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Home / Politica / Vincenzo Visco a Ballarò: "La situazione economica è seria"
Tue, 13 May 2008 21:54:00

Vincenzo Visco a Ballarò: "La situazione economica è seria"




"Servono politiche di sostegno ai redditi più bassi". Ma era stato già Giulio Tremonti a dire che l'Italia deve essere pronta a fare sacrifici, se vuole davvero crescere.




In una intervista per la trasmissione di Rai Tre, Ballarò, in onda questa sera, l'ex viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco, afferma: "La situazione è molto seria sia sul lato della finanza pubblica sia sul lato dell'economia reale, sia soprattutto sul versante sociale perché questo aumento dei prezzi dell'energia e degli alimentari pesa molto". Visco auspica che dal nuovo governo "non vengano fatti danni irreparabili".

E aggiunge: "Ci sarebbe bisogno di fare politiche consapevoli di distribuzione e di sostegno ai redditi più bassi che sono molto difficili in un contesto in cui l'economia non cresce".

Visco, nel corso dell'intervista, si dice "molto preoccupato" per la situazione dell'Italia. "Il Paese - dice - è in condizioni molto preoccupanti, il paese nel suo complesso, e che sono ormai quasi 15 anni che siamo in una situazione di stagnazione sistematica, perdiamo terreno nei confronti di tutti gli altri paesi europei, abbiamo difficoltà a competere, non aumenta la produttività come dovrebbe".

Insomma, sottolinea Visco, sono tutti problemi strutturali di fondo che richiedono politica a medio termine, politiche che non danno voti nel breve periodo. Quindi sono le politiche più difficili da fare, perchè qui si vota sempre e quindi i politici e i partiti cercano il consenso a breve termine, mentre quelle da fare sono cose che danno risultati a medio e lungo termine".

A proposito delle dichiarazioni di Epifani che nei giorni scorsi ha detto che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, 'comincia male', Visco risponde: "Tremonti attua il programma del Pdl, quindi se comincia male è perché il programma non andava bene. Dal punto di vista di Epifani almeno. Comunque vedremo quello che succederà".

Dialogo sì, dunque, ma l'opposizione non rinuncia al suo ruolo critico, e non rinuncia a farsi sentire. Anche se lo stesso ministro dell'Economia Giulio Tremonti nei giorni scorsi aveva già ammesso che la situazione economica dell'Italia non era buona, e che il nostro Paese per puntare a crescere avrebbe dovuto affrontare anche dei sacrifici.

I temi economici restano quindi una questione centrale per l'Italia e per la politica nazionale, insieme a quello della sicurezza e dell'immigrazione.

LETTA E DI PIETRO DIVISI SU DISCORSO PREMIER

 La domanda di Giovanni Floris forse lo coglie di sorpresa, ma il ministro ombra del welfare Enrico Letta non si sottrae, e alla domanda del conduttore di 'Ballarò' che gli chiede se "c'è qualcosa che non gli è piaciuto del discorso di Berlusconi oggi", risponde semplicemente: "No", ricordando che "il discorso ci ha stupito, visto il livello di scontro e contrapposizione al quale siamo abituati".

L'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio trova il discorso simile a quello "che farebbe un altro primo ministro in un altro paese europeo", e dice di augurarsi che, non dovendo pensare alle prossime elezioni, Berlusconi sia "libero di poter fare quelle scelte di carattere istituzionale che in passato non ha fatto". Ma, precisa, "il discorso è piaciuto, i primi fatti no: dalla nomina dei presidenti delle Camere al commissario europeo, tutte fatte in una logica interna alla maggioranza".

Di tutt'altro tenore l'intervento di Antonio di Pietro: alla domanda se si fida di Berlusconi, il leader dell'Idv risponde alla sua maniera: "Manco per niente. Prendo atto dell'apertura di credito che gli ha fatto il Pd, la rispetto, ma è bene che si sappia che accanto al governo ombra ci sarà un'opposizione vera, determinata". Questo perché Berlusconi, sottolinea Di Pietro, non ha parlato di temi chiave come il conflitto d'interessi, le tv, la giustizia frenata dalle "leggi-vergogna", e quindi, "egli prega Dio ma poi frega i vivi".

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