se non abbasseranno i mutui alle famiglie, mentre i petrolieri guadagnano di più perché è aumentato il prezzo del petrolio".
Quanto alla vertenza Alitalia, Tremonti spiega: "Il rischio per la nostra economia che la compagnia di bandiera finisse in mano ad un concorrente nel turismo è stato evitato; per Alitalia noi cerchiamo una soluzione fondamentalmente italiana e fondamentalmente privata. Se non funziona, vedremo".
"Che passi ho fatto su Alitalia? Per il momento quelli per entrare in ufficio" premette il titolare del dicastero di via XX Settembre spiegando di "non avere ancora guardato le carte". Di certo, spiega, "ho perso tempo per mettere sulla scrivania il barattolo della Cirio come monito per il Tesoro della difesa dei risparmiatori".
Sull'ipotesi che lo Stato 'ricompri' Alitalia, il ministro afferma: ''Spero di no; l'impegno preso dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è per una cordata italiana e molti imprenditori sono interessati''.
Ancora Tremonti precisa che sarà il primo Consiglio dei ministri operativo del governo Berlusconi quello che si svolgerà a Napoli non la prossima settimana, ma quella successiva, cioè dal 19 al 25 maggio.
In agenda del quarto esecutivo del Cavaliere c'è il provvedimento sugli straordinari, sul quale "dovremo confrontarci con il sindacato". Poi il Cdm discuterà un provvedimento "molto importante" sulla sicurezza ma anche altri punti tra cui il completamento dello sgravio dell'Ici per la prima casa. Per quanto attiene la copertura "quando avremo una base di valutazione più precisa ci ragioneremo", escludendo comunque che esista il cosiddetto 'tesoretto'.
Via XX Settembre non risparmia una battuta sul 'governo ombra', varato ieri dal leader del Pd Walter Veltroni. "Mi sembra una squadretta d'allenamento, ma serve anche quello".
Il responsabile dell'Economia ribadisce che la Costituzione "va cambiata", perché "come e' stata modificata nel 2001 e come è adesso blocca il Paese". Secondo Tremonti, comunque, "e' fondamentale modificarla insieme all'opposizione". Inoltre "a partire dall'autunno bisogna mettere in campo il federalismo fiscale", conclude il ministro.
Il 'ministro-ombra' dell'Economia: ''Se i soldi non ci sono, Tremonti dovrà ridurre di 4 miliardi la spesa corrente''
''La questione è molto semplice: se i soldi ci sono molto presto faranno quello che hanno annunciato in campagna elettorale e cioè la detassazione degli straordinari e l'abolizione di metà dell'Ici, perché l'altra metà è stata già abolita dal governo Prodi. Se i soldi non ci sono Tremonti dovrà ridurre di 4 miliardi la spesa corrente''. Sono parole dell'ex ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, che così replica alle parole del titolare del dicastero di via XX settembre Giulio Tremonti sul tesoretto. 'Vvedremo ben presto se il tesoretto c'è o non c'è'', osserva Bersani.
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