Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, è stato ospite della puntata di questa sera di Porta a Porta. Nel salotto di Bruno Vespa, fra gli altri, anche Pierferdinando Casini, leader Udc.
"Se la Nato chiedera' all'Italia maggiore impegno in Afghanistan, il governo valuterà", ha detto La Russa, parlando di Medio Oriente. "Il nostro compito da raggiungere - ha spiegato - e' la ricostruzione dell'Afghanistan. Se per raggiungere questo obiettivo ci chiedessero maggiore impegno, avremmo il dovere di valutare che impegno ci chiedono. Quando si trattera' di valutarlo lo faremo senza preconcetti: non c'e' un no preconcetto, non c'e' un si' preconcetto".
Quanto al Libano La Russa ha tranquillizzato: "Non vi e' nessun cresciuto allarme in Libano, nella zona di pertinenza dell'Italia, nel sud del Libano. Non c'e' niente di diverso da un mese, due mesi fa. Parlare di regole di ingaggio da modificare quindi e' inutile e puo' essere anche dannoso perche' puo' indurre Hezbollah ad una maggiore tensione senza giustificazione ed accrescere il pericolo. Quindi non cambieremo le regole d'ingaggio".
La Russa ha voluto anche ringraziare i soldati italiani impegnati nelle missioni di pace nel mondo. "Voglio ringraziare Andrea Tomasello, ferito oggi a Kabul - ha detto il ministro - e tutti i nostri soldati che fanno davvero qualcosa per la pace a costo di sacrifici così importanti e dolorosì".
Affrontato anche il tema della sicurezza, tanto sventolato dalla destra durante la campagna elettorale. Il ministro della Difesa e reggente di An non esclude che si possa ricorrere alla forma del decreto legge per rivedere la legge Gozzini e alzare i minimi edittali di alcune pene nell'ambito del cosiddetto pacchetto sicurezza. "Non tutto il pacchetto sarà per decreto, ma lo saranno le misure più urgenti e necessarie. Per il resto ci saranno uno o più disegni di legge governativi che il Parlamento potrà trasformare subito in legge".
Tra gli altri provvedimenti "che la gente ci chiede", ha detto La Russa: misure per impedire che "chi viene arrestato non torni immediatamente fuori, eventualmente alzando i minimi edittali, e che la certezza della pena non venga eliminata da troppi sconti: e qui - ha aggiunto - per recidivi reiterati potrebbero essere prevista una modifica della legge Gozzini". Misure da adottare con decreto legge? Si', "se vi è la necessità e urgenza di rimuovere l'allarme".
Il ministro della Difesa lancia poi l'ipotesi di passare dal poliziotto di quartiere alle 'pattuglie di quartiere', formate da un carabiniere, un poliziotto, un vigile urbano e un militare dell'Esercito per far fronte ai problemi della sicurezza nelle città. La Russa parla di "un pattugliamento terrestre nelle ore di maggior allarme sociale, a cui l'Esercito può contribuire con ufficiali e sottufficiali in esubero". "Partendo dalle aree metropolitane, 6-7 città - spiega ancora il ministro - dalle 18 alle 2 di notte ci potrebbero essere 100 gruppi di 5 persone: un poliziotto, un carabiniere, un soldato, un vigile urbano. Non più un carabiniere che è uno per quartiere e quindi ce ne sono 20-30 in una città, ma diventano 300, 400, 500 che con la loro divisa fanno opera di deterrenza, di prevenzione, fanno vedere che c'è lo Stato".
Pierferdiando Casini e Ignazio La Russa hanno discusso anche di sbarramento elettorale. Il leader centrista trova "scandaloso" che si possa eleggere un europarlamentare con lo 0,6 per cento, ma propone uno sbarramento al 3. Il ministro della Difesa lo corregge puntando al 2 per cento. "Quello che però va evitato - dice Casini - è che ci sia uno sbarramento che sbarri la strada del Parlamento europeo alla sinistra radicale. Non sarebbe un bello spettacolo, ma per ora è un processo alle intenzioni".
Domani, venerdì 16, ci sarà l'incontro fra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, forse a pranzo. Il presidente del Consiglio e il lider del Pd si vedranno, ma non è stata ancora scelta la location istituzionale: palazzo Chigi o il Parlamento (ma più probabilmente la sede della presidenza del Consiglio). Il premier parteciperà prima alla Festa della polizia in piazza del Popolo e poi dovrebbe incontrare il leader del Pd, che ha l'agenda piena di impegni dal primo pomeriggio in poi.
Proprio sull'incontro fra il premier e Veltroni, per Pier Ferdinando Casini «è normale che Berlusconi preferisca interloquire con Veltroni, è come avevo previsto. Il loro confronto è utile, se io rifiutassi questa posizione andrei contro i miei sentimenti. Mi auguro che Veltroni e Berlusconi domani possano fare un buon accordo. Se sarà così, li applaudirò», ha detto.
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