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Home / Politica / Berlusconi non si avarrà della norma blocca processi: "Io mi salvo da solo".
Fri, 04 Jul 2008 12:58:00

Berlusconi non si avarrà della norma blocca processi: "Io mi salvo da solo".


Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi


ll presidente del Consiglio: «Non voglio nessun vantaggio. Non ho bisogno di norme per salvare i processi. Non ho bisogno di essere salvato, io mi salvo da solo». Di Pietro: "Da 100 giorni ci stiamo occupando dei problemi di Berlusconi e non di quelli del Paese"




 

«Sono estremamente soddisfatto di questi due mesi. Il governo ha fatto un lavoro eccezionale. Mentre sulla stampa si vede un panorama completamente diverso». A sottolinearlo il premier Silvio Berlusconi in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Alla conferenza stampa partecipano diversi ministri tra cui Maurizio Sacconi, Roberto Calderoli, Mara Carfagna, Angelino Alfano, Ignazio La Russa, Gianfranco Rotondi.

«Certa magistratura vuole sovvertire il voto popolare»
«Quello che appare su stampa e televisioni è un panorama completamente diverso rispetto all’azione del governo. L’attenzione si concentra su fatti che nulla hanno a che vedere con il programma di governo e portano in primo piano l’attacco continuo di certa magistratura a chi deve governare scelto dal Paese, mentre si vuole sovvertire il voto popolare». Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei Ministri.

«Gazebo ogni settimana per rendere nota l'attività del governo»
«Ogni fine settimana organizzeremo dei gazebo per rendere nota l’attività del governo e ascoltare l’opinione dei cittadini sul nostro lavoro». Lo ha detto Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri, presentando al suo fianco un cartello con su scritto "Abbiamo già mantenuto molti impegni".

«L'apprezzamento per il mio lavoro è in crescita»
«Su tutti i pettegolezzi senza fondamento che ci sono sui giornali ho ritenuto da subito che non possono incontrare il consenso degli italiani e i sondaggi ce lo confermano. L’apprezzamento degli italiani nel Cdm e nel premier sale: nell’ultimo sondaggio lo 0,3 in più. Una tendenza confermata dai dati elettorali della Sicilia dove abbiamo vinto con percentuali bulgare».

«Abbiamo ereditato un debito pubblico enorme»
«Abbiamo ereditato un debito pubblico che dal 1980 è stato moltiplicato per otto volte». Così Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa al termine del Cdm a palazzo Chigi. La manovra, ha spiegato il premier, «è stata approvata in meno di 10 minuti perchè era stata già spiegata e concordata con tutti i ministri».

«Dal 20 di luglio non ci saranno più rifiuti nelle strade»
«Dal 20 di luglio non ci saranno più giacenze» di rifiuti in strada. Berlusconi puntualizza: «Nei prossimi quindici giorni rimuoveremo completamente i rifiuti dalle strade». E questo, con riferimento alla campania, «in base alla apertura di discariche, molto difficoltose, all’attività di stoccaggio provvisorio, anche fuori regione, al piano di educazione per la raccolta differenziata».

«Manovra, abbiamo fatto una rivoluzione»
Il piano triennale di finanza pubblica è «stata una rivoluzione nel sistema delle finanziarie»: lo dice il premier Silvio Berlusconi in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Il premier rivendica infatti la programmazione di lunga durata che evita che l’assalto alla diligenza e inoltre spiega come i provvedimenti «siano stati concertati con i singoli ministri prima del varo definitivo». Un metodo che ha consentito un via libera lampo in Consiglio dei ministri.

«Non mi avvarrò della norma blocca processi»
«Non voglio nessun vantaggio. Non ho bisogno di norme per salvare i processi. Non ho bisogno di essere salvato, io mi salvo da solo». Il premier si sofferma sulle cosiddette norme salva processi oggetto di accese polemiche politiche in questi giorni: «Qui non si tratta di norme ad personam, che salvano una persona. Semmai, si tratta di norme salva tutti».

«Abbiamo fatto un grande lavoro. Sui giornali vuote polemiche»
«Abbiamo fatto un grande lavoro, che solo chi viene dal mondo dell’impresa poteva fare. Purtroppo però sui giornali è andata solo la vuota polemica politica priva di contenuti. Noi però finora abbiamo lavorato, ora vogliamo farlo sapere ai cittadini».



Di Pietro: “Da 100 giorni ci stiamo occupando dei problemi di Berlusconi, e non di quelli del Paese”

Ieri c'e' stata la dimostrazione di una indipendenza di attivita' giornalistica da parte di Enrico Mentana. Se Berlusconi ha rinunciato e' perche' avra' tentato, senza riuscirci, di convincerlo a non affrontare il tema delle intercettazioni. Berlusconi su questo argomento ha la coda tra le gambe". Cosi' il leader dell'Idv questa mattina in un'intervista a RTL 102.5 sulla rinuncia da parte di Berlusconi ad andare alla trasmissione televisiva 'Matrix'. "Non voleva andare - spiega Di Pietro - a Matrix a dire a tutti gli italiani delle bugie ed e' per questo che ha fatto un passo indietro". E su Berlusconi afferma: "Lo dico con il cuore in mano, io non ce l'ho con Silvio Berlusconi, ma penso che non si possa fare un lavoro cosi' importante in conflitto d'interesse, perche' non sai mai se al mattino quando il Presidente del Consiglio prende una decisione mentre si fa la barba, la prende nell'interesse del Paese o solo personale". Sulle intercettazioni spiega:"secondo me non ci deve essere la riforma. Il problema di fondo e' che le intercettazioni, se autorizzate dal giudice, sono uno strumento molto importante per la lotta alla criminalita'", mentre sulla divulgazione delle stesse Di Pietro spiega: "Dipende. Quelle che hanno rilevanza penale e' giusto che siano messe a conoscenza anche dell'opinione pubblica, quelle che sono solo questioni private di ognuno, e' giusto che vadano al macero. Ci sono due filoni di intercettazioni, quelle serie come quelle a d'Alema e quelle cosi' dette gossippare. All'italiano medio interessano altri temi come quelli economici, dispiace constatare che il governo, invece, ci costringe a occuparcene". "Il problema e' che la Rai e' un servizio pubblico, pagato da tutti noi - continua Di Pietro - dove lavorano persone entrate per concorso e con una loro meritocrazia. Nel momento in cui arriva una raccomandata che bypassa tutti e viene pagata con i soldi degli italiani, e' normale pensare: 'Berlusconi, divertiti pure, ma fallo con i tuoi soldi e non con quelli degli italiani'". Di Pietro ribadisce poi che la manifestazione dell'8 luglio non e' contro il Pd: "Ho lanciato questa manifestazione con l'obiettivo di segnalare e denunciare che sono quasi cento giorni che ci stiamo occupando di problemi di Berlusconi e non di quelli del Paese”.


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