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Sun, 11 May 2008 12:41:00

Gianfranco Fini lascia la presidenza di Alleanza Nazionale


Gianfranco Fini


''Non siamo più figli di un Dio minore''. Il presidente della Camera lascia dopo 18 anni la presidenza: arrivare a ricoprire la terza carica dello Stato, è, secondo Fini, "l'ultimo atto di una strategia politica scaturita dall'intuizione di Fiuggi''. In conclusione, un ideale omaggio alla memoria di personalità come Pinuccio Tatarella o Marzio Tremaglia "che non hanno potuto gioire con noi".




 

Gianfranco Fini  lascia dopo 18 anni la presidenza di Alleanza nazionale. Ha fatto oggi la sua ultima relazione da presidente dell'assemblea nazionale, riunita all'hotel Summit di Roma.n''Non siamo più figli di un Dio minore. È stata ricomposta una frattura'', ha detto.

La vittoria del Pdl alle elezioni, l'affermazione di Alleanza nazionale nel dibattito politico con un ruolo centrale nonché l'arrivare a ricoprire "la terza carica dello Stato da parte di una persona che è espressione di una parte politica ben precisa" è stato, ha spiegato, "l'ultimo atto di una strategia politica scaturita dall'intuizione di Fiuggi'', e che era a fondamento del documento base di Alleanza nazionale" per cui "l'obiettivo era di diventare sempre più centrali nel dibattito politico e far venire meno la condizione di minorità politica della destra".

Il presidente della Camera, in vista della nascita del Pdl, ha indicato come reggente del partito ''Ignazio La Russa con un comitato di reggenza formato da Alemanno, Ronchi, Lamorte e Matteoli, insomma il gruppo dirigente di questi anni".

L'assemblea nazionale di An ha accolto le dimissioni da presidente di Fini e nello stesso tempo ha eletto il neo ministro della Difesa reggente. "Fini non sarà più presidente ma a maggior ragione sarà leader del partito", ha osservato da parte sua La Russa, che ha detto di sentirsi "non come notaio liquidatore ma come levatrice che farà nascere una nuova realtà politica" ossia quella del partito del Popolo della libertà.

Nella sua relazione Fini, alla guida dal 1995 del partito nato a Fiuggi con l'obiettivo di costruire una destra moderna, ha voluto "ringraziare gli elettori che hanno creduto nel nostro progetto in tutti questi anni" e che hanno scommesso "sul popolo della libertà, molto più di altri dirigenti che ne hanno scoperto l'importanza solo dopo avere avuto la certezza di essere nelle liste o di essere destinati a ruoli di governo".

"Possiamo dire - ha affermato Fini - di aver visto giusto. E diamo atto a Berlusconi e Bossi di avere saputo cogliere il momento, di aver dimostrato che l'alleanza nata nel '94 era e sarà l'unica fondata alternativa per quegli italiani che, non solo volevano liberarsi del governo Prodi, ma che non si riconoscono affatto nelle ragioni e negli atteggiamenti della sinistra".

Quindi ha lodato "il discorso pronunciato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del 'Giorno della memoria''' come ''un atto di verità esemplare per chiarezza su quel passato. ''Bene ha fatto Maurizio Gasparri - ha aggiunto - a definirlo meritevole di essere scolpito negli annali della Repubblica".

Gianfranco Fini ha voluto inviare un ideale omaggio alla memoria di personalità come Pinuccio Tatarella o Marzio Tremaglia "che non hanno potuto gioire con noi" nei giorni della vittoria elettorale e dell'elezione del leader alla presidenza della Camera. L'assemblea nazionale di An è stata aperta da Franco Servello che ha dedicato questa giornata alla memoria di Giorgio Almirante di cui quest'anno ricorrono i vent'anni dalla morte.

Fini, ricordando Marzio Tremaglia, indirettamente ha voluto senz'altro anche ringraziare Mirko, il padre di Marzio, al quale il presidente è molto legato e affezionato, da sempre.


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