E' bastato un mese alla sinistra che ha perso le elezioni per ricompattare il suo esercito e organizzare un attacco frontale di tale portata che nessuna tattica napoleonica avrebbe potuto far meglio. E parliamo di Napoleone, per non scomodare Stalin e cadere nella trappola di chi ci accusa di mania di persecuzione.
Presi dalla smania di capovolgere il voto degli italiani, giornalisti schierati e magistrati invasati vangano e rivangano argomenti triti e ritriti per mostrare alla plebe già scontenta del piglio deciso del governo, che può ribellarsi allo Stato perchè lo Stato non è degnamente rappresentato. Questo è lo scopo evidente dell'accanimento mediatico che sta snervando e sfiancando il Cavaliere. A nulla serve che il Popolo della Libertà stia con lui, perchè sappiamo bene quanto rumore e quanto chiasso sappiano fare questi gruppetti organizzati che non vedono l'ora di andare in piazza a scalmanarsi.
Non c'è trasmissione televisiva nè giornale che non abbia in prima pagina la foto del nostro premier sputtanato a dovere per presunti illeciti del tipo più vario e incredibile.
Ma chi sono questi moralisti che si indignano per una raccomandazione in Rai o per un commento colorito su veline e starlette? Nelle nostre case avviene di continuo che figli e mariti ci inondino di battute anche volgari sulle belle signorine in cerca di visibilità. Facciamo lo stesso scherzo a Sarkozy, o a Putin, e proviamo a vederne la reazione.
Si rischia, con questo gioco al massacro, che il popolo bue, quello che è abituato ad essere accarezzato dalla sinistra, e che solo con la sinistra può sentirsi garantito in perpetuo, approfitti di questa guerra per smarcarsi dalla legalità e ignorare le leggi dello Stato, affossando le soluzioni che questa maggioranza ha saputo trovare per il Paese. Prevarrà l'anarchia nelle regioni più a rischio e camorra e mafia - ma anche sovversivi di varia estrazione - usciranno dalla leggenda eroica che piace a scrittori e cineasti, e torneranno reali, coi loro delitti e le loro minacce, riportando il Paese agli anni più bui.
Ci sembra veramente di poter dire, parafrasando le parole recitate a sproposito dal politico che più di ogni altro disprezziamo, che "c'è un disegno criminogeno in tutto questo"... Siamo in tempo per fermarlo?
Margherita Genovese – Italia chiama Italia