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Home / Politica / Nessun giudice potrà buttare Silvio giù dalla torre. Gli italiani non sono fessi – di Gabriele Polizzi
Fri, 27 Jun 2008 08:00:00

Nessun giudice potrà buttare Silvio giù dalla torre. Gli italiani non sono fessi – di Gabriele Polizzi


Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi


"Ragazzi, siamo in Italia, e la raccomandazione, la spintarella, è all’ordine del giorno. Ma questi magistrati ci vogliono fare ridere tutti?". "Il filo rosso è quello che viene da lontano, dal ’94; e le toghe rosse sono le stesse che hanno fatto fuori i più grandi partiti italiani, all’epoca di Mani Pulite. Il colpo di stato strisciante è attuale oggi come non mai".

di Gabriele Polizzi


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Due giorni fa Silvio Berlusconi ha attaccato i magistrati: dal '94 al 2006 sono stati 789 i pm e i "magistrati interessati a sovvertire il voto degli italiani”, ha detto. “Ci sono riusciti nel '94 non ci riusciranno in questa presente situazione". Queste le parole del premier davanti alla platea della Confesercenti.

Raffiche di fischi e di 'buuuh' e solo qualche applauso per il premier che ha definito "i giudici e pm politicizzati" "una metastasi della nostra democrazia".

Ha fatto bene Silvio a lasciarsi andare a critiche così forti, a parole e attacchi così poco misurati? Secondo Umberto Bossi, che invece di solito è il meno moderato di tutti, “meglio volare più basso": così ha risposto il leader leghista a chi alla Camera gli ha chiesto un parere sulle dichiarazioni di Berlusconi rivolte ai giudici: “Spero non si rompa il filo del confronto" con il centrosinistra. E invece no. Il filo si è rotto, e in maniera definitiva, a sentire i leaders degli schieramenti.

Giusto o sbagliato, certo è che la magistratura si è fatta un nodo al fazzoletto con una B gigante sopra, e al Cavaliere ha già cominciato a fargliela pagare. Di che cosa poi non si capisce...forse solo del fatto che esista, con le sue fortune e le sue sette vite, politiche e non.

Ieri in serata SkyTG24 lancia un servizio che anticipa la notizia:

L’Espresso – oggi in edicola – pubblica diverse intercettazioni fra Silvio Berlusconi e alcuni suoi collaboratori. Di che si tratta? Non abbiamo ancora letto ciò che è stato pubblicato integralmente, ma dalle anticipazioni delle agenzie, possiamo definire fuffa quello che invece agli occhi dei cittadini viene presentato come chissà quale grande imbroglio. Silvio che parla con questo e con quello di televisione, di business, di affari: di cosa dovrebbe parlare uno che ha 11mila miliardi di euro di patrimonio personale? Sì, certo, qualche favore, qualche raccomandazione: embè? “O signur”, direbbe la sciura milanese, è tutto qui? Ma di cosa stiamo parlando? Ogni giorno il lattaio del paese fa il lecchino con la cliente perché compri più latte; il macellaio vuole vendere più filetti, e allora “com’è elegante oggi signora…”; il consigliere comunale vuole i voti, e promette favori a destra e a sinistra; il candidato alle elezioni, soprattutto all’estero, dove ci sono le preferenze, fa promesse a mezzo mondo che sa già di non poter mantenere, e in ogni caso una volta eletto raccomanda, propone, aiuta, dispone… E allora?

Ragazzi, siamo in Italia, e la raccomandazione, la spintarella, è all’ordine del giorno. Ma questi magistrati ci vogliono fare ridere tutti?

Eppure no, non ce la faranno a buttar giù dalla torre il presidente del Consiglio. ''Quello che accade è ormai evidente a tutti: tra un Csm ispirato anche da magistrati in conflitto di interessi, intercettazioni juke-box sulla linea Napoli-Espresso, e le solite inchieste a orologeria, si sta tentando una complessiva e concertata aggressione giudiziaria contro Silvio Berlusconi, il suo Governo e la maggioranza politica liberamente scelta dagli elettori il 13-14 aprile. Ma gli italiani non ci cascano: e la maggioranza andrà avanti, con il consenso dei cittadini''. E' l'analisi di Daniele Capezzone, Pdl, portavoce di Forza Italia, che colpisce nel segno.

Il filo rosso è quello che viene da lontano, dal ’94; e le toghe rosse sono le stesse che hanno fatto fuori i più grandi partiti italiani, all’epoca di Mani Pulite. Il colpo di stato strisciante è attuale oggi come non mai.  Su questo, ci torneremo senz’altro la prossima settimana.

Una cosa è certa: il clima politico è rovente come il caldo soffocante di questi giorni, l’armonia fra gli opposti schieramenti è finita, e Silvio Berlusconi rimane sempre l’unica figura sulla quale si basa e si gioca, bene o male, tutta la politica italiana.


Gabriele Polizzi – Italia chiama Italia


















































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