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Home / Politica / "Dialogo con Veltroni ma senza intrighi" Il governo ottiene la fiducia al Senato
Fri, 16 May 2008 08:04:00

"Dialogo con Veltroni ma senza intrighi" Il governo ottiene la fiducia al Senato



Berlusconi: "Con l'opposizione vorrei che si stabilisse una pratica di incontri continuativi". Ciampi diserta il voto. Cossiga: sì alla fiducia ma fermate Maroni, poi attacca Di Pietro e Travaglio.



Il quarto governo Berlusconi ha ottenuto ieri la fiducia anche al Senato, il conteggio dei voti durante la prima chiama ha consentito di verificare infatti che è stato superato il quorum di 162 voti: 173 sì, 137 no e 2 astenuti. Dei senatori a vita hanno votato sì Cossiga e Andreotti, Colombo si è astenuto (in senato equivale a un voto contrario), mentre non hanno partecipato al voto Ciampi, Levi Montalcini, Pininfarina e Scalfaro. Anche il senatore del Pdl, Beppe Pisanu (ex ministro dell'Interno) non ha votato anche se era intervenuto durante il dibattito nella mattinata. Pisanu ha però precisato di non averlo fatto per un motivo "puramente accidentale", prendendo la parola in Aula a Palazzo Madama dopo la proclamazione del voto. "Ovviamente - ha aggiunto Pisanu - il mio voto sarebbe stato favorevole. Chiedo che questa mia dichiarazione venga messa agli atti".

Il Cavaliere: "Democrazia bipolare possibile" Berlusconi, nella mattinata, si è detto soddisfatto del dibattito: "È stato un dibattito in cui tutti sono entrati nel merito e nessuno ha fatto attacchi personali. Mi ha fatto sentire che è possibile un sogno di una democrazia bipolare". E' stato molto soddisfatto di questa "novità" il presidente premier e nel suo intervento di replica lo ha ribadito, confermando le aperture all'opposizione già annunciate alla Camera e sancite dalla stretta di mano con Veltroni: "Finalmente una destra occidentale liberale e democratica - ha aggiunto - e una sinistra libera da atteggiamenti giustizialisti". Il presidente del Consiglio ribadisce l’impegno al dialogo con il leader del Pd confermando un primo incontro entro questa settimana.

"Incontri continuativi ma senza intrighi consociativi" E ha aggiunto: "Vorrei che si stabilisse una pratica di incontri continuativi". "Auspico pertanto che il dialogo possa continuare a svolgersi come in questi giorni in un clima di serenità e correttezza istituzionale, senza ambiguità e alla luce del sole, senza confusione di ruoli, senza sospetti senza intrighi consociativi".

Necessario non perdere tempo "Finalmente, anche grazie alla semplificazione del quadro politico, si sta creando un clima nuovo senza confusioni di ruoli. C’è una situazione estremamente difficile del Paese e non bisogna perdere tempo in contrapposizioni pregiudiziali".

I primi interventi del governo "A Napoli vareremo per decreto le prime misure annunciate in campagna elettorale, sulle due priorità: sicurezza dei cittadini e sostegno alle famiglie penalizzate dal carovita". Berlusconi ha precisato che si interverrà "per rinforzare i redditi da lavoro e l'abolizione dell’ici sulla prima casa".

Autoironia sull'altezza Nella breve replica il premier ha fatto anche una battuta sulla sua statura. Rivolgendosi al senatore democratico Enrico Morando ha detto: "Lei senatore ha osservato che nel mio discorso alla Camera ho ripetuto molte volte la parola 'crescere'. Forse perché - ha aggiunto Berlusconi - ce l’ho dentro visto che dicono che sono nano". Il Cavaliere mentre parlava ha sollevato il braccio per indicare una persona alta suscitando l’ilarità dell’assemblea.

Ciampi: non partecipo al voto "Dichiaro che intendo astenermi dal voto di fiducia e siccome, per il regolamento del Senato, una astensione equivale a un voto negativo, la mia decisione si tradurrà in una non partecipazione al voto". Così il presidente emerito della Repubblica e senatore a vita, Carlo Azeglio Ciampi, ha espresso, intervenendo nell’aula del Senato, la sua volontà di non partecipare al voto di fiducia al governo Berlusconi. Ciampi ha spiegato di riservarsi "di valutare di volta in volta i provvedimenti del Parlamento" e ha sottolineato la necessità del dialogo tra poli "per raggiungere con il più largo consenso possibile la riforma delle istituzioni", formulando un augurio molto preciso al governo: "Gli auguro che i provvedimenti che adotterà corrispondano ai propositi che ha manifestato nell’interesse del Paese".

Cossiga: sì alla fiducia, ma fermate Maroni Francesco Cossiga voterà la fiducia al governo Berlusconi, "perché non credo - ha detto - che ci possiamo permettere il lusso di aspettare"; ma la fiducia dell’ex capo dello Stato non va al ministro dell’Interno Roberto Maroni. "Chiarisco - ha detto in dichiarazioni di voto nell’Aula del Senato - che non intendo concedere la fiducia politica e morale nei confronti di quel ministro dell’Interno che oggi dice cose intollerabili per me cristiano e antirazzista. Mi auguro solo che il presidente del Consiglio non gli dia retta, anche perchè le cose che dice sono inattuabili". L’ex capo dello Stato è giunto in Aula a palazzo Madama aiutandosi con una stampella e con un vistoso collare. Appena è entrato ha avuto uno scambio di battute con il ministro della Giustizia Angelino Alfano, ed è stato notato un suo diverbio con il ministro delle Riforme Umberto Bossi.

Bossi: Bobo è un bravo ragazzo... "Cossiga a volte esagera", ha risposto così il leader della Lega, Umberto Bossi, ai giornalisti ce nel Transatlantico del Senato gli chiedono un commento sulle parole del senatore a vita, Francesco Cossiga, che oggi nell’aula di Palazzo Madama ha criticato il neo-ministro dell’Interno, Roberto Maroni. "Cossiga lo aveva detto anche a me - racconta Bossi - e gli avevo suggerito di non dirlo. Secondo lui, quando mi sono ammalato Maroni voleva accoltellarmi alle spalle, ma Bobo è un bravo ragazzo, è un mio amico dall’inizio".

"L'Idv è l'Italia dei disvalori" Cossiga ha anche attaccato Di Pietro. Ricordando di aver votato per Berlusconi in passato una sola volta "per salvare le istituzioni stremate dallo tsunami provocato da un gruppo di avventurosi magistrati", Cossiga ricorda che gli ideali di quei giudici "li vedo purtroppo oggi rappresentati anche in quest’aula da un gruppo più che chiamarsi Italia dei valori dovrebbe chiamarsi Italia dei disvalori. Un gruppo di senatori d’accatto eredi dei principi dell’inquisizione". Cossiga attacca anche il giornalista Marco Travaglio: "Che è un autentico mascalzone non lo dico io ma un autorevole esponente dei Ds".

(ilgiornale.it)


















































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