Continua la polemica tra Italia e Spagna sulle politiche dell'immigrazione. Ieri, la vicepremier spagnola María Teresa De La Vega ha parlato di «razzismo e xenofobia», riguardo alle misure che il governo Berlusconi ha deciso di intraprendere per fronteggiare l'immigrazione clandestina e la criminalità.
Una offensiva e intollerabile intromissione da parte della Spagna in questioni interne di cui non conosce la gravità e l'urgenza, e che non è per niente piaciuto al leader del Carroccio, Umberto Bossi, che a Madrid ha risposto: "Loro - ha replicato alla Spagna - sono stati i primi a sparare sugli immigrati, noi invece li abbiamo già qui e abbiamo il problema inverso, il problema di metterli fuori".
Intanto sono arrivate dalla Spagna le pubbliche scuse per la gaffe della signora De La Vega, la spagnola che ha parlato d'impulso, facendo leva più sulla propria emotività che su una riflessione più consona alla realtà dei fatti.
Secondo il nostro ministro degli Esteri Frattini la Spagna di Zapatero è stata molto rigorosa nelle espulsioni di decine di migliaia di persone che dall'Africa occidentale erano arrivate alle Canarie! Meglio riflettere, dunque, prima di parlare a vanvera e cadere in comiche e inopportune gaffe.
A Ceuta e Melilla - si legge sul quotidiano Il Giornale - 'esercito spagnolo sparò addirittura sugli immigrati che premevano sui fili spinati delle due enclaves iberiche, qualche anno fa. Ma ambienti della Farnesina hanno fatto notare che alla giustificazione di Madrid (stato di necessità), nessuno ebbe poi da ridire, anche se quelle pallottole furono uno choc per l'intera Ue".
Sulla questione, Maroni ha cercato invece di gettare acqua sul fuoco. "Mi pare che le incaute dichiarazioni del vicepremier siano state smentite dal premier Zapatero, quindi l'incidente è chiuso per quanto ci riguarda". "Noi - ha proseguito - applichiamo le regole europee, non ci sogniamo di modificarle perché non possiamo farlo c'è qualcuno a cui non va bene che abbiamo vinto le elezioni, qualcuno che è obbligato alle regole europee: noi saremo più rigorosi ma sono problemi suoi e non problemi nostri".
I ministro dell'interno Roberto Maroni ha parlato oggi della necessità di un accordo con la Libia per prevenire sbarchi senza controllo di clandestini. "Stiamo insistendo con la Libia per l'attuazione di una intesa che c'è già e che prevede il pattugliamento della acque libiche". E sulle badanti in Italia, che "svolgono un importante ruolo sociale", in ogni caso "non ci può essere sanatoria per chi è entrato irregolarmente - ha detto il responsabile del Viminale - ma terremo conto naturalmente di quelle situazioni che hanno un forte impatto sociale, come il caso delle badanti". "Escludo la possibilità di fare delle sanatorie - ha ripetuto Maroni - la sanatoria appartiene alla stessa categoria dell'indulto e noi siamo contrari all'indulto e alle sanatorie indiscriminate".
"L'unico modo per un allontanamento efficace degli immigrati - ha sottolineato poi il ministro - è l'espulsione immediata con accompagnamento alla frontiera". Tra i punti che potrebbero essere inseriti nel pacchetto sicurezza, anche l'impiego dei militari. Eventualità sulla quale è tornato stamane il ministro della Difesa Ignazio La Russa. "L'uso dell'esercito con fini di sicurezza - ha osservato - non è un'ipotesi da realizzare per decreto. Ha ragione il presidente della Repubblica. Ma per quanto riguarda l'utilizzo dell'esercito per fini di sicurezza non mi risulta che il capo dello Stato si sia espresso. E' una valutazione giornalistica".
La Russa ha aggiunto che "non c'e' nessuna valutazione definitiva da parte del governo sull'uso dell'esercito. C'e' stata solo una mia proposta di ampliare il ricorso al poliziotto o al carabiniere di quartiere e di inserire del personale molto qualificato, non solo per quanto riguarda le forze dell'ordine ma anche le Forze Armate e la Polizia Municipale". Lo ha affermato nell'intevento, registrato oggi, alla trasmissione 'In mezz'ora', condotta da Lucia Annunziata, che andra' in onda domani alle 14.30 su Raitre. "Se mettiamo insieme tutte le forze e immaginiamo una proposta da fare con un disegno di legge, non con un decreto, d'accordo con il presidente Napolitano, cioe' quella di mettere almeno quattro poliziotti nei quartieri durante le ore serali, questo -ha aggiunto La Russa- aiuterebbe i cittadini a sentirsi piu' sicuri".
Il responsabile della Difesa ha illustrato quindi la sua ricetta nel gestire le tensioni che si sono creati con i nomadi. "Io - ha chiarito - non vedo la possibilità che rimangano in Italia i campi rom, specie se costituiti da centinaia di persone. Possono essere possibili soltanto dei mini campi: dieci persone al massimo su cui esercitare un controllo efficace".
Maxi-sbarco di immigrati a Lampedusa
Complessivamente 376 immigrati clandestini, tra cui 26 donne e quattro bambini, sono sbarcati poco dopo la mezzanotte di ieri al porto di Lampedusa.
Alcuni degli extracomunitari, poco prima di arrivare al porto, nel tentativo di raggiungere la banchina sono scivolati in acqua, ma sono stati salvati dagli uomini della Capitaneria di porto e della Guardia di Finanza.
I 376 clandestini sono stati identificati e accompagnati al centro di prima accoglienza di contrada Imbriacola.
Italia chiama Italia
