“Rifiuti, il pugno duro di Berlusconi”, “Lo sceriffo Berlusconi”, “Il cavaliere senza paura”: questi i titoli a caratteri cubitali dei principali quotidiani nazionali ed esteri il giorno dopo il Consiglio dei Ministri svoltosi nella capitale della Campania, Napoli, da sempre la città del sole, divenuta, negli ultimi tempi, il simbolo del degrado e dei rifiuti.
Il Premier, in un’affollatissima conferenza stampa, svoltasi nella maestosità del Palazzo Reale, annuncia che il Governo ha varato e si accinge a varare tutta una serie di provvedimenti - considerati di estrema urgenza “per togliere l’Italia dal declino” - che interessano non solo aspetti economici, ma anche ambientali e, soprattutto, un Pacchetto sicurezza che restituisca tranquillità, serenità e giustizia sociale, morale ai cittadini tutti ed anche a difesa di coloro che, pur immigrati per i motivi più disparati, risiedano nel Paese per lavorare e produrre nella legalità.
Naturalmente fa discutere, pro e contro, il decisionismo messo in mostra da Berlusconi. D’ora in poi, l'esecutivo infatti manifesta l’intenzione di proseguire senza tentennamenti sulla sua strada e quella di Napoli non sembra una parentesi dettata soltanto dall'emergenza economica, dal degrado ambientale e sociale.
Ma, al di là dei provvedimenti, è il metodo l’aspetto apprezzato di più dall’opinione pubblica, nonché da molti giornalisti dei maggiori quotidiani italiani ed anche da diversi esponenti delle forze politiche, industriali e sindacali, compresi quelli che facevano, da sempre, riferimento alla parte politica avversa. Tale decisionismo è stato, per altro, più volte auspicato da diversi settori della società italiana per superare i deficit del nostro sistema politico.
Ma veniamo alle questioni decise a Napoli.
Nel merito, si dà via libera ad un decreto legge composto che affida a Guido Bertolaso, responsabile della Protezione civile, nominato Sottosegretario con delega all'emergenza rifiuti, il compito di attivare da subito cinque nuove discariche nel territorio campano.
E qui c'è la prima novità del “pugno duro” : le discariche, saranno considerate “aree di interesse strategico-militare” e, quindi, presidiate dall'esercito. “Chiunque ne dovesse impedire l'accesso - ha chiarito Berlusconi - sarà punibile con l'arresto da tre mesi ad un anno. Ed i promotori di disordini rischieranno fino a cinque anni”.
Per superare l'emergenza, il governo decide anche la costruzione di quattro termovalorizzatori in Campania. Il problema del consenso delle autorità locali, Regione e Comuni, viene evidenziato solo su questo punto: a loro spetta il compito di suggerire le località dove andranno costruiti. Ma se entro trenta giorni non dovessero giungere proposte, toccherà al sottosegretario Bertolaso procedere d’ufficio.
“Berlusconi dice cose condivisibili”. Questo il giudizio del ministro ombra dell'Ambiente nel Pd, Ermete Realacci, al piano per l'emergenza rifiuti illustrato al termine del Consiglio dei ministri a Napoli.
La riunione del Consiglio dei ministri prevede inoltre semaforo verde “al pacchetto sicurezza”, all'abolizione dell'Ici sulla prima casa ed alla detassazione degli straordinari dei lavoratori dipendenti. Dà poi il via ad un provvedimento realizzato in collaborazione con l'Abi che prevede la possibilità di riportare la rata dei mutui immobiliari a tasso variabile ai livelli del 2006, prolungando la durata dei mutui stessi.
Tremonti chiarisce che “le famiglie che vogliono possono avere una ristrutturazione del mutuo che prevede che la rata da variabile diventa fissa alla quota del 2006. La durata del mutuo non varia. Alla scadenza, se resta una quota di capitale la scadenza verrà prolungata fino all'estinzione e, se la quota restituita sarà maggiore di quella accordata - udite udite! - verrà rimborsata”.
Nel “Pacchetto sicurezza” viene confermato l'inserimento del reato di immigrazione clandestina, mentre è prevista l'aggravante per chi delinque in condizioni di clandestinità. Tra le novità, sono previste pene più severe per chi affitta in nero abitazioni a immigrati clandestini.
“Spetterà ai sindaci verificare i requisiti che consentono ai cittadini comunitari di restare sul suolo italiano: se questi requisiti non ci sono il sindaco dovrà negare la residenza e ci sarà l'immediato allontanamento del cittadino'', afferma Roberto Maroni. Fra i requisiti per restare in Italia, cita un “reddito adeguato” ed una “assicurazione sanitaria”. In questo modo, ha concluso, si garantirà che gli oneri e le spese non ricadano sullo Stato. Nel pacchetto sicurezza non rientra la possibilità di prevedere un concorso delle forze armate, con pattugliamento misto esercito e forze dell'ordine.
Per gli italiani - dice Berlusconi - è primario il diritto a non avere paura. Il reato di immigrazione clandestina è inserito in un dl, mentre è decisa l'assunzione di 4.000 unità per le forze dell'ordine.
“I tre decreti legislativi approvati modificano in senso restrittivo l'attuale legislazione, nel pieno rispetto delle normative Ue”. Così il Ministro dell'Interno Roberto Maroni. “Un nuovo sistema che sostituirà le impronte digitali, un sistema più moderno che renderà più efficiente la lotta non solo alla clandestinità, ma alla criminalità in genere”. E’ sempre Maroni a definire in questi termini la banca nazionale del dna introdotta “Per adesso - ricorda il Ministro - l’abbiamo introdotta per garantire i ricongiungimenti, per evitare gli abusi” : si tratta di ”un accordo europeo che la sinistra non ha mai recepito e che noi recepiamo, a proposito di regole europee e di chi ci fa tanto la lezione su queste cose...”.
“Attualmente i Centri di permanenza temporanea sono 10, noi prevediamo che ce ne sia almeno uno in ogni regione”. Continua il Ministro dell’Interno “Ci sono molte regioni che non hanno questi centri - spiega il ministro - ci sono strutture che abbiamo già individuato, per esempio le caserme dismesse o abbandonate, che possono essere rapidamente attrezzate. Non sono carceri, sono centri in cui queste persone saranno tenute fino a che non ci sarà il riconoscimento e l'espulsione”.
“Il testo di legge sembra andare nella direzione auspicata dai Sindaci”. Così Fabio Sturani, Vice Presidente dell'Associazione Comuni Italiani, con delega sull’immigrazione, commenta le norme. “Il provvedimento - aggiunge - ci sembra in linea, peraltro, con quanto previsto dalla direttiva europea in materia“.
Malgrado il clima nuovo che caratterizza i rapporti maggioranza-opposizione, il giudizio di Pierluigi Bersani, ministro ombra del Pd sui temi dell'economia, è in parte negativo: “I provvedimenti sull'Ici e sulla detassazione degli straordinari sono inadeguati. A nostro avviso si tratta di un’operazione deludente”. Bersani non risparmia critiche “Si doveva dire correttamente che non è stata abolita l'Ici, ma l'altra metà. Infatti, il 40% delle prime casa non la pagavano grazie a una misura del governo Prodi. La detassazione degli straordinari è un provvedimento limitato che andava inserito in un quadro di interventi più seri per favorire produttività e potere d'acquisto”.
Verrebbe da chiedere: ma perché, caro Bersani & C., non le avete fatte voi durante il governo Prodi, le cose che tanto auspicate? E perché siete stati mandati a casa dalla maggioranza degli Italiani? Ma per favore !!!
Camillo Giulia -Italia chiama Italia