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Home / Sesso e Salute / Lotta al cancro: uno su due ce la fa
Tue, 22 Jul 2008 05:48:00

Lotta al cancro: uno su due ce la fa




A cinque anni dalla diagnosi sempre più alte le percentuali di sopravvivenza. Più si investe in ricerca più sale la speranza. Uno studio condotto in 31 Paesi fotografa la mappa della sopravvivenza




La bilancia ha superato il punto di equilibrio e ha iniziato a pendere dalla parte giusta. Di fronte a un tumore, le possibilità di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi in Italia oltrepassano il 50 per cento per il colon e il retto, raggiungono il 65 per cento per la prostata, toccano l´80 per cento per il seno. «Le guarigioni sono in aumento. In fatto di terapie, l´Italia e l´Europa non hanno nulla da invidiare agli Stati Uniti» spiega Franco Berrino, epidemiologo dell´Istituto tumori di Milano.

Ma lo studio da lui condotto insieme a un'équipe di circa cento ricercatori sparsi in cinque continenti non si ferma alla situazione italiana. Per la prima volta un'enorme mappa della sopravvivenza dei tumori nel mondo fotografa la situazione in 31 paesi, dall´Algeria alla Finlandia, dagli Stati Uniti alla Tasmania. E conferma il legame sempre più stretto fra salute e portafoglio.«La sopravvivenza ai tumori è legata allo sviluppo del paese e al suo prodotto interno lordo. In particolare alle risorse dedicate all´assistenza sanitaria e all´investimento in nuove tecnologie come la tomografia computerizzata» scrivono i ricercatori commentando la mappa pubblicata oggi su Lancet Oncology.

Negli Usa «la sopravvivenza è massima fra i pazienti con un'assicurazione sanitaria e minima quando non c´è alcuna copertura». All'interno della stessa città basta il colore della pelle a far divaricare le statistiche. Le americane bianche con un tumore al seno hanno l´84 per cento di possibilità di farcela, contro il 70 delle donne di colore. «Il legame fra spesa e probabilità di guarigione è forte, ed è destinato a crescere in futuro. Lo impone il costo dei nuovi farmaci. Una terapia contro il tumore dell´intestino che 10 anni fa costava 100 dollari oggi è arrivata a 100mila. Le aziende farmaceutiche hanno in filiera almeno 300 nuovi prodotti che sono il frutto di tecnologie avanzate, e quindi hanno prezzi altissimi. Nessun sistema sanitario nel mondo potrà reggere a lungo in questo modo».

Slegare il nodo che unisce salute e portafoglio sembra l´unica via per reggere alla distanza il confronto con il cancro. E cercando bene nella mappa di Lancet, qualche esempio positivo salta fuori. Il Giappone e la Francia, per esempio, hanno i tassi di sopravvivenza più alti dopo quelli statunitensi (mentre l´Italia è a circa un terzo della classifica). "Ma si segnala soprattutto la Finlandia - sottolinea Berrino - che ha una spesa relativamente bassa rispetto alla media europea ma ottiene risultati ottimi in fatto di guarigioni". Di fronte a una Danimarca che spende molto rispetto ai risultati e a una Gran Bretagna che preferisce tirare la cinghia (e nei tassi di sopravvivenza si nota), l´esempio finlandese spicca per una ragione che Berrino individua con facilità: "Più della metà dei tumori sono evitabili, in generale, e la Finlandia ha investito molto nella lotta al tabacco e a favore di una buona alimentazione. La ricetta è semplice, ma ha un punto debole. Non fa guadagnare nessuno, e non c´è nessuno che spinga perché venga adottata". (kwsalute.kataweb.it)


 


















































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