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Home / Politica / Caduta del muro in Italia – di Roberto Pepe
Thu, 03 Jul 2008 07:45:00

Caduta del muro in Italia – di Roberto Pepe




"Il muro in Italia, forse, finalmente sta cadendo ora"

di Roberto Pepe



Dopo la caduta del muro di Berlino, nella comunità ex sovietica si instaurò una specie di presa del potere da parte di personaggi benpensanti, innovatori, pseudo liberisti, trasformisti e pragmatici opportunisti. D'altronde era logico: dopo mezzo secolo di dittatura comunista nella quale nessuno sapeva alcunché della democrazia europea, in quanto tutto veniva nascosto o propagandato, le comparazioni del proprio tenore di vita con il resto del mondo occidentale, gli abitanti di quell'immenso impero sovietico, non le potevano fare. Quando dall'oggi al domani si trovarono a vivere con quella misera pensione calcolata nel periodo anti-caduta del muro, in una società neo-capitalista dove il costo della vita, invece, si avvicinava a grandi passi a quello occidentale, un pensionato riceveva, per esempio, trecento rubli al mese, mentre il dentista privato emetteva parcelle per 5.000 a prestazione. Il trauma fu forte, ma grazie a personaggi, anche discussi, provenienti dall'apparato oligarchico o dai servizi di sicurezza sovietici, il cambiamento è stato reso possibile con la fermezza del sistema antecedente, ma con la mentalità proiettata al futuro. Altre vie più morbide o più "democratiche" attuate immediatamente sarebbero state pericolosissime, per l'avventurismo che si sarebbe potuto creare.

Il muro in Italia, forse, finalmente sta cadendo ora. Finora, infatti, il veterocomunismo organico era ancora dominante, spinto sempre dalla frangia ribellista, cultural-chic, artistica-impegnata, antagonista, confinante con un disperato movimentismo azionista violento. Finalmente, ora, "pare" che il dalemianesimo ed il veltronismo, (Fassino è sparito dopo il caso Unipol) abbiano notato la caduta del muro di Berlino ed abbiano avuto il coraggio, finalmente, di mandare a quel paese i Guru, gli instancabili rompicoglioni della sinistra col kashmir e gli assatanati pubblici ministeri in servizio permanente effettivo.

Se gli ex alti dirigenti del PCI sapranno far fronte alle sirene: Di Pietro, B.Grillo, U.Eco, M.Hack, D.Maraini, G.Vattimo, L.Gallinio, O.Beha, A.Camilleri, M.Travaglio, S.Guzzanti, F.Pardi, P.Flores D'Arcais,... e, forse,  N.Moretti, astenendosi di entrare in quell'inconcludente girotondo del pensiero ribellista, formato da un'accozzaglia folkloristica brancaleonesca (che fin troppi danni ha provocato al passato governicchio prodiano) per i quali la massima espressione di democrazia è gridare "vaffa...", se avranno tale coraggio i dirigenti del PD, dimostreranno che, in Italia, la sinistra, forse, sta assumendo un ruolo europeo di contrapposizione politica logica, e responsabile.

Tutto sommato, quindi, Berlusconi è stato il nostro corvo bianco, Eltsin e Putin assieme: il traghettatore dell'Italia post bellica, in una nazione che si è liberata finalmente di quei fantasmi sovietici. Le ultime elezioni ne sono state una prova indiscutibilmente realistica.


Roberto Pepe – Italia chiama Italia


















































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