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Draghi: "Ridurre il debito e le tasse"
Thu, 03 Jul 2008 06:49:00 Draghi: "Ridurre il debito e le tasse"
Per il governatore di Banca d'Italia "i progressi nel contenimento della spesa e nella lotta contro l'evasione" devono portare a imposte più leggere e fiscal drag prima del 2011. Bene la riforma della pubblica amministrazione e il federalismo fiscale "ma gli enti locali devono avere margini di manovra"
"La
politica economica deve ora abbattere il debito e contribuire alla
ripresa della crescita con servizi pubblici migliori
e una riduzione del carico fiscale". Il Governatore della Banca
d’Italia, Mario Draghi, nell'audizione in
Parlamento sul Dpef, torna su un tema che da tempo è alla sua
attenzione e su cui non manca di mettere l'accento. Dunque "è
importante che i progressi nel
contenimento della spesa e nella lotta contro l'evasione fiscale si
traducano quanto prima in riduzioni delle aliquote
d’imposta compatibilmente con il rispetto degli obiettivi di bilancio".
Tradotto in poche parole, chiede al governo tasse più leggere e
restituzione del fiscal drag prima del 2011.
Bene il pareggio di bilancio nel 2011 "Il
Dpef conferma l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2011 nonostante
la difficile situazione congiunturale. È un
segnale di continuità negli impegni del nostro paese nei confronti dei
partner europei", ha spiegato il governatore. "Il raggiungimento del
pareggio, affidato
all’aumento dell’avanzo primario, garantirà una rapida riduzione del
rapporto tra debito e prodotto, un obiettivo
essenziale alla luce delle sfavorevoli prospettive demografiche per i
prossimi decenni".
Meno tasse per i lavoratori "La
riduzione delle aliquote d’imposta gravanti su lavoratori e imprese
rafforzerebbe gli interventi volti a dare sostegno
alla crescita". Draghi insiste su questo punto, perché questo
intervento "diminuirebbe le distorsioni dell’attività economica e
migliorerebbe la posizione competitiva delle nostre
imprese". Draghi chiede anche, "qualora si delineasse un andamento
congiunturale più favorevole di quello
atteso" di "restituire il drenaggio fiscale per sostenere il reddito
disponibile delle famiglie".
"Nel 2008 i conti pubblici peggioreranno per il
rallentamento dell’economia e le
misure di bilancio. L’indebitamento netto dovrebbe aumentare - dice
Draghi - risentendo del
rallentamento della crescita e della manovra di bilancio definita lo
scorso autunno". E "l’avanzo primario
scenderebbe al 2,5 per cento". "Il peggioramento del saldo atteso per
il 2008 rispetto alla Ruef - prosegue - riflette essenzialmente la
riduzione
delle entrate in connessione con l’ulteriore peggioramento delle
prospettive di crescita".
Robin tax sulle banche, impatto sui clienti "L’inasprimento del prelievo a carico delle banche potrebbe riflettersi sulle condizioni offerte ai
depositanti e ai prenditori di credito e in minore risorse per gli intermediari da accantonare a patrimonio" è la
considerazione del governatore sulla Robin Hood tax a carico degli istituti di
credito prevista dal decreto legge con la manovra.
Pubblica amministrazione, avanti con la riforma "L’introduzione
di nuovi sistemi di valutazione del personale, la valorizzazione del
merito e la maggiore
responsabilizzazione dei dipendenti pubblici che il governo intende
perseguire con una apposita legge delega"
vanno nella direzione di "una incisiva riorganizzazione del lavoro
pubblico che ne innalzi la produttività". "Questa è la sfida più
importante e difficile per risanare i conti pubblici e sostenere la
crescita", ha aggiunto.
Pensioni, via i disincentivi "Occorre proseguire nella rimozione dei vincoli e dei disincentivi che tengono lontana dal lavoro un’ampia quota
della popolazione meno giovane". Draghi, parlando della previdenza evidenzia che la manovra rappresenta "un
passo positivo". Però, "al fine di contenere la spesa e assicurare ai pensionati futuri pensioni
adeguate, andrà tuttavia accresciuta nel medio-lungo periodo l’età media effettiva di pensionamento. L’abolizione
del divieto di cumulo muove nella direzione di aumentare il tasso di attività dei cittadini e di 60 e più anni, che in
Italia è ancora relativamente basso".
Federalismo fiscale, margini per gli enti locali
"Anche il contributo alla correzione del
saldo richiesto agli enti territoriali è considerevole", dice il
Governatore. "Per un giudizio ponderato - sottolinea - occorre
attendere la riforma del Patto di stabilità interno e il
disegno di legge sul federalismo. Le modalità di realizzazione del
federalismo fiscale saranno cruciali per rendere
sostenibile il contenimento della spesa accrescendone l’efficienza e
l’efficacia".
Il "decentramento offre la possibilità - prosegue i- di calibrare
l’offerta di servizi ai bisogni delle
collettività locali e nel contempo consente agli elettori di giudicare
con più immediatezza la qualità dell’azione
pubblica. Per realizzare questi benefici occorre che il decentramento
sia fondato su un sistema di responsabilità
chiaro e coerente". L’autonomia fiscale, conclude Draghi, "deve
realizzare al margine un collegamento diretto fra
esborsi e tassazione. Al tal fine è opportuno che gli enti dispongano
di adeguati margini di manovra su aliquote e
basi imponibili". (ilgiornale.it)
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