|
 |
la tua e-mail per ricevere le notizie più importanti
|

|
|
Home /
Politica /
Senato, sì al decreto sicurezza. Proteste Idv
Wed, 25 Jun 2008 06:36:00 Senato, sì al decreto sicurezza. Proteste Idv
Via libera al dl che contiene anche la contestata norma che blocca i processi per i reati con pene inferiori ai 10 anni. Contrari Pd, Idv e Udc. Maroni: "Non ritiriamo l'emendamento. Nessuno scambio con il lodo Schifani".
Via libera del Senato al decreto sulla
sicurezza che contiene al suo interno la norma blocca processi
contestata dall’opposizione. Il decreto passa ora all’esame della
Camera. A favore ha votato il Pdl, contro il Pd, l’Idv e l’Udc. I sì
sono stati 166, 123 i no, un solo astenuto, il senatore a vita
Francesco Cossiga.
Maroni: "Non ritiriamo il dl" "Ritirare le norme del
blocca-processi vorrebbe dire ritirare l’intero decreto. Non vedo
perché dovremmo farlo, la maggioranza ha votato compatta e non darà
ascolto alle polemiche pretestuose e inutili dell’opposizione". Lo dice
il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, rispondendo alle domande
dei giornalisti in Senato dopo il via libera del decreto sicurezza.
Riguardo alla possibilità di uno "scambio" tra lodo Schifani e ritiro
delle norme sul blocca-processi, Maroni sottolinea che "se il governo
deciderà di presentare un provedimento come il lodo Schifani o lodo
Maccanico può farlo senz’altro, ma le due cose sono distinte e
separate. Questo decreto che abbiamo approvato oggi - continua -
contiene delle norme durissime contro la mafia e la criminalità
organizzata". Poi sui tempi il ministro accelera: "Spero che l’iter del
pacchetto sia rapido si concluda prima della pausa estiva per
consentire l’entrata in vigore subito di norme importanti sulla
sicurezza".
Protesta dell'Idv "Il caimano è tornato". Questo il
testo
di uno dei cartelli esposti in aula al Senato dagli esponenti
dell’Italia dei valori al termine della seduta di questa mattina.
Subito dopo
l’approvazione del decreto legge sulla sicurezza i
senatori dell’Idv si sono alzati in piedi e hanno esposto una decina di
cartelli recanti le scritte "Vergogna" e "Il caimano è tornato".
Dai banchi della maggioranza, i senatori hanno risposto al grido di
"Buffoni". La situazione è tornata alla normalità quando i commessi
dell’aula sono intervenuti a sottrarre i cartelli e l’assemblea è stata
sciolta.
Dialogo interrotto Il decreto sicurezza ha fatto
registrare il primo scontro di questa legislatura tra maggioranza e
opposizione, in particolare per due punti: la sospensione dei processi
per i reati commessi fino al 30 giugno 2002 che prevedono una pena
inferiore a dieci anni e l’uso dell’esercito nelle città. Il punto più
contestato dell’intero decreto è quello riguardante la sospensione dei
processi. Saranno infatti sospesi per un anno tutti i processi per
reati punibili con meno di dieci anni di reclusione che si trovano in
uno stato
compreso tra la fissazione dell’udienza preliminare e la chiusura del
dibattimento di primo grado. Sono esclusi dal rinvio i processi in cui
gli
imputati sono detenuti, quelli per terrorismo, contro minori, quelli
della criminalità organizzata e tutti quelli commessi in violazione
delle
norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, le cosiddette
morti bianche. L’imputato può rinunciare alla sospensione e nel caso la
prescrizione resta sospesa. Si amplia anche il numero dei reati per i
quali non è concessa la sospensione della pena. Non sarà quindi più
possibile sospendere la pena detentiva per atti osceni, violenza
sessuale, singola e di gruppo, furto, e tutti i delitti aggravati dalla
clandestinità nonchè produzione, detenzione e traffico di sostanze
stupefacenti. Per gli incensurati non scatteranno più automaticamente
le
attenuanti generiche, ma sarà il magistrato a valutare caso per caso.
Per accelerare i processi vi è l’obbligo e non più la facoltà per il pm
di
richiedere il rito direttissimo o il giudizio immediato per tutti quei
reati per i quali sono previsti riti speciali. Esercito in città Un altro argomento che ha fatto
molto discutere maggioranza e opposizione è l’uso dell’esercito per
motivi di ordine pubblico nelle grandi città. Saranno circa 3mila gli
uomini delle forze armate per un periodo di massimo sei mesi e
rinnovabile una sola volta che saranno a disposizione dei prefetti
delle
aree metropolitane o delle zone densamente popolate per servizi di
vigilanza, a siti e obiettivi sensibili. I militari
potranno anche svolgere compiti di perlustrazione e pattugliamento
insieme alle forze di polizia.
L'aggravante della clandestinità Il decreto sicurezza
contiene l’aggravante della clandestinità,
cioè pene aggravate di un terzo se a compiere il reato è una persona
presente illegalmente in Italia. La nuova aggravante di clandestinità
viene applicata sia agli immigrati extracomunitari che ai cittadini di
Stati membri dell’Unione europea irregolarmente entrati in Italia. Una
nuova figura è anche quella della pena del carcere e della confisca
dell’immobile per chi affitta immobili a cittadini stranieri
irregolari. Si va
dal carcere da sei mesi a tre anni e la confisca del bene per chi "al
fine di trarre ingiusto profitto" dà alloggio a uno straniero privo di
titolo
di soggiorno o cede l’immobile in locazione. Badanti e colf sono
escluse da questa figura criminosa.
Giro di vite sui pirati della strada
Tempi sempre più duri per chi guida in stato di ebbrezza o
sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Scatterà infatti
un'aggravante delle pene
e delle sanzioni accessorie in caso di lesioni gravi o gravissime a
persone o di omicidio colposo. Carcere da tre a dieci anni e confisca
definitiva del veicolo, nonché ritiro della patente a chi guida in
stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe e causa incidenti mortali
o con
feriti gravi. Giro di vite anche per chi non si ferma a prestare
soccorso in caso di incidenti.
Non ci sarà più, poi, solo una sanzione amministrativa ma l’arresto da
tre mesi ad un anno con sospensione della patente e confisca
dell’autoveicolo per chi si rifiuta di sottoporsi ai controlli
antialcol e antidroga.
Cambia anche il 416-bis Infatti aumentano di due anni
le pene per l’associazione mafiosa e si estende il reato anche alle
mafie straniere. Sono anche previsti la
confisca dei patrimoni mafiosi in via definitiva e i mafiosi già
condannati non potranno più avvalersi del gratuito patrocinio. Il
decreto
sicurezza contempla anche procedure più snelle per l’espulsione degli
stranieri. Sarà espulso chi è condannato a più di due anni di
reclusione a fronte dei 10 anni previsti fino ad oggi.
(repubblica.it)
|
|
|
 |