Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro dell'Interno Roberto Maroni
il discorso di Silvio Berlusconi è piaciuto molto al Pdl, ma è stato anche apprezzato dal PD e dagli imprenditori. Il Cavaliere ci crede davvero. E si mostra convinto che adesso ''con il Pd si può veramente avviare un dialogo''. Tanto che il Premier riconosce di aver ''apprezzato particolarmente'' l'intervento pronunciato da Piero Fassino, che ''mi è sembrato - sottolinea il Cavaliere - sincero e non un'apertura di facciata''
di Camillo Giulia
Che il discorso del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, fatto in Parlamento per illustrare il programma di Governo in vista del voto di fiducia, raccolga consensi dai rappresentati del Pdl, non desta sorpresa. Tutto il Pdl plaude compatto e convinto. Plaude alla ''concretezza'' dei propositi ed al ''forte appello al dialogo'' rivolto dal Premier Silvio Berlusconi all'opposizione. Plaude alla ''nascita della Terza Repubblica'' che sta tutta ''negli applausi condivisi e, per la prima volta nel rispetto e nel silenzio dell'opposizione'', come riconosce il Segretario della Dca, Gianfranco Rotondi. E plaude, come fa il capogruppo del Carroccio, Roberto Cota, che sintetizza con un'osservazione: ''Sette anni fa Berlusconi non avrebbe parlato cosi'''. Segno che ''i tempi sono cambiati'' e che forse, ''questa è la volta buona''. Ovvio per le riforme in senso federalistico, ma non solo.
Ma l'adesione compatta e l'apprezzamento senza riserve testimoniano una condivisione che aspetta soltanto di essere messa alla prova dei fatti.
''Il discorso di Berlusconi è in sintonia con il clima di dialogo che si vuole costruire'' dichiara il Presidente del Senato, Renato Schifani. ''Ottima l'apertura di dialogo con l'opposizione'' anche per il Ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, di An, che riconosce nella ''concretezza'' dello speach del Premier un orizzonte assai più ampio delle sole riforme istituzionali, che tende ad allargarsi verso i fronti di tutte quelle ''misure che bisognera' approvare per far crescere l'economia del Paese, che tra le priorità è certamente la più importante''.
Dalla Lega Nord il Ministro alla Semplificazione, Roberto Calderoli, non si pone troppi problemi; va dritto al sodo e tiene i piedi ben saldi a terra. Berlusconi si presenta in versione soft? ''Per me non è mai stato cattivo''. Regole condivise? ''Dopo la stagione degli scontri, dei nulla di fatto, c'è la necessita' di scrivere regole comuni e questo va fatto insieme''. E' insomma avviata l'era della pacificazione? ''Tra 4 anni potremo anche riprenderci a cazzotti, ma ora c'è il problema delle regole comuni, da fare insieme''. La mano pertanto è tesa.
Da Berlusconi è giunto un ''discorso chiaro, carico di fiducia per un lavoro sereno e costruttivo con l'opposizione per il bene del Paese'', come sottolinea il capogruppo al Senato Pdl, Maurizio Gasparri di AN, che non manca di aggiungere l'auspicio che '' il sentito appello alla responsabilità sia accolto da tutti''.
Per non lasciare dubbi di sorta, è l'azzurro Fabrizio Cicchitto, che aggiunge: ''Anche le critiche aiutano a fare chiarezza''. Il riferimento è al leader Idv, Antonio Di Pietro, per le sue dichiarazioni particolarmente negative "Il discorso del Presidente del Consiglio al Parlamento per chiedere la fiducia al suo Governo, in puro stile 'papista' e pseudobuonista, ricorda tanto la favola del ragno che invita la mosca nella propria ragnatela. Non so se il Partito democratico farà l'allocco e ci cadrà, ma certamente non lo faremo noi dell'Italia dei Valori". "Diversa è la posizione del Pd, che sembra aver compreso che quella proposta dal Berlusconi - continua ancora Cicchitto - non è alcuna operazione consociativista, ma solo la constatazione che ''un dialogo con l'opposizioone è necessario. Senza demonizzare l'avversario''. Ben venga dunque anche il governo ombra, che ''è un fatto positivo perchè renderà più facile il confronto, laddove ci sono responsabilità precise sulle diverse materie''.
''Con il discorso di oggi Silvio Berlusconi si e' presentato al Paese ed al Parlamento con un taglio nuovo, positivo e concreto - sintetizza per tutti ItaloBocchino, Presidente vicario dei deputati Pdl, di matrice An - superando vecchi schematismi, facili appelli al miracolo e utopici progetti''.
Silvio Berlusconi ci crede davvero. E si mostra convinto che adesso ''con il Pd si può veramente avviare un dialogo''. Tanto che il Premier riconosce di aver ''apprezzato particolarmente'' l'intervento pronunciato da Piero Fassino, che ''mi è sembrato - sottolinea il Cavaliere - sincero e non un'apertura di facciata''
Per quanto riguarda poi le riforme istituzionali, sono stati gli elettori italiani ad avviare di fatto il processo, con il risultato elettorale di Aprile. Un risultato, quello del voto politico, che rende ''più chiaro, più efficiente e controllabile il governo del Paese''. Ora, dopo le indicazioni venute dai cittadini, tocca al Parlamento realizzare il progetto delle modifiche istituzionali e gli auspici, in questa direzione, sembrano essere buoni. Modifiche che sono, dopo la lunga fase di divisione del passato, ''sostanzialmente condivise da una larga maggioranza in questo Parlamento''.
Silvio Berlusconi affronta in questi termini, nel suo intervento programmatico alla Camera, il delicato tema delle riforme. Il premier non ha dubbi, ''la riforma dettata dal voto ha lineamenti che ai miei occhi, e non solo ai miei occhi risultano chiarissimi''. Gli elettori, sottolinea, ''hanno ridotto drasticamente'' la frammentazione politica e hanno scelto ''con nettezza'' una maggioranza di governo e una opposizione, ''ciascuna con le proprie idee e passioni, ciascuna con la propria leadership''.
Il voto, afferma con enfasi il Premier, ''è stato un messaggio univoco alla classe dirigente, è stata la prima grande riforma di tante altre che sono necessarie''. Gli italiani hanno chiesto di far funzionare le istituzioni della Repubblica, ''ci hanno ordinato'' di ridurre ''l'area della vanità e della cosiddetta visibilità della politica dei partiti'', di ''realizzare in fretta quanto promesso''.
L'elenco delle modifiche istituzionali da apportare ''è noto'', sostiene Berlusconi affermando che ''un lavoro comune'' di definizione legislativa ''è stato gia' fruttuosamente compiuto''. Nell'elenco è compreso, tra l'altro, il rafforzamento dei poteri dell'esecutivo e della sua guida, ''contestuale a un robusto incremento della capacità di controllo delle assemblee elettive, anche attraverso modifiche dei regolamenti parlamentari''. Ed ancora, la diminuzione sensibile del numero degli eletti e la definizione di compiti diversi per le due Camere; un assetto federalista dello Stato che superi le difficoltà incontrate con al riforma del Titolo V della Costituzione; una riconsiderazione attenta e condivisa della legge elettorale, ''anche nella prospettiva del referendum pendente per la prossima primavera''. Berlusconi non dimentica, parlando di riforme, di citare il federalismo fiscale.
Far crescere il Paese vuol dire, fra l'altro, ''incentivare forme di autogoverno federalista indispensabili a un'evoluzione unitaria della Repubblica, a partire dal federalsimo fiscale solidale''. Su tutto questo, assicura Berlusconi, ''noi siamo a disposizione, noi siamo pronti. Il dialogo può e deve cominciare da subito, non appena il governo sarà nel pieno possesso delle sue attribuzioni, all'indomani del voto di fiducia''. Nessuno, conclude, ''deve sentirsi escluso''.
Luca Cordero di Montezemolo, Presidente uscente di Confindustria, ha detto: "Gli imprenditori giudicano i governi non per quello che sono ma per le cose che fanno. Oggi è importante avere piena consapevolezza della situazione che vede un netto peggioramento delle prospettive di crescita della nostra economia. L'Italia ha bisogno di grandi riforme per riprendere il cammino dello sviluppo, il nostro Paese non merita di essere fanalino di coda dell'Europa. Registro con piacere alcuni segnali importanti come l'attenzione a problemi come la volontà di usare la leva fiscale per pagare di più chi lavora di più. Non posso che sottolineare l'impegno del Presidente del Consiglio per la sicurezza e la lotta alla criminalità. Infine mi sembra molto importante il clima di rispetto reciproco fra maggioranza e opposizione. E' un buon punto di partenza".
Chi ha orecchie per intendere, intenda. La linea politico-programmatica è molto chiara.