L’annuncio è ufficiale: il premier Silvio Berlusconi non sarà ospite della puntata di Matrix su Canale 5 (Silvio Berlusconi cambia idea e dice no a Matrix), ritenendo "non opportuno parlare in televisione delle intercettazioni telefoniche, piuttosto che concentrarsi sulle tante cose fatte in due mesi dal governo".
Qualche giorno fa si era sparsa la voce che il Consiglio dei ministri avrebbe trasformato in decreto legge il disegno di legge, già approvato il mese scorso, per vietare le intercettazioni telefoniche ai fini giudiziari.
Sia An che la Lega Nord avevano espresso serie e motivate perplessità sull'opportunità di un provvedimento legislativo urgente su queste materie. Con i problemi sul decreto legge-disegno di legge era aumentata quindi l'incertezza sulla partecipazione del premier a Matrix.
Quindi, la decisione definitiva: niente tv. Da parte sua, per l’opposizione, il leader del Pd, Walter Veltroni, nel corso di una conferenza stampa del “governo-ombra”, replica sollecitando il governo ad occuparsi di salari e pensioni (come se ne era occupato Prodi nella precedente legislatura? Speriamo proprio di no!) ed avverte il Presidente Berlusconi che, qualora dovesse intervenire per decreto sulle intercettazioni, questa via legislativa incrinerebbe definitivamente i rapporti tra maggioranza ed opposizione (sarebbe l’Apocalisse, certo, ma ce ne faremmo una ragione).
Questi i fatti, di cui già avevamo dato notizia sul nostro portale.
Ma noi, a prescindere da un giudizio - che non ci compete e che non ci sogniamo di esprimere, sia di condivisione o di dissenso - sulla decisione di Silvio Berlusconi di non intervenire alla trasmissione di Mentana su Canale 5, ribadiamo quanto abbiamo avuto modo di esprimere in un nostro pezzo di qualche giorno fa ( vedi www.italiachiamaitalia.com del 20 giugno 2008, "Forza Ragazzi, non facciamo scherzi!" ), e cioè che l’attuale maggioranza, scaturita da un ampissimo consenso elettorale nel mese di Aprile ed ottenuta la fiducia dai due rami del Parlamento nella prima parte del mese di Maggio, avrebbe dovuto, ripetiamo dovuto, dedicarsi esclusivamente ed unicamente a mettere in atto tutte o, almeno in gran parte, quelle iniziative governative che potessero dare una risposta pronta e concreta alle attese degli italiani, tutti, ma in particolare di quelli che avevano dato un segno tangibile di condividere e di puntare sul Progetto del Popolo della Libertà. E nient'altro, che uscisse dal cappello del premier o di qualsiasi esponente del PdL.
Ebbene, in effetti alcune tra le più importanti ed urgenti promesse in campo economico e in quello della sicurezza sono state mantenute, così come alcuni dei Ministri (vedi Brunetta, Maroni, Frattini e, non ultimo, Tremonti) hanno dato segnali evidenti di voler far davvero cambiare strada alla nostra politica di sempre, contraddistinta dai “pannicelli caldi”, ovvero da provvedimenti sbandierati come determinanti e risolutori, ma che poi in effetti non modificavano in nulla gli assetti consolidati della burocrazia, dei poteri finanziari, delle regole economiche-fiscali, ma, soprattutto, del lassismo in fatto di repressione degli abusi e delle illegalità, ivi compresa la clandestinità degli immigrati.
Tuttavia, accanto al fiorire di riunioni politiche, ma anche tecniche ed operative, per l'emanazione di provvedimenti di “forte impatto” per l’opinione pubblica - che cominciava ad apprezzare le finalità e l’articolazione dei provvedimenti stessi (consensi venivano anche da alcune frange dei sindacati e dai vertici dell’imprenditoria, in passato mai teneri con i Governi dell’attuale Premier), iniziava ancora una volta – ahinoi! - il balletto delle polemiche interne alla maggioranza stessa (rapporti freddi di Fini con il Berlusca, l’appoggio della Lega ad emendamenti in Senato dell’opposizione ed anche alcune prese di posizione critiche e negative da parte delle frange minoritarie della coalizione del PdL), che ci faceva dire, anzi urlare, “Forza Ragazzi, non facciamo scherzi!”.
Dopo tutto questo, nelle ore e nei pochi giorni successivi, è seguito l’annuncio di alcuni provvedimenti, autonomi o anche sotto forma di emendamenti alla legge sulla sicurezza, che ci hanno riportato al clima del primo e del secondo Governo Berlusconi, allorquando - tutti lo ricordiamo bene, purtroppo! - diatribe infinite in Parlamento, nei Tribunali, nei Partiti, ma anche nelle piazze e nelle case degli italiani (nel Paese ed anche all’estero) hanno, a causa di provvedimenti considerati, a ragione o a torto, “ad personam”, oscurato un’azione di Governo che, pure, aveva avuto molti pregi ed aveva dato segnali sensibili e concreti di una volontà di cambiamento nel Paese.
A questo punto non ci rimane che sperare che i nostri amici del Governo, il Premier Silvio e tutti i suoi alleati in An e nella Lega, nonché i ministri, i sottosegretari ed i parlamentari tutti del PdL - eletti in Italia o nelle Circoscrizioni estere - abbiano un ripensamento rapido, anzi immediato, un sussulto di serietà e di senso di responsabilità e lascino da parte tutte le questioni che possano contribuire a creare confusione e smarrimento nel Paese e negli Italiani, dedicandosi anima e corpo, abbandonando provvedimenti “equivoci” o che diano adito ai “ falsi moralisti e novelli catoni-censori" (alla Di Pietro, tanto per citarne uno a caso, tra i più notabili e forbiti rappresentanti eletti in Parlamento…, ma ci viene da pensare anche al “bucaiolo” Veltroni, per i suoi conti colabrodo nel Comune di Roma) di urlare allo scandalo di un Premier che - folle! - invece di andare a passare i giorni nelle sue tante ville e residenze sparse nel mondo, ha deciso di farsi “mettere allo spiedo” dai mass media sinistrorsi, dai poteri forti, anzi fortissimi, anch’essi di sinistra e dai Magistrati, cosiddetti…democratici, che, da circa 15 anni, non sanno fare altro che mettere sotto accusa il Presidente di Forza Italia, nonchè Presidente del Consiglio, e mettere in libertà - per decorrenza di termini, per provvedimenti di buona condotta e per presunte, molto presunte, “mancate pericolosità” - mafiosi, camorristi, assassini, violentatori, pedofili, immigrati clandestini e, persino, attentatori o collusi con i terroristi, in Italia ed all’estero…
E, pertanto, non ci stanchiamo di ripetere: Forza Ragazzi, non facciamo scherzi!!!
Ci siamo tolti dal Parlamento gran parte della monnezza di estrema sinistra; stiamo forse riuscendo, anche senza il contributo dei napoletani e dei campani in genere, a togliere la monnezza da quella magnifica città che è Napoli, ed ora voi ci fate rischiare di ripiombare nella popò? Guai a voi!
Camillo Giulia - Italia chiama Italia