Non può che destare sorpresa l'atteggiamento di fair play che aleggia in Parlamento. Questo clima di serenità un po' alla “volemose bene”, diciamo la verità, è quello che tutti noi ci saremmo auspicati da anni, decenni forse. Un Paese moderno, civile, ha nella sua natura un confronto politico sui contenuti e non sulle ideologie stantie ed anacronistiche. Abbiamo sempre guardato oltralpe con invidia chiedendoci come mai da noi non si potesse aver diritto ad essere governati in modo decente. Ora sembra che anche da noi si possa.
Eppure tutto questo desta quantomeno sospetti. Era lo stesso Berlusconi, quando si riferiva alla sinistra, che non credeva in questa trasformazione da Cattivi in Buoni. Nondimeno dall'altra parte la riunificazione della casa delle libertà nel Popolo delle Libertà era inviso ai molti, in quanto mero cartello elettorale. Insomma nessuno si fidava fino in fondo dell'altro.
Sono passati 30 giorni ed è scoppiato l'amore. Nelle dichiarazioni di voto alla fiducia ci sono stati ammiccamenti da una parte e dall'altra, sembra che tutti abbiano coscienza di avere un impegno doveroso verso il Paese in questo momento difficile per l'Italia. La cacciata delle sinistre estreme dal Parlamento ha schiarito il cielo e rasserenato gli animi anche di chi, per lunghi anni, ha voluto – ma a questo punto dobbiamo osservare, dovuto - stringere con essa patti di Governo.
Tutto è troppo facile, e come avviene quando questo si verifica, vedremo che non corrisponderà a realtà. Pur sperando nel contrario, rilevo che PdL e Pd hanno avuto un programma simile; tuttavia lo stesso obiettivo vuole percorsi diversi per il raggiungimento dello scopo. Hanno idee diverse i due schieramenti su società e gestione della res publica, questo verrà fuori al primo disegno di legge. Inoltre non possiamo sottovalutare che anche nell'assetto costituzionale le visioni sono alquanto diverse. Il concetto di fiscalità, ed il suo monitoraggio da parte dello Stato, vedono contrapposizioni di idee tra una parte e l'altra. Non a caso Visco, il tanto odiato vampiro, appartiene al Pd e non alla sinistra radicale. La scelta di non ricandidarlo è stata dettata da un'operazione mediatica e di immagine, non da altro.
Godiamoci quindi questo paradiso terrestre dei primi giorni di Governo perchè, me ne duole, non durerà a lungo.
Come poi dimenticare che la sinistra radicale, quand'anche non fosse in Parlamento, è comunque presente nel Paese? Non crederemo davvero che così tante persone abbiano votato per il Pd perchè non erano più rappresentati dalla Sinistra Arcobaleno? La scelta del voto utile è stata determinante, ma nelle piccole amministrazioni comunali, provinciali e regionali, la sinistra c'è. E ci sono i Sindacati che, non scordiamolo mai, devono mantenere le proprie posizioni di scontro, sempre, per vivere.
Sono pessimista? No, piuttosto non credo nei cambiamenti repentini, soprattutto quando non provengono da un singolo, ma da una classe che nel paese ha sempre affondato le unghie.
Vincenzo Sarcina – Italia Chiama Italia
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