Con 21 voti a favore, due contrari e un astenuto, il Consiglio superiore della Magistratura ha bocciato il provvedimento blocca-processi, giudicato "irrazionale" in molte sue parti. Le critiche al testo sono contenute nel parere sul decreto sicurezza. Contro hanno votato i laici del Pdl Michele Saponara e Gianfranco Anedda.
Siamo alla emergenza democratica. Bisogna denunciare l’atteggiamento del Consiglio superiore della magistratura, altrimenti crollano le basi dello Stato di diritto. Il Csm, secondo la Costituzione, è chiamato ad auto-amministrare i magistrati; insomma se la suonano e se la cantano tra di loro. Poi può essere interpellato e può esprimere dei pareri. Ma su disegni di legge del governo, non del Parlamento; se lo fa per disegni di legge del Parlamento, ci troviamo dinanzi a una camera abusiva; la terza, unico caso al mondo. Una Terza Camera fantasma; sottrae decisioni alla Corte costituzionale, si inserisce e partecipa di fatto al dibattito politico del Parlamento, e rischia di sovrastare gli stessi poteri del Capo dello stato.
Il documento del Csm è di una gravità eccezionale, straordinaria. Ci stiamo avviando verso il massacro dello Stato di diritto. Sovrabbondante la volontà di lotta politico-partitica di un organismo che bisognerebbe riformare per dare dignità e vitalità alla gia lacerata democrazia italiana. Una vera e propria sfida-provocazione al sistema costituzionale e istituzionale del Paese.
Ci troviamo dinanzi a uno sfrontato gruppo di attivisti di partito che, da organo di garanzia, ha trasformato il Csm in strumento di lotta politica. Vere e proprie toghe rosse.
Una parte del Csm ha fatto una scelta inaudita e senza precedenti. Pone il Csm fuori dalla Costituzione, e della stessa legalità repubblicana. Gravi e prevedibili le conseguenze.
Ermanno Filosa – Italia chiama Italia