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Home / Sesso e Salute / Studio sull'alcol: cancella i brutti ricordi, mantiene quelli buoni
Thu, 11 Sep 2008 07:00:00

Studio sull'alcol: cancella i brutti ricordi, mantiene quelli buoni




L'alcol fa in modo che il nostro cervello ricordi solo i momenti più belli, e non magari quelli brutti dopo la sbornia. Intanto, nel Regno Unito il 50% dei ragazzi di 15 anni bevono ogni settimana




Secondo una ricerca della Sussex University, l'alcol spazza via dai recessi della memoria solo i cattivi ricordi, preservando quelli buoni. Una scoperta, suggerisce Theodora Duka, ricercatrice a capo dello studio, che potrebbe aiutarci a comprendere meglio i meccanismi della dipendenza da alcol. Se dell'ultima sbornia abbiamo stampati nella memoria solo gli attimi di allegria e ilarità, infatti, la prossima volta saremo portati a esagerare nuovamente con i drink, dimenticandoci delle figuracce o dei momenti peggiori che hanno caratterizzato la notte all'insegna della baldoria e della sbronza.

La notizia è riportata dall'Andkronos. Poco si sapeva degli effetti dell'alcol sulla memoria, mentre è noto che i drink riducono l'ansia, facilitano le relazioni sociali e ci rendono allegri. Ora la ricerca della Sussex University ha svelato un aspetto finora sconosciuto, ponendo due gruppi di volontari davanti a delle istantanee e invitandoli a riconoscere le immagini dopo uno o più drink, o a 'secco'. Bevitori e astemi hanno dimostrato di ricordare meglio la prima serie di fotografie. Ma nei primi la memoria ha funzionato anche meglio, con una capacità di richiamare le immagini più vivida. Mentre la seconda serie di immagini è stata ricordata con maggiore precisione tra i non bevitori. La spiegazione, ipotizzano i ricercatori, consisterebbe nella capacità dell'alcol di ostacolare la formazione di nuovi ricordi. Quindi nel cervello di chi alza il gomito si fisserebbero solo gli avvenimenti e le immagini prima dei bicchieri, o subito dopo aver iniziato le libagioni. Il resto rimane avvolto nella nebbia, compresi gli effetti dell'eventuale sbornia.

L'esperimento non è però finito qui. "Alle lunghe troppo alcol danneggia in maniera permanente la capacità mnemonica del cervello", avvertono i ricercatori che lanciano l'allarme nei confronti "dei giovani accaniti binge-drinker, cioè tra quanti si sbronzano pesantemente e regolarmente, specie nei fine settimana". Per questi ragazzi ai possibili danni cerebrali si aggiungono poi le "eventuali e pericolose conseguenze di gesti avventati compiuti sotto l'effetto dell'alcol". Con un pericolo in più per le giovani che sembrano subire in maniera più pesante le conseguenze delle bevute senza controllo. "Le ragazze più facilmente perdono il controllo e si comportano in maniera impulsiva o 'fuori di testa". Il riferimento è "ai comportamenti illegali, al sesso casuale e senza protezione, o semplicemente al continuare a bere senza un limite". Una cascata di possibili atteggiamenti che si traduce "in disturbi del comportamento, oltre a interferire con lo sviluppo del cervello in un'età critica per la crescita".

Un monito particolarmente sentito nel Regno Unito dove l'alcol si consuma sempre più in età giovanissima. E in grandi quantità. In base alle statistiche pubblicate sul quotidiano britannico Daily Mail, infatti, "il 20% dei tredicenni ogni settimana beve vino, birra o superalcolici. Una percentuale che sale al 50% a soli 15 anni". 


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