“…questo libro non è affatto contro il liberalismo (anzi), è contro il mercatismo, la versione degenerata del liberismo”. questo afferma del suo ultimo best-seller l’attuale Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. E’ uscita infatti da alcune settimane, edita da Mondadori, l’ultima fatica di Giulio Tremonti, “La Paura e la Speranza”.
Il Ministro si lancia in una realistica rappresentazione di quelli che sono i problemi che attanagliano l’epoca contemporanea. Aumento vertiginoso dei prezzi, lotte quotidiane, il cui campo di battaglia è, sempre più spesso, un supermercato in cui le famiglie italiane cercano con fatica di far quadrare i conti alla fine del mese, manifestazioni di malcontento misto a rabbia, che esplodono non appena un evento insignificante accende la miccia della disperazione; ed ancora: disorientamento, impotenza, senso di incertezza di fronte alle mille contraddizioni che un’epoca come quella presente ci offre; corsa inesausta verso qualcosa che molti chiamano “stare al passo con i tempi”, senza avere il tempo di fermarsi a riflettere, di maturare decisioni, solo per paura di “restare fuori”: questo il panorama desolante, estraniante, che la quotidianità, ormai già da tempo, ci pone di fronte.
Come reagire di fronte a tutto ciò? A cosa attribuirlo?
Cuore della trattazione è uno dei temi caldi dell’attualità: la globalizzazione, o meglio la sua realizzazione degenerata, il mercatismo. Quel mercatismo, che le parole del Ministro definiscono come “…l’ideologia forsennata dello sviluppo forzato spinto dalla sola e assoluta forza del mercato…”; quel mercatismo che, sulla scia della legge assoluta messa in atto dal comunismo, impone “il pensiero unico” e “l’uomo a taglia unica”, ignorando le differenze in atto; ancora quel mercatismo che ha cancellato i valori, inaridito l’uomo, estirpato l’intima convinzione che ognuno dovrebbe avere nel perseguire un obiettivo.
Ecco che allora si affaccia, fra le righe, la pars construens dell’analisi proposta da Tremonti.
La sezione dedicata alla speranza - il libro consta, infatti, di due parti, rispettivamente “La Paura” e “La Speranza” - punta interamente sul progetto di riforgiare gli uomini, di radicare nuovamente nella loro coscienza la loro identità culturale; identità culturale che, proprio in quanto definizione di qualcosa, rende “diversi” da qualcos’altro. Crolla quindi l’idea di un panorama standard su cui innestare un mercato standard. L’uomo standard non esiste e la realizzazione del mercato globale non è possibile, se non ripristinando la formula originaria del liberalismo, promotore di una libertà di mercato vincolata a leggi empiriche e malleabili in relazione alla consapevolezza delle diversità che dividono ed al tempo stesso arricchiscono il mondo.
Tale revisionismo dell’attuale situazione politica ed economica internazionale sta animando un appassionante e appassionato dibattito - vedi intervento di Massimo D’Alema nell’incontro, a Roma, al Foro Italico con Giulio Tremonti del 15 maggio, dal titolo “Le partite del nostro tempo” - legato all’autorevolezza tecnica dell’autore e, soprattutto, alla curiosità che lo stesso revisionismo possa trovare concreta applicazione nelle scelte che l’onorevole Tremonti effettuerà in qualità di Ministro dell’Economia dell’attuale governo Berlusconi.
Matilde Centaro - Italia Chiama Italia